Dear SlowWeb,
visto che telefonicamente non sono riuscito ad ottenere nessuna risposta provo anche questa, anche se ormai ho sinceramente perso ogni speranza.
Dunque: nel lontano 3 marzo 2001 ho sottoscritto un abbonamento (domestico) con uno dei vostri commerciali il quale mi ha assicurato che in tempi intorno ai 20 giorni il tutto sarebbe stato reso attivo.
Come potete notare, dalla data di oggi sono passati + o - 100 giorni e oltre al fatto che ovviamente non sono stato cablato, non vi siete neanche mai degnati di mettervi in contatto con me o quantomeno di scusarvi per il disservizio incredibile che mi state procurando.
L'unica cosa che so (perchè mi sono informato io, non sicuramente perchè me lo avete detto voi), è che c'è un problema di proprietà con il passaggio dei cavi nella cantina di un mio vicino (Signor Ferrari). Appurato questo, due mesi fa, io ho parlato con questo signore che mi ha assicurato che per lui era tutto a posto e la vicenda, secondo lui, si era risolta con un piccolo ricatto: "Voi passate nella mia cantina, voi mi regalate un abbonamento telefonico"; cosa che non penso incida irrimediabilmente nelle vostre finanze...; in teoria ogni problema dovrebbe essere stato risolto, fatto sta che da allora sono passati altri due mesi!
Io intanto continuo a chiamare il vostro inutile centralino (2 volte alla settimana) che oltre a dirmi che inoltrerà la mia richiesta a chi di dovere e chiedermi il numero di cellulare (tutte le volte!?!?! ma li scrivete sui Post-it?) altro non fa.
A questo punto mi sono parecchio rotto:
1. La connessione mi serve! Faccio il programmatore e la uso anche per lavoro!!!
2. Sto spendendo milionate in cellulare
3. Mi state facendo perdere un sacco di tempo
4. Vi sto facendo perdere un sacco di clienti
Vi chiedo semplicemente di farmi una telefonata o mandarmi una mail con scritto:"Non si preoccupi entro dieci giorni le colleghiamo il tutto e le regaliamo due mesi oltre ai due gratis da contratto per farci perdonare" oppure "Purtroppo non è possibile concludere il contratto". Io vi maledirò un pò, mi rassegnerò a passare alla concorrenza e cercherò con tutto il cuore di farvi fallire.
Inutile dire che aspetto notizie.
Allora.
Siccome oggi non è giornata e mi sento un pò giù e non mi piace sentirmi giù, ho deciso di cercare una cosa che avevo letto tanto tempo fa e che mi sarà molto utile in questo momento.
Ieri, infatti, ho passato circa due ore a litigare via telefono con il servizio clienti Fastweb: è da due mesi che aspetto che la solerte azienda si decida a chiudere la procedura di trasloco del mio contratto e mi attivi finalmente la linea telefonica a casa, e le mie proteste passano regolarmente inascoltate.
Come per magia, stamattina mi è venuto in mente che durante le mie ricerche per la tesi mi ero casualmente imbattuta in queste mail, inviate da un povero disperato come me alla società; come per magia (ma soprattutto grazie a Google), le ho ritrovate.
Molto probabilmente sono semplicemente frutto della fervida immaginazione di qualcuno molto incazzato con la suddetta azienda, ma a mio modesto parere rimangono un capolavoro.
Ne posterò una al giorno, tanto per creare un pò di suspance (...).
Non sarà una serata facile.
E'da ieri che ci penso.
Vorrei essere pronta, praparata a quello che vedrò, a quello che sentirò, a come starò dopo, ma so che non è possibile.
Non sarà possibile nenache tentare di capire il perchè, quale sia il significato di una cosa così devastante, quali siano i motivi insondabili per cui una persona debba passare attraverso una sofferenza così grande.
Si dice che nella vita tutto serve, tutto accade per uno scopo.
Allora vorrei sapere a cosa porterà questo.
Ho smesso da un pò di credere in un Dio che sceglie per noi e che non sbaglia mai, ho smesso di credere alla "giutizia divina", ma non ho smesso di cercare risposte.
E allora se c'è davvero qualcuno sopra di noi, o sotto (o di lato se è per questo), mi metterei seduta ad ascoltare tutte le sue spiegazioni. Vorrei davvero che qualcuno mi convincesse, vorrei non sentirmi così impotente, vorrei non sentirmi così schifata dai miei piccoli dolori inutili.
Voglio trovare la forza.
Per lei la troverò.
E' una cosa stupidissima, ma da ieri sera non ho in mente altro.
