Un buon bilancio di fine serata, la degna chiusura di un anno incasinato che mi ha fatto scoprire un sano e spietato egoismo e una sincerità inaspettata (e che una verità taciuta non è mai una bugia).
Oggi è l'ultimo giorno del 2003.
Lunga vita al nuovo anno.
Domani torno a casa.
Domani torno a casa, mi piace dirmelo, mi piace ripetermelo, mi piace immaginarmelo.
Domani torno a casa, dopo quattro mesi sarò di nuovo nel posto dove sono nata e dove sono cresciuta.
Domani torno a casa, e rivedrò gli amici di sempre e quelli di una volta, incontrerò anche chi non vorrei vedere e chi non so come e quando - e perchè - vedere.
Domani torno a casa.
Ho appena scoperto che l'ingestione - accidentale e non - di un quantitativo superiore alle dieci unità di fichi secchi ricoperti di cioccolato fondente può provocare forti allucinazioni audio/visive
(come ad esempio essere convinti di trovarsi in India a ballare alla festa di matrimonio di due sconosciuti - vestiti con un sari rosso ricoperto di paillettes e lustrini multicolore e un paio di ciabattine a punta un pò larghe - e, danzando scatenati, intrecciare una relazione di puro sesso con uno dei convitati conosciuto lì per caso, un pò in sovrappeso ma decisamente passionale)
(e come farò a dirgli che non glielo dirò? invece di stare qui a scrivere dovrei iniziare a pensare ad una buona scusa, me tapina, donna inconcludente e millantatrice che non sono altro)
Nella mia famiglia,
il bambinello
si inserisce nel
presepe-bunker
con una
pinza da laparoscopia
usata.
Si ringraziano per la partecipazione al Natale 2003 (in ordine sparso): la neve sul Gran Sasso, il 1518, il Berlucchi, la pasta con le sarde, l'abete di cioccolata, il padrone di Babele, le labbra screpolate, la birra di Homer e chi la beve, i dialetti, i parenti di ogni ordine e grado, le amiche insostituibili, chi mi ha chiuso il telefono in faccia quando volevo solo fare gli auguri, i Muse, le contro-narrazioni americane, cinema sky, il poker, la bestia, gli animali, i quadrucci in brodo, le mutande per i sexy-appuntamenti, i letti congelati, il sole e il vento, le passeggiate, l'improvvisa allergia al pelo del gatto, il caos, i discorsi sovrapposti, le sovrapposte, il sonno senza sogni- si, in particolare il sonno senza sogni.
(Auguri a chi c'era, a chi non c'era, a chi c'era ma non c'era, a chi non c'era ma c'è e ci sarà sempre)
Ciao nonno, ti mando un bacio, ovunque tu sia.
Due ore di sonno in una notte sono decisamente troppo poche per fare qualsiasi cosa, la mattina dopo.
Quando passo una nottata praticamente in bianco non c'è scampo: al mio risveglio si manifesta un mal di stomaco feroce, che molto probabilmente mi accompagnerà per tutta la giornata.
Di solito a tutto questo si accompagna un sottile malumore, condito da insulti di vario grado e genere che mi rivolgo con sincera disistima.
Stamattina no.
Stamattina è diverso.
Credo che il mio cervello abbia fatto una buona scorta di serotonina, stanotte.
Decisamente, una buona idea da parte sua.
Silenzio.
Sguardi,
e un sorriso appena accennato.
Nessuna parola sarebbe adeguata
"Non mi farai mai del male, vero?"
"No"
No.
(sul mio maglione c'è il tuo profumo. magari lo indosso anche oggi)
Oggi qui in ufficio non c'è niente da fare.
Fino alle sei mi terrò impegnata in una conversazione con Sabino, il mio orsetto nuovo di zecca.
Magari gli insegno pure a giocare a Spider...
venerdì sera, torno a casa, non c'è nessuno, solo il mio cane ad aspettarmi fedele, esco, passeggio, coloro di rosa le mie guance, ricevo proposte, vaglio, penso, pontifico, decido, aspetto, accolgo, esco, bevo, spilucco, parlo, pontifico ancora, penso, elaboro, sorrido, bacio, abbraccio, auguro tutto il bene che posso, rientro, coccolo, mi accoccolo, dormo, sogno.
sabato, mi sveglio, indugio, chiacchiero, indugio ancora, e ancora, e ancora, ritardo, mi scuso, ascolto, racconto, tiro le somme, bevo, rientro, saluto, dormo, decido, esco, acquisto, sono equa e solidale, mangio, cammino, devio, accorcio, rientro, di nuovo sola, esco, ballo, sorrido, ammicco, occhieggio, bevo, bevo, bevo, bevo, civetto svogliata, rientro, dormo, sogno troppo, dormo, dormo.
domenica, assaporo, mi stiracchio, coccolo, rotolo, arrotolo, mi alzo, mangio, pulisco, mi curo, leggo, scrivo, (colora il cielo per me), dormo, decido, esco, ricevo infastidita, non bacio, rivedo, conosco, chiacchiero, bevo, bevo, bevo. (basta, torno a casa). accarezzo, dormo, e sogno.
sogno. colora il cielo per me.
Il settimanale “La casa e i suoi pericoli”,
in occasione delle festività natalizie,
presenta lo speciale supplemento
UN’ ESPERIENZA VERAMENTE PERICOLOSA
A questo punto il flacone di bagnoschiuma cadrà esattamente al centro della vostra testolina, causando un’immediata perdita dell’equilibrio che vi farà cadere rovinosamente nella vasca, procurandovi (oltre che un dolore incommensurabile) una semi-frattura dell’osso sacro. I vostri coinquilini troveranno la cosa oltremodo esilarante, e voi potrete vantare un bellissimo livido all’altezza del coccige (se siete dotati di un tatuaggio proprio in quel punto, l’effetto ottico sarà ancora migliore).
Buon divertimento!
E poi alla fine esci, un'oretta di conversazione interessante per poi ritrovarti imbambolata ad ascoltare il dettagliatissimo racconto dei problemi tecnici che può dare premiere 6.5 abbinato a windows xp (installare e disinstallare programmi, drivers e schede di rete, i plug in e i loro perchè, una formattazione d'emergenza - scusa, non sono il tecnico che ti deve riparare il pc, certi dettagli te li puoi pure risparmiare), e poi una frase che quasi non hai sentito perchè eri occupata a trovare un modo per tenerti sveglia - dai un'altra sigaretta e gli dico di portarmi a casa che domani lavoro.
"Adesso ti bacio"
....
Faccio ricorso al giudice di gara, tramortire l'avversario per sferrare l'attacco non rientra nelle regole del fair-play
E' tutto il giorno che ho in mente questa canzone...
I believe I can fly
I believe I can touch the sky
I think about it every night and day
Spread my wings and fly away
I believe I can soar
I see me running through that open door
I believe I can fly
I believe I can fly
I believe I can fly
(nella versione dei Gimme Gimmes però)
Oggi di sicuro non farò il
passo più lungo della gamba
ovvero: scegliere di mettersi una gonna che
"quant'è bella chissà perchè non me la metto mai"
e capirne il motivo appena uscita di casa
Quando stanno per arrivare te ne accorgi sempre.
Te ne accorgi dallo stomaco, che si contrae come se avessi appena ricevuto un colpo inaspettato.
Te ne accorgi dalla gola che si chiude, ti senti soffocare come se avessi ingoiato un boccone troppo grande, impossibile da mandare giù.
Te ne accorgi dalla mascella serrata, che rende il tuo volto simile ad una maschera senza espressione.
Te ne accorgi dagli occhi, che iniziano a bruciare come se tanti piccoli granelli di sale si fossero conficcati nelle pupille.
Le lacrime vogliono rompere gli argini e tu glielo vuoi impedire, due forze opposte si scontrano.
A volte ti concedi un attimo di pace, il conforto della tua umana debolezza, il sollievo di sentire un altro pezzettino di dolore che se ne va.
Dopo rimane solo l'appiccicaticcio, quelle righe sulla guancia - se ci passi la mano riesci a percepirne il confine.
Dopo, devi solo riguadagnare terreno.
Vita d'ufficio
Collega1: 'Anvedi Rigge! Quanto me fa rosicà... Il responsabile ha ruttato.
Collega2: No, a me pppiù Brukke!
Non sono mai riuscita a mangiare una caramella senza morderla.
E' più forte di me, la metto in bocca con le migliori intenzioni ma dopo due-tre secondi al massimo devo cedere all'irresistibile impulso di frantumarla con i denti...se poi ha l'interno morbido, o di un gusto diverso dall'esterno, ci metto anche meno. Ma così la caramella finisce sempre troppo presto, e io ne devo mangiare subito un'altra.
Dovrò riflettere su questa cosa, e trovare una soluzione.
Anche perchè così facendo ho finito il pacchetto....ma porca miseria....
(un partito che si presentasse alle elezioni con lo slogan "più letti per tutti" avrebbe di sicuro il mio voto)
Ore 18, la battaglia sta per cominciare.
Mi ritiro nella mia tenda al centro dell'accampamento per elaborare un adeguato piano.
Ai primi segni intimidatori schiero in difesa i mammut che pascolano da qualche giorno nel mio giardino: non attaccano l'uomo, ma almeno fanno paura.
Per tutta risposta un'orda di koala dai denti di acciaio si scaglia contro il caneconleorecchieapois, ma per sua fortuna io avevo previsto la contromossa e li distraggo sventolando davanti ai loro occhi delle foglie di ecaulipto di cui, ne sono certa, tali creature sono golosissime.
Il comandante delle truppe nemiche mi fa pervenire una missiva nella quale mi informa che il koala dai denti di acciaio, per motivi religiosi, ultimamente si ciba solo delle foglie dell'albero del pane.
La ritirata a questo punto diventa necessaria, anche perchè preferisco tenere in serbo la mia arma segreta.
L'otaria dalla pinna d'argento verrà schierata nella prossima battaglia.
I miei nemici allora non avranno scampo.*
* Grazie a Tony e ai suoi coktails per l'inconsapevole collaborazione.
Ingurgitare un chilo di biscotti può avere effetti devastanti sulla psiche umana.
Soprattutto se si tratta di biscotti a forma di cuore, a quanto pare tra i più feroci della specie.
Stefano Benni
IL DECALOGO DELL'IPPOPOTAMO FELICE
L'urbe è completamente paralizzata dallo sciopero, il grigio del cielo forma un tutt'uno con la nube puzzolente prodotta dai gas di scarico delle automobili e rende tutto un pò sfumato.
Dopo venti minuti di attesa sono indecisa se chiedere ai sei Babbi Natale che mi passano accanto sghignazzando dove hanno parcheggiato le loro renne, oppure tornare indietro e sellare il mio cane.
Sono due giorni che mi sento molto esistenzialista, e presa dalle mie elucubrazioni non mi accorgo di una vecchina che si avvicina con passo felpato finchè lei non agguanta il mio braccio urlandomi nell'orecchio tutta una serie di insulti diretti agli autisti in sciopero e a me che aspetto inutilmente perdendo il mio tempo prezioso. Medito di risponderle attraverso una serie di gesti scaramantici, ma il bon ton che impone il mio cappottino nuovo (anche lui molto esistenzialista) non me lo permette, e comunque mi accorgo che il dragobruco arranca tra le colonne di macchine, e mi accontento di rivolgerle un sorriso accondiscendente.
Ho deciso di adottare i modi di Audrey Hepburn in "Vacanze romane".
Mi sento una princpessa in incognito, anche se oggi il mio cuore fa i capricci.
Dear FuckWeb,
mi sono fracassato le palle! È Luglio! Sono passati marzo, aprile, maggio, giugno: 120 giorni! Così ad occhio un centinaio in più di quelli che mi avete preventivato! Chi cazzo è che vi coordina? Il Grande Puffo?
È incredibile che dopo la precedente mail (vedi sotto) mi abbiate chiamato dopo un quarto d'ora per dirmi "Sig. B. è tutto a posto! Non sappiamo veramente come scusarci, ma finalmente è veramente tutto ok! Entro questa settimana, max 10 giorni, sarà cablato, ecc... ecc... bla bla bla" con la signorina che quasi piangeva per quanto si sentiva in colpa (ps: quanto le date per fare da capro espiatorio?) e poi basta, zero, nada, nessuno si è più fatto sentire. OOOHHHHHHHHHHH, vi sembra il modo????
Inizio a mandarvi le bollette dei cellulari, mie e dei miei tre conquilini! Ho perso un sacco di lavoretti lucrosi perchè non potevo farli da casa!
Vacca Zozza mi stanno proprio roteando in maniera vorticosa!! Che cazzo devo fare? Tanto lo so che se chiamo la Tim e mi connettono il giorno dopo voi mi chiamate e mi dite che siete pronti a procedere.
FATEMI SAPERE QUALCOSA!!!!!!!!!
Che merda di servizio...