giovedì, 29 luglio 2004

Io non sono intollerante. Semplicemente, non sopporto la gente che si complica la vita inutilmente, la gente che non sfrutta la propria intelligenza, quelli che sguazzano nei propri limiti e non cercano mai di superarli, quelli che compiono azioni totalmente inutili e irrilevanti.
Per esempio:
- ai tempi in cui vivevo nella casa universitaria rimanevo sempre allibita quando Dead Woman Walking puliva il corridoio e il suo fidanzato Tirchio Man la seguiva passo passo rimanendole appiccicato, senza però muovere un dito. Allora, io dico: o fai quello che devi fare e la aiuti, o rimani spaparanzato sul letto a bere birra e grattarti la pancia come un qualsiasi uomo (e anche una donna se parliamo di me) pigro e felice di esserlo farebbe
- sempre D.W.W. provocava il mio stupore quando per trasportare una cassa d’acqua appena comprata faceva tre viaggi casa-supermercato (tragitto stimato, solo andata: 200 metri), sostenendo di faticare di meno portando due bottiglie per volta. La prima volta che l’ho vista operare in tal modo, il primo istinto è stato quello di romperle la schiena utilizzando l’adorata sedia di vimini (gesto che peraltro ho sempre sognato di fare un po’ con chiunque)
- non tollero l’amica della Donna di Ghiaccio, da me amorevolmente soprannominata Cat Dead, che dopo sei anni di permanenza a Roma ancora si ostina a percorrere col motorino solo un tragitto. Mi spiego: se C.D. deve recarsi da casa all’università fa un percorso; se deve comunque andare all’università, ma si trova dall’altro capo della città rispetto alla sua abitazione, tutte le volte prima torna a casa e poi riparte da lì, altrimenti si perde. Tutto ciò non ha bisogno di commento
- per quanto mi riguarda la gente che fa squillare il proprio cellulare per più di cinque secondi in luogo pubblico andrebbe immediatamente arrestata. Qualcuno mi spieghi perché io, povera cittadina innocente, devo ascoltare la versione midi di Obsesion o della Cavalleria Rusticana o quel che è, sparata a tutto volume senza che le forze dell’ordine intervengano
- le mie adorate coinquiline continuano a dichiarare di non essere capaci di fare le divisioni per il pagamento delle bollette, e questa simpatica mansione continua a ricadere su di me. Se io provo a suggerire l’uso della calcolatrice abbinata allo sforzo di ricordare qual è il simbolo da usare per operare una divisione, loro invariabilmente rispondono con tono lamentoso “ma con tutti questi numeri non ci capisco nienteeee”
- il computer questo sconosciuto: odio le donne che alimentano le teoria secondo la quale la tecnologia e l’universo femminile viaggiano su binari paralleli. Possibile che un essere umano dotato di intelletto possa essere intimorito da una macchina?
- detesto chi afferma di odiare una cosa senza conoscerla. Chi a un certo punto si ferma, beandosi delle conoscenze acquisite e rinunciando a cercare qualcosa che le superi, è un emerito ignorante e tale rimarrà, senza via di scampo
- le persone che buttano le carte per terra. Li farei semplicemente cibare dei loro rifiuti, anche inserendoli in altri pertugi presenti nel loro corpo e di solito non utilizzati all’uopo
- chi tergiversa e non affronta situazioni difficili, lamentandosi nel contempo della propria sfortuna. Magari esagero che ognuno è fatto a modo suo, ma pur’io sono fatta a modo mio e questi individui non li sopporto
- non capisco, e non capirò mai, le coppie di mentecatti che in pubblico si rivolgono l’uno all’altra con simpatici nomignoli quali “amò” “tesò” “cucciolo” e varie ed eventuali. Se qualcuno ci provasse con me lo strozzerei a mani nude: ho un nome registrato all’anagrafe, sei pregato di usarlo, grazie
infine chi spacca le palle sempre e comunque, anche e soprattutto solo per il gusto di farlo. Per loro è sempre pronto un vaffanculo di cuore da parte mia













sincerely yours, reme alle 23:58 | commenti (74)

L'Amico Moderno è partito solo stamattina, e già mi mancano i suoi sorrisi, la sua pacatezza, i suoi consigli, il suo riportarmi alla ragione con poche ma efficaci parole, i suoi baci e le sue proposte oscene, il suo ripetermi a bassa voce "abbi pazienza". Mi manca lui.
Ieri sera ero stanca e mi faceva male un polmone, ma stavo lì e pensavo che esistono sguardi che possono dire più di mille frasi e carezze leggere che sciolgono nodi, e che magari incontri una persona e sai già che parte farà nella tua vita, per un attimo o più a lungo, non importa, il fatto è che lo sai e puoi fare ben poco per opporti a ciò che ti sta invadendo in maniera lenta e silenziosa.
Pazienza.
Devo avere pazienza.

sincerely yours, reme alle 13:28 | commenti (27)
martedì, 27 luglio 2004

"Sono in ritardo, sono in tremendo ritardo",  questo pensavo prima di uscire.
Sembro il Bianconiglio che corre trafelato con l’orologio in mano, solo che io sto ferma e l’orologio non ce l’ho.
Sì, perchè a me ultimamente gli orologi smettono di funzionare. Non so quale può essere il motivo: li porto a riparare, sostituisco le batterie, ma dopo una mezza giornata gli ingrati cambiano improvvisamente fusorario oppure si fermano, come se fossero inebetiti o troppo stanchi per continuare ad andare avanti. Magari è una faccenda che riguarda le onde elettromagnetiche emanate dal mio corpo, ho troppa energia interna e non riesco a gestirla, non so.
E poi non è tutta colpa dell’orologio, forse il problema è solo mio.
Probabilmente dovrei iniziare a non promettere agli sconosciuti di “uscire una sera di queste” quando sono ubriaca, perché poi mi arrivano telefonate e io non riesco a capire chi cazzo è e sto lì che mi arrampico sugli specchi finchè con domande mirate non riesco a risalire all’identità dell’interlocutore. In effetti dovrei imparare anche a non dare il mio numero di telefono quando a stento mi reggo in piedi, oppure potrei assoldare uno dei miei amici per tenermi sotto controllo e impedirmi gesti inconsulti di questo o altro genere, se solo i miei amici non fossero esseri immondi proprio come me.
Almeno il tragitto verso il luogo dell’appuntamento mi ha dato modo di pensare alle strategie diaboliche attuate dalla mia mente per scacciare i pensieri molesti che si sono presentati alla mia attenzione per tutta la giornata. Uscire con qualcuno è un buon modo per costringersi a interiorizzare la decisione presa e darle un senso di concretezza che rimanendo a casa non riuscirebbe ad assumere. Come se poi non si potesse tornare indietro se non con la mente.
Proprio come stamattina.
Andavo a lavorare trafelata e in clamoroso ritardo, erano le dieci e mezza e l’aria era caldissima. Camminavo sul ciglio della strada mentre attraversavo il ponte, alla mia destra c’era la rete arancione, quella tipica che delimita l’area sulla quale non transitare per lavori in corso. A un certo punto il braccialetto che portavo al polso mi si è impigliato nella rete, ma prima di sfilarsi e cadere mi ha graffiato, e così io mi sono accorta che lo stavo perdendo.
E prioprio mentre realizzavo capivo anche che non mi sarei fermata a raccoglierlo.
Non mi sono neanche girata a guardarlo, ho proseguito così. Era uno dei miei braccialetti preferiti, forse quello che adesso mi piaceva di più, ma io non ho fatto niente per recuperarlo.
Solo, camminavo e mi domandavo.
Chissà tra quanto tempo una ruota gli passerà sopra e lo schiaccierà sull'asfalto.












sincerely yours, reme alle 00:48 | commenti (78)
lunedì, 26 luglio 2004

Devo uscire a fare delle commissioni, qui piove che sembra il diluvio universale e non ho l'ombrello.
Spero soltanto che le iscrizioni al concorso Miss Maglietta Bagnata 2004 non siano già chiuse.
(che per caso mi girano le palle? naaaaaa)
sincerely yours, reme alle 16:34 | commenti (21)
domenica, 25 luglio 2004

titolo

Una giornata piovosa, finalmente. L’aspettavo da tempo.
Voci di donne si rincorrono nella casa, “cara” “tesoro” “ciccia” sono diventati i nostri nomi ufficiali da quattro giorni a questa parte, utilizzati per chiedere, sfogarsi, ridere, discutere, dare risposte a questioni insolute e irrisolvibili. In un altro momento avrei odiato una cosa del genere, adesso in mezzo a questi suoni e a questi corpi mi sento a mio agio, coccolata amata protetta.
Non è senso di inadeguatezza, non è mancanza di slancio, non è incertezza o volubilità.
Due anni forse non sono abbastanza, ma possono anche essere troppi se ti sei abituato a pretendere da te stesso anche l’impossibile, se sei diventato una perfetta macchina da guerra, una schiacciasassi, uno strano animale famelico pronto a divorare imperfezioni umane e dettagli che stonano con il tuo modo di vedere le cose.
E’ che io guardo nel profondo, scavo e mi sporco, e mi piace essere così.
Ho voglia di cose comode e facili, adesso.
Facciamo che sono superba, intollerante e che me la tiro pure un po’.
Facciamo che ancora non voglio interrompere la stupenda relazione ta me e me, questa felice unione che non ha bisogno dell’entrata in scena di un coprotagonista per ritrovare freschezza e uccidere la noia e l’abitudine.
Facciamo che ricomincio a sorridere, ma a modo mio.









sincerely yours, reme alle 20:45 | commenti (21)
venerdì, 23 luglio 2004

Conversazioni #1

capo: oh
io: eh?
capo: la telefonata è finita
io: ah si, scusa. Dicevamo, confrontando i due preventivi…
capo: perché ridevi?
io: eh?
capo: stavi ridendo. Perché?
io: ma quando scusa?
capo: mentre parlavo al telefono ti vedevo che ridevi
io: non stavo ridendo
capo: vabbè, sorridevi. Perché?
io: è proibito sorridere sul luogo di lavoro?
capo: stronza. A cosa stavi pensando?
io: quando lavoro non penso, di solito
capo: stronza
io: aridaje
capo: sei innamorata
io: eh?
capo: sei innamorata
io: sei impazzita?
capo: hai mai lavorato durante un innamoramento?
io: non ti senti bene? Ti prendo un bicchiere d’acqua?
capo: che cazzo di casino. a saperlo prima non ti avrei dato l’aumento
io: se non mi avessi dato l’aumento mi sarei licenziata
capo: no che non l’avresti fatto. non hai nemmeno un contratto
io: …
capo: sei innamorata, quindi
io: fanculo
capo: in bocca al lupo
io: …
capo: …
io: crepa

Conversazioni #2

io: oh, mi è capitata una cosa assurda
la pragmatica: che novità
io: devo essere davvero stanca
nicegirl: che ti è successo?
io: mentre mi facevo la doccia mi sono accorta di avere ancora addosso il reggiseno e le mutande
la pragmatica: a cosa stavi pensando?
(coro di risatine irritanti)
io: a niente. Lavoro troppo, ho bisogno di una vacanza
la donna di ghiaccio: con lui?
(il volume delle risatine irritanti aumenta)
io: ma andatevene un pò affanculo
(raccolgono l'invito e si allontanano cantando "always" di bon jovi)











































sincerely yours, reme alle 00:53 | commenti (7)
giovedì, 22 luglio 2004

Mi fa male la gola.

Odio l'estate, il caldo e il francese che abita al terzo piano.

Ogni tanto, sempre più spesso, mi metto a fantasticare su quanto sono felice l'inverno, quanto mi piace sentire quel senso di congelamento imminente e stringermi nel cappotto e mettere i guanti e tirare su col naso.

In certi momenti mi balena in testa l'idea di mettermi in analisi.

Venerdì il costume non me lo porto neanche morta. Che provino a buttarmi in piscina vestita, se ne hanno il coraggio.

Devo compilare una lista dettagliata di tutti i musei che voglio visitare nelle due settimane di ferie.

Voglio che il mio regale per B. sia favoloso e che lei sia felicissima di riceverlo. Voglio trovare il tempo di comprarlo, e voglio pure essere così fortunata da trovare qualcosa di carino da mettermi alla festa.

Da stasera il numero degli abitanti della mia casa si raddoppierà. Otto donne e due cani. Che abissale rottura di coglioni.

In effetti, ne ho abbastanza di tutte 'ste donne che mi circondano. Qui in agenzia siamo in dodici, un numero decisamente eccessivo per i miei gusti.

Magari stanotte mi è arrivato un messaggio, io l'ho letto e l'ho cancellato e poi ho rimosso l'evento. Ogni tanto mi capitano episodi di sonnambulismo, quindi potrebbe essere successo davvero.

Penso che innamorarsi non sia per niente conveniente.

Dovrei fare qualcosa per la mia cellulite. Contro, cioè. Insomma, non voglio più essere costretta a fare i conti con la mia cellulite.

Ho finito le sigarette.

Ho voglia di sentire l'odore del mio cane.

Cosa mangerò a pranzo?


sincerely yours, reme alle 12:10 | commenti (33)
martedì, 20 luglio 2004

Le cicale friniscono tanto forte da sembrare impazzite.
La mia pelle è ancora bagnata e profuma di buono, vaniglia e mirra e qualche spezia a me (e ai più, credo) sconosciuta.
Non ho ancora mangiato, non so cosa mangiare, ma sono contenta per la mia B. che oggi era bellissima e ha rotto il culo alla commissione, sono contenta anche se le scarpe mi facevano male e il mazzo di fiori si era tutto rovinato a causa della corsa furiosa per arrivare in tempo che alla fine tanto non ce l’ho fatta lo stesso, sono contenta anche se il fioraio mi ha detto che lui era il più sfigato di Roma e a me m’è pure un po’ dispiaciuto quando mi ha detto così e gli ho detto “ma no, che non è vero, dia qui che faccio il fiocco da sola e le faccio vedere che sono meno brava di lei” e infatti è venuto tutto sbilenco.
Sono contenta anche se sono stanchissima e ormai mi rendo conto che non ho più la concentrazione per lavorare e rendo poco, pochissimo, anche se devo vestirmi per uscire e non mi va un granchè, sono contenta anche se ci sono tanti anche se.
Che cazzo c’avrò poi da essere così contenta.
Mah






sincerely yours, reme alle 21:12 | commenti (31)
lunedì, 19 luglio 2004

paura, ansia. finchè sei figlio rimani sempre un bambino, in fondo, e pretendi essere sempre tu quello che cade e va aiutato a rialzarsi.

la scarsa comprensione di un fratello che di dolore ne ha vissuto tanto e adesso magari è stanco, e adesso magari vuole delle cose per sè, e a te che lo ami di un amore infinito verrebbe voglia di prenderlo a schiaffi. non si è bambini e irresponsabili solo quando fa comodo.

stanchezza opprimente e appiccicosa di una giornata troppo calda, una stagione che non è proprio la mia, io che amo il freddo e il naso ghiacciato non riesco a ritrovarmi in questi vestiti corti, solo il ritorno alla fresca casa mi dà sollievo.

nonostante tutto, ogni tanto, molto più spesso di quanto mi renda conto di fare, ripenso a lui.
il sorriso, almeno per un momento, ritorna.
sincerely yours, reme alle 18:16 | commenti (19)

Oggi è indubbiamente lunedì.
E allora com'è che non riesco a smettere di sorridere?

sincerely yours, reme alle 11:54 | commenti (58)
sabato, 17 luglio 2004

Oggi è il primo anniversario della mia laurea.
Un pensiero, mio malgrado, sorge spontaneo:cos'è cambiato nella mia vita da quel giorno?
A parte il fatto che quest'anno la temperaura è decisamente più mite (e se fosse stato così anche allora, mi sarei risparmiata un sacco di bestemmie) i pantaloni di lino del tailleur mi stanno molto più larghi e abito nella casa che ho sognato per cinque anni, ci sono altri dettagli?
Ho trovato lavoro in un posto in cui mai mi sarei sognata di lavorare e ho resistito lì sette mesi, un periodo decisamente superiore alle mie aspettative. Poi, appena ho deciso che me ne sarei andata, ho avuto la fortuna di fare un colloquio che è andato molto meglio di quanto mi aspettassi. Lì per adesso sto bene, probabilmente si tratta dell'occasione che per tutto il periodo dell'università ho sognato di avere. La gavetta è dura e faticosa e l'attesa è uno stato che non mi appartiene; tutto ciò, aggiunto alla mia connaturata inquietudine e all'attitudine spiccata a farmi domande sul futuro e su quello che voglio veramente nella mia vita, mi fa porre domande su quanto ancora riuscirò a resistere.
Gli amici sono rimasti gli stessi, solo che ora lavoriamo quasi tutti e il periodo del dolce far niente sembra finito. Lentamente ci stiamo abituando a vederci di meno, ma per ora lo spirito si matiene solido e nessuno di noi sembra voler cedere troppo: lo stile di vita dissoluto è ancora una delle tante cose che ci tengono uniti.
Scrivo e mi rendo conto che questo sembra un bilancio.
Io detesto fare bilanci.
C'è altro da aggiungere?
Ah, si.
Io e lui, ironia del destino, ci siamo laureati lo stesso giorno alla stessa ora: io seconda, lui terzo della lista.
Quel 17 luglio siamo andati all'università insieme, sul motorino, tenendoci abbracciati come avevamo fatto per ogni esame. Mentre aspettavamo che toccasse a noi è arrivata lei, con quell'orribile gonna svolazzante, e nonostante tutto gli occhi di lui si sono illuminati. Alla fine dei giochi, tra un brindisi e l'altro, con tutti i nostri amici riuniti, spumante regali fotografie fiori risate, io mi sono chiusa in bagno e ho pianto tutte le mie lacrime. Da quel giorno, esattamente da quel giorno, io ho smesso di soffrire per lui.











sincerely yours, reme alle 21:49 | commenti (30)
venerdì, 16 luglio 2004

Vorrei...
vorrei che.
eh, si, insomma.
vorrei.
anzi voglio.
si si, decisamente voglio.
fortissimamente.
non "mi piacerebbe", che è sognante e poco intenso e blando e un pò rassegnato, oppure cortese e sorridente ma senza impeto e passione.
e neanche "desidererei" che sembra troppo lontano, distaccato, formale, molto da signorina per bene che chiede un bicchiere d'acqua durante una visita di cortesia.
non "ho bisogno", nulla mi è necessario al momento, posso tranquillamente farne a meno, l'ho già fatto e non ne sono di certo morta, anzi dopo un pò mi ci sono abituata e andava bene così.
"necessito" non mi piace: imperioso, spocchioso, da vecchio dirigente con un vestito grigio e impolverato, come...burocratico, ecco.

Voglio, io voglio, ho voluto, volevo e adesso rivoglio.
Io, adesso.
Vorrei tanto.

 















sincerely yours, reme alle 15:57 | commenti (25)

devo andare a dormire.
e invece penso, penso e ripenso.

mah


sincerely yours, reme alle 02:19 | commenti (40)
giovedì, 15 luglio 2004

E' stato bello rivederla stasera, bere del vino sedute ad un tavolino di legno in uno dei vicoli bellissimi e nascosti nel centro della città. Sgranocchiare tarallini mentre ci si racconta di amori a tempo determinato e dubbi e insofferenze, ridere e sdrammatizzare aspettando di vedere anche questa volta come andrà a finire.
E' stato bello rivederli appena arrivata a casa e trovarli sempre innamorati e felici, scrutare i loro sorrisi e sospirare rasserenata non trovando traccia del dolore recente che si sono ritrovati a vivere, troppo grande per loro, ingiusto e sbagliato.
Ci sono serate che ti lasciano addosso un tepore felice, serate che passi circondata da persone alle quali vuoi bene, ad ognuna in un modo diverso e speciale.
Persone che in qualche caso ti sei scelta e che in altri il destino ha scelto per te, persone per un lungo periodo assenti e rimaste però sempre presenti nel cuore e nella mente, persone che conosci da una vita e ti fanno sorridere ogni volta che le vedi.
Persone che ritrovi in piccoli pezzettini di te stessa e danno un senso migliore, anche nei giorni in cui pensi che tu forse un senso ancora non ce l'hai.





sincerely yours, reme alle 01:13 | commenti (25)
mercoledì, 14 luglio 2004

Quando vedo un vecchio film mi commuovo sempre.
Rimpiango la semplicità di un'epoca che non ho vissuto.
Io non sono una ragazza moderna, e il bianco e nero su di me ha strani effetti



sincerely yours, reme alle 00:36 | commenti (140)
martedì, 13 luglio 2004

Robe pensate al tramonto di un giorno di luglio

un rumore sordo che torna in mente a intervalli regolari può continuare a far gelare il sangue come la prima volta che l'hai sentito. magari non proprio,ma quasi

le infradito verdi fosforescente mi fanno vomitare, e se provi un'altra volta a darti arie da artistoide del cazzo ti uccido, pivello

un ragazzo in autobus mi fissa insistentemente. le sue occhiate hanno una leggerezza piacevole, e mi sistemo meglio per permettergli di guardarmi ancora (magari lo faceva solo perchè avevo qualcosa che mi penzolava dal naso, ma non fa niente. è l'effetto quello che conta)

sempre in autobus, ho voglia di sputare sul finestrino per cercare di centrare la testa del tipo che si pavoneggia alla guida di una decappotabile e spara a tutto volume quell'orribile canzone rumena che appena la senti ti rimane in testa per ore. spero che inizi a piovere mentre sei imbottigliato sul raccordo e non puoi fermarti a tirare su il tettuccio, stronzo

il fruttivendolo è un vecchietto che mi intenerisce. mentre si volta a prendere il prezzemolo mi viene da piagere e tiro su col naso. sarà colpa dell'ormone scatenato, o io sono davvero un animo sensibile

certi odori sono come degli interruttori: quando li senti la luce si accende, i muscoli si distendono ed è pace

quando tutti gli amici malignano in tua presenza sull'attuale fidanzata dell'ex anima gemella ti viene fuori un sorrisino perfido e fiero, e provi una soddisfazione immensa come se il fatto che lei è bruttina, antipatica e sguaiata fosse merito tuo. si vede che te la meriti, tesoro

quando troverò l'occasione per indossare quell'incredibile vestito che ho comprato sabato in un raptus di follia consumista? e il fatto che sia di tessuto acrilico al 100% farà si che io prenda fuoco al primo tentativo di accendermi una sigaretta in una serata ventosa?

il signor Augusto mi ha detto che sono bella come un fiore (e che sentendo la mia voce al telefono non l'avrebbe mai detto, ma questa seconda parte della frase ho deciso di ignorarla. comunque grazie, signor Augusto)

ho deciso. pur di indossare un vestito da sposa da favola sono disposta a prendere un aereo e celebrare un matrimonio fasullo a Las Vegas

sincerely yours, reme alle 01:13 | commenti (81)
lunedì, 12 luglio 2004

non va, non c'è verso.
il magone non passa, e meno male che posso dare la colpa alla sindrome premestruale.
essere donna ha degli innegabili vantaggi.
sincerely yours, reme alle 14:27 | commenti (41)
domenica, 11 luglio 2004

Credo nella legge di Murphy: se vai a un concerto e vuoi tanto sentire una canzone,questa verrà eseguita proprio quando tu sarai scappata al bagno nel tentativo di non fartela addosso.
Credo di aver perso la mia dignità sulle note di uaiemsiei.
Credo che ieri notte avrei voluto e non ho potuto.
Tutto sommato, credo di essere ancora sbronza.




sincerely yours, reme alle 12:49 | commenti (22)
venerdì, 09 luglio 2004

mi sento presa da una sindrome strana, tipo una specie di persecuzione.
come se tutti fossero pronti a gustarsi questa stagione fantastica e piena di possibilità.
oh. io non mi sento per niente così.
a me sembra di essere in una di quelle domeniche pomeriggio che proprio non sai cosa fare, e vorresti chiamare qualcuno ma non ne hai poi davvero voglia, e l'idea è quella di uscire - dire - fare- baciare - lettera - testamento, e invece finisce che te ne stai sul letto o divano o poltrona a guardarti intorno e fare zapping sulla la radio o la tv, sfogli un giornale che non dice niente di nuovo perchè è vecchio, mangi rimasugli di una settimana di sregolatezze andate a male, fumi e bevi alla bottiglia, e giri per casa trascinando i piedi e appoggiandoti allo stipite della porta in muta osservazione delle cose che si muovono ferme sempre uguali.
e non stai male, no no, solo che non te ne frega niente, e l'idea è quella che magari ti stai perdendo qualcosa che potrebbe essere e invece, un'altra volta, almeno per il momento, non è.
sincerely yours, reme alle 18:15 | commenti (18)

L'amore ogni tanto deve prendere un pò d'aria, uscire fuori e respirare.

Stasera io amo.

sincerely yours, reme alle 00:39 | commenti (30)
giovedì, 08 luglio 2004

il mio dentista mi ha dato bidone perchè deve accompagnare la fidanzata dal ginecologo.
chi di bidone ferisce di bidone perisce, non sputare per aria che poi ti ricade in testa, oggi a me domani a te
(ad libitum)

sincerely yours, reme alle 10:27 | commenti (52)

Scriverò un trattato prima o poi.
La sottile arte del disimpegno.
Queste sono le cose che odio, quando le fanno gli altri.
Sono disposta ad ammettere che capitano volte in cui è cosa buona e giusta.


(Tanto domani andrò dal dentista e sarò adeguatamente punita per la mia cattiveria. Sarà come pulirsi la coscienza sputandola nel lavandino - quello col risucchio. Via il dente via il peccato. O era il dolore?)





sincerely yours, reme alle 00:17 | commenti (21)
mercoledì, 07 luglio 2004

Lavorare, oggi, mi sembra la cosa più inutile del mondo.
Il mio piano di attività della giornata prevede esclusivamente:

1) tornare indietro col pensiero a 14 ore fa
2) ricollocarmi alla testa del binario 10 della stazione termini
3) continuare a mangiarmi le unghie
4) rivivere ogni momento sospirando a intervalli regolari
5) rispondere a messaggi inutili con frasi stupidamente svenevoli
6) immaginare come sarà tornare a casa e trovarlo lì
7) non pensare all'aereo che domani a quest'ora starà atterrando in Inghilterra

(tutto ciò cercando di convincermi di essere ancora in grado di provare sentimenti. mi ci sto mettendo d'impegno, giuro. adesso ricomincio daccapo e ripeto tutte le mosse. sia mai che questa volta funzioni)
sincerely yours, reme alle 11:11 | commenti (27)
martedì, 06 luglio 2004

Primo convegno di lavoro, una conferenza alla quale partecipo come rappresentante dell'agenzia.
Conoscendomi ormai abbastanza bene, le cape mi avvertono: il posto dove devo andare è fighetto e sciccoso, sono pregata di sfoggiare un abbigliamento consono.
Io assecondo, che sto talmente scazzata e in modalità odiosa da accettare di vestirmi adeguatamente. Le mie intenzioni però sono bellicose, e il Collega Presunto Gay, ignaro di tutto ciò, decide di accompagnarmi.
Dopo un paio d'ore di sproloqui, inframezzati dalle gag di un noto comico romagnolo, veniamo spediti al settimo piano: destinazione terrazza con vista panoramica sulla stazione, piscina, ombrelloni bianchi e sedie bianche scomode e bellissime.
Quando decido di fare una cosa mi ci metto d'impegno, io.
Ho stabilito il piano d'azione, e sono decisa a portarlo avanti con determinazione.
In trenta minuti spaccati (che poi mi aspetta gente a cena) riesco a totalizzare il seguente punteggio:
- sei bicchieri di vino bianco ghiacciato a fondino, 50 punti
- cinque minipizzette ingoiate in un boccone, 15 punti
- conversazione intrattenuta con fornitori durante la difficoltosa masticazione di una pizza rustica piena di formaggio filante, 50 punti
- tre spiedini vegetariani con relativi panini d'accompagnamento, 20 punti
- due porzioni di pasta alle melanzane servite dal direttore marketing, 45 punti
- tre cucchiaiate di cus cus, 5 punti
- cinque tramezzini accaparrati spintonando il comico, 60 punti
- due cocktails di dubbio gusto afferrati al volo dal vassoio di un cameriere, 30 punti
- dessert, frutta e spumante dolce, 20 punti
- sigaretta spenta nella pianta ornamentale, 5 punti
- collasso del Collega Presunto Gay al terzo bicchiere di vino, 150 punti.
Totale: 450 punti.
Potevo fare di meglio, ma mi dichiaro mediamente soddisfatta.
Buonanotte





















sincerely yours, reme alle 01:35 | commenti (59)
lunedì, 05 luglio 2004

- egoista
- fighetta
- assonnata
- distratta
- svogliata
- perplessa
- insofferente
- insensibile
- introversa
- superficiale

Eccomi qua, oggi, in tutto il mio splendore

sincerely yours, reme alle 16:21 | commenti (12)
domenica, 04 luglio 2004

Questo post è scritto per te, e il mio non è uno scherzo di cattivo gusto come il tuo.
Mi accorgo adesso di aver sbagliato, vent'anni fa, a dirti quella frase: tu non sei senza cuore, almeno non completamente.
Grazie per la dedizione, la cura e l'impegno.

(ah, e scusa se mentre tu smanettavi con l'html io ti ho finito quasi tutti i tic-tac senza fartene accorgere)



sincerely yours, reme alle 13:42 | commenti (27)
sabato, 03 luglio 2004

Fa caldo qui, di quel caldo bello però, che odora d’estate, o forse è il mio profumo, non so