L'amore è dovunque?
I feel it in my fingers
I feel it in my toes
The love that's all around me
And so the feeling grows
It's written on the wind
It's everywhere I go
So if you really love me
Come on and let it show
You know I love you, I always will
My mind's made up by the way that I feel
There's no beginning, there'll be no end
'Cause on my love you can depend
I see your face before me
As I lay on my bed
I cannot get to thinking
Of all the things you said
You gave your promise to me and I gave mine to you
I need someone beside me in everything I do
You know I love you, I always will
My mind's made up by the way that I feel
There's no beginning, there'll be no end
'Cause on my love you can depend
I got to keep it moving
It's written in the wind
Oh everywhere I go
So if you really love me
Come on and let it show
Come on and let it,
Come on and let it,
Come on and let it,
Come on and let it show
I feel it in my fingers
I feel it in my toes
The love that's all around me
And so the feeling grows
It's written on the wind
It's everywhere I go
So if you really love me
Come on and let it show
You know I love you, I always will
My mind's made up by the way that I feel
There's no beginning, there'll be no end
'Cause on my love you can depend
I see your face before me
As I lay on my bed
I cannot get to thinking
Of all the things you said
You gave your promise to me and I gave mine to you
I need someone beside me in everything I do
You know I love you, I always will
My mind's made up by the way that I feel
There's no beginning, there'll be no end
'Cause on my love you can depend
I got to keep it moving
It's written in the wind
Oh everywhere I go
So if you really love me
Come on and let it show
Come on and let it,
Come on and let it,
Come on and let it,
Come on and let it show
(Love is all Around - written by Reg Presley)
sarà che la giornata è inziata con il solito suono della sveglia (ma com'è che da me non passa mai uno di quei bei tipetti che si vedono nelle pubblicità, dotato di vassoio con cappuccino fumante e treccine appena uscite dal forno? forse perchè sa che a me le treccine non piacciono?), sarà perchè appena ho aperto le tende mi sono accorta che il cielo prometteva pioggia, sarà perchè il cielo ha scelto di mantenere la promessa proprio quando ero nel bel mezzo del parco senza possibilità di fuga e mi sono dovuta accucciare sotto un albero cercando di riparare con un braccio me e il cane finchè l'acqua è riuscita a penetrare attraverso la manica dell'impermeabile e mi ha fatto decidere che forse era meglio mettermi a correre, sarà perchè, dopo aver asciugato me e il cane ed essermi cambiata accumulando un ritardo enorme, ho aspettato l'autobus per 50 minuti (osservando il passaggio di ben 10 vetture dirette verso latitudini totalmente opposte alla mia), sarà perchè dovrò stare qui fino alle sette, sarà perchè una mia collega ha deciso di rimanere a casa e a me tocca anche il suo lavoro...
sarà per questo che oggi mi sembra una giornata di merda?
Cena cinese, molta birra e discorsi a vuoto
(non necessariamente a rendere)
Alla fine della serata tre bottiglie vuote di tsingtao mi osservavano mentre intonavo canti popolari. Loro non sembravano apprezzare, ma secondo me se la tiravano un pò.
Non sopporto di dovermi arrabbiare
a causa della stupidità della gente.
E adesso sono molto arrabbiata.
Ma proprio tantissimo.
Ieri sera esco dal lavoro (meglio tardi che mai), e mi dirigo alla
fermata dell'autobus con le solite cuffiette del lettore cd ben
incastrate nelle orecchie e i ramones a palla.
Come tutti i giorni devo aspettare un pò prima che il
dragobruco (...) mi riporti a casa, e impiego il mio tempo
accennando un balletto e contando i passi che separano i
due cartelloni pubblicitari infilzati sulla banchina.
Sono tredici.
I passi, intendo.
Comunque, ad un certo punto mi accorgo che al di là del
secondo cartellone c'è un ragazzo che si muove
forsennatamente, e penso che anche lui sia posseduto dal
sacro demone del ballo: accenno un sorriso e riprendo le
mie misurazioni. Non mi accorgo però che anche lui mi ha visto e che si sta avvicinando, perciò quando sento una mano che si poggia un pò pesantemente sulla mia spalla sobbalzo, mi giro e mi ritrovo faccia a faccia questo tizio. la prima cosa che vedo è che lui NON ha le cuffiette nelle orecchie, e a quel punto decido di togliere le mie. la conversazione che si svolge è la seguente:
lui (con forte accento spagnolo): ciao, sei straniera anche tu?
io (perplessa): no...
lui: ma sei di qui? no vero?
io: no..( come cacchio ha fatto a capirlo? ce l'ho scritto in fronte?)
lui: ah. io sono spagnolo, ma più che altro mi sento cittadino del mondo (molto originale come frase, aggiungerei io)
io: ah. e come mai sei qui? (è inutile, io devo parlare con chiunque me ne dà la possibilità)
lui: devo fare una cosa importante. la vuoi sapere?
io: beh...si...se ti va di dirmelo...
lui (avvicinandosi al mio orecchio e facendomi diventare rossa- lo so, sono scema ma arrossisco sempre): devo parlare con il Papa. sono stato al vaticano ma mi hanno sbattuto fuori. secondo te perchè l'hanno fatto?
io: (ok, forse è meglio se lo assecondo) eh..sai..il papa è piuttosto impegnato...c'è la lista d'attesa
lui: ah. è per questo allora. è già la terza volta in due anni che mi sbattono fuori dall'Italia. cioè, le altre volte per motivi diversi.
io: ah...mi dispiace.
lui: ti va di farti un giro con me?
io (moooolto perplessa): veramente devo andare a casa. grazie, ma non posso davvero.
Lui mi cinge le spalle con un braccio e si avvicina pericolosamente. per fortuna è arrivato l'autobus e io, sciogliendomi con molta grazia dall'abbraccio indesiderato, l'ho salutato e sono salita.
Ora, magari era solo uno che mi voleva far spaventare un pò per farsi due risate, non lo escludo, ma quello che mi dà fastidio è la mia scarsissima capacità di reazione in queste situazioni. mi è già successo, e rimango sempre come un pesce lesso, un pò spaventata e totalmente inerme. mi sa che sono scema.
Essere andata a dormire alle tre stanotte non è stata una
grande idea, ma la stanchezza è un prezzo da pagare più
che giusto per aver passato una serata piacevole come
quella di ieri. Rimanere seduta a tavola per ore e ore a
chiacchierare è una delle mie attività preferite,
soprattutto quando i commensali sono ispirati dal sacro
demone del cazzeggio e non hanno nessuna voglia di
smettere di sorseggiare vino e spiluccare tutto ciò che
gli capita a tiro (purchè sia commestibile).
Cena a base di felafel, kebab, cous cous e crema di ceci
(di cui ignoro il nome originale), seguita da patatine
fritte cotte al forno, decine di baci perugina, svariati ciocorì,
un paio di barrette kinder recuperate miracolosamente dal
fondo della dispensa, fichi al cioccolato importati dalla mia
terra natìa, caffè e tisane. pensandoci bene, a casa mia può mancare di tutto, ma le tisane saranno sempre presenti. Gli argomenti trattati sono stati, in ordine sparso:
Mi sa che hanno le idee un pò confuse, e io mi sono sentita
molto più vecchia di quello che sono.
Odio la retorica del dolore.
Non sopporto di vedere chi, ipocrita dallo sguardo da faina,
finge cordoglio per una situazione di cui è complice in tutto
e per tutto.
Forse stavo per iniziare ad arrendermi.
Ieri ho capito che non lo farò mai.
Ieri sera mi sono state raccontate due vicende che mi hanno
profondamente turbato, e che sono molto simili tra di loro:
troppo simili anzi, e non riesco a non pensare che
potrebbe succedere anche a me. Ma io dormo con un
cane molto grosso. Per fortuna.
Prima storia: è notte, quattro ragazze dormono
nelle rispettive stanze in un appartamento che si trova
sullo stesso pianerottolo di un albergo piuttosto malfamato,
vicino ad una stazione ferroviaria molto grande.
Una delle stanze è collocata accanto alla porta d'ingresso.
Ad un certo punto la ragazza si sveglia, e nota che la
lampada che aveva lasciato accesa adesso è spenta;
alza la testa e vede la sagoma di un uomo seduto sul
suo letto, debolmente illuminata dalla sigaretta che
l'uomo in questione sta fumando.
Momento di panico, urlo lanciato in maniera neanche
troppo convinta dalla poveretta (giura che per lo
spavento era diventata afona, e io le credo), reazione
pacifica dell'uomo che si alza e, senza dire una parola
(ma in effetti cosa avrebbe potuto dire? "ciao, passavo
di qua e ho pensato di fermarmi a salutarti"?), se ne va.
Seconda storia: Città (molto) meridionale, notte, casa
un pò isolata. Un ragazzo sta dormendo nella sua stanza,
ha deciso da poco di trasferirsi lì ed è solo. Ad un certo punto
si sveglia e vede la sagoma di un uomo seduto sul suo letto.
L'uomo nota che il suo ospite involontario si è svegliato, e
gli fa segno di tacere. Segue una breve collutazione, l'uomo
scappa, il ragazzo chiama la polizia e scopre che si
trattava di un criminale in fuga.
Prima di addormentarmi inizio a leggere con grande
entusiasmo l'ultimo libro di Stefano Benni , che
sono riuscita faticosamente a recuperare da uno
degli scatoloni ancora da svuotare.
L'inciso riporta una frase: "Qual'è il tuo nome nel buio?"
Spero di non doverlo chiedere a nessuno, stanotte.
Fine settimana praticamente inutile.
Ho oziato a più non posso, pulito tutta casa (ecchepalle a
volte sembro una casalinga frustrata), non mi sono goduta
un granchè il mio fantastico giardino anche se era bel tempo
e potevo farlo, ho avuto una notizia un pò destabilizzante,
sono rimasta male per un paio di cose mentre altre due mi
hanno fatto piacere, ho avuto un momento di grave sconforto
a causa dello scaldabagno (odio quando gli oggetti influiscono
sull'umore), ho coccolato molto il mio cane.
Fondamentalmente aspetto che qualcosa mi sconvolga.
Ieri sera cena a casa di parenti che non vedevo da circa
cinque anni: esperienza formativa, utile a ricordarmi come
mai non ne avevo assolutamente sentito la mancanza.
Appena arrivata, dopo nove ore e mezza di lavoro e
un pranzo saltato, per farmi coraggio e cercare di
passare indenne dalla tempesta di chiacchiere a
vuoto che sapevo mi sarebbe piovuta addosso ho
iniziato ad esagerare con il vino …e devo ammettere
che si è rivelata una mossa totalmente sbagliata, visto
che appena seduti a tavola (dopo i convenevoli di rito
sul divano del salotto buono aperto al pubblico per
l’occasione) ho iniziato a sentire una pericolosa
sensazione di rilassamento articolare e ho notato
che in particolare il mio collo si sentiva terribilmente
attratto dal piatto, facendomi rischiare di spiaccicare
la faccia sugli antipasti.
Dopo una serie di discorsi angoscianti sulle difficoltà e le delusioni che la vita regala ad ogni piè sospinto(iscriviamoci tutti al club “gente allegra dio l’aiuta”), ho deciso di regolare il mio audio sulla modalità OFF, provando con tutte le mie forze a far rimanere i miei occhi vigili e interessati: con somma gioia ho scoperto che l’essere umano possiede la capacità di dare al proprio sguardo tutta una serie di sfumature (interesse, approvazione,comprensione, divertimento, curiosità ecc.) intervallando ad ognuna di queste dei sorrisi più o meno smaglianti a seconda dell’espressione che assume l’interlocutore.
Tutto questo senza sentire una sola parola.
Ogni tanto qualche frase detta a voce particolarmente alta riusciva a penetrare la barriera che i miei timpani avevano faticosamente eretto, e ho avuto così la possibilità di sentire delle frasi talmente agghiaccianti da far calare pericolosamente il livello della mia sbronza, che a quel punto necessitava di incentivi per essere convinta a rimanere a supportarmi.
Ma il momento peggiore è stato raggiunto al momento della torta.
Sì, perché ieri era il compleanno di una delle due ospiti e, sebbene lei avesse sottolineato per tutta la serata l’odio che prova per tutti i generi di ricorrenze esistenti al mondo (e anche nei due o tre universi paralleli partoriti dalla mia mente nell’arco della serata), le candeline dovevano essere spente. Obbligatoriamente.
Ora: nonostante la persona in questione fosse arrivata a festeggiare il quarantaduesimo anniversario della nascita, la madre si è presentata in sala da pranzo con un candelotto, una roba che assomigliava ad un mini bengala, insomma le fontanelle che si usano durante gli esaltanti fuochi d’artificio familiari di capodanno . A quel punto, mio malgrado, credo che il mio sguardo abbia assunto un’espressione di stupore mista alla paura atavica che provo quando vedo uno di questi oggetti:a quel punto in me si è radicata la convinzione che quell’affare mi sarebbe scoppiato in faccia, e uno dei miei compagni di sventura (che conosce questa mia fobia) mi ha dovuta
praticamente arpionare alla sedia con una stretta ferrea della serie “senontiprocuriunamotosegaperstaccartiiilbracciodalrestodelcorponontimuovi”.
Tre minuti al buio in religioso e imbarazzato silenzio per aspettare che il bengala esaurisse la polvere da sparo e smettesse di scoppiettare allegramente, applauso poco convinto, torta.
Sono andata in bagno, e se avessi trovato un accappatoio fornito di cinta per impiccarmi al lampadario l’avrei fatto di sicuro.
Ho anche capito che lo champagne mi fa schifo. E chi se ne sbatte del perlage.
Ho voglia di uno di quei momenti.
Come quando cammini con qualcuno e le mani si stringono, e passi in mezzo alla gente e ti senti al centro di un mondo che nessuno può capire nessuno può vedere perchè è solo tuo e della persona che ti sta a fianco. Ho voglia di tornare a casa sapendo che c'è qualcuno che mi aspetta, di gesti familiari e di intimità, di uno sguardo complice, di mani che sfiorano i capelli, di parole dette al buio prima di dormire. Ho voglia di sogni da raccontare la mattina appena sveglia, di ascoltare parole che avrei voluto dire io, di fermarmi in un negozio per fare un regalo inaspettato, di felicità per i successi e di tenerezza nelle sconfitte.
Lo so. Sono la ragazza giusta per l'uomo che sto cercando.
io: OOOOOOOOOHHHHHHHHHHHHHH!!!!!
coro: EEEEEHHHHHHHHHHHHH?????
io: HANNO ACCESO I RISCALDAMENTI!!!!!!!!!!!!!!!!
io&coro: E VAAAAAAAIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!
segue samba urlata a squarciagola con tanto di trenino in corridoio. anche il cane ha festeggiato senza capire bene perchè.
Credo di aver trovato il metodo di misurazione del mio stato di stanchezza serale.
Il livello massimo di abbrutimento è stato raggiunto ieri sera, subito prima di andare a letto: avevo appena indossato il mio pigiama felpato (sicuramente poco sexy, ma utilissimo per cercare di resitere alle gelate notturne dovute alla tirchiaggine degli inquilini del mio palazzo, che preferiscono ibernarsi piuttosto che spendere soldi per il riscaldamento), l'unica luce accesa nella stanza era quella sul comodino, il mio cane aveva già assunto la posizione tipica che precede la nostra battaglia serale (che si scatena quando il mio adorato quadrupede decide di sdraiarsi sul letto occupando i 3/4 dello spazio, ovviamente posizionandosi su MIO lato preferito, e io devo cercare di inserirmi sotto le coperte spintonandola finchè lei, ringhiando, non decide di concedermi un minimo di spazio).
Mi dirigo in bagno con l'intenzione di lavarmi i denti ma, prima di prendere spazzolino e dentifricio, faccio l'errore madornale di guardarmi allo specchio: l'immagine riflessa è costituita da un volto pallido e dotato di occhiaie che farebbero invidia a Dracula...
Ok, ho deciso.
Stasera non mi lavo i denti.
Spesso le cose che riescono meglio sono proprio quelle che avevi poca voglia di fare.
Sabato sera dovevo andare ad una festa e non è che l'idea mi allettasse molto, ma sapevo benissimo che non c'era scampo e dovevo andarci per forza se volevo mantenere inalterati i miei rapporti di pacifica convivenza col genere umano. Dopo aver sperato che Brad Pitt (che avevo evocato precedentemente sul blog di 7denari) si materializzasse al mio fianco per accompagnarmi alla festa, ho deciso che sarei riuscita a fare un'entrata ad effetto anche da sola: mi sono preparata accuratamente e ho sfoggiato una delle mie andature migliori, sottolineata da uno sguardo stile 'quanto mi piaccio-sono la più figa di tutte'. La mia teoria è stata confermata: se ti piaci un sacco piacerai anche agli altri. basta convincersene. E infatti sono rimasta alla festa fino alle cinque, facendo la piaciona a più non posso giusto per il gusto di farlo, aiutata a dire il vero da dosi massicce di alcool e varie ed eventuali. Però devo ammettere che, se hai una coscienza molto attenta ad ogni tuo movimento e tendenzialmente rompipalle, questo tipo di atteggiamento può creare qualche problema. Perchè magari la mattina dopo ti svegli e ti chiedi se quello che hai fatto potrà creare dei problemi a qualcuno a cui vuoi molto bene e che non vorresti fare soffrire, e che forse non è tanto giusto appoggiarsi ad una persona a cui sai di piacere molto per non pensare alle paranoie che ti tormentano tutti i giorni da un tempo indefinito che magari non è tantissimo ma per te è già troppo per sopportarlo ancora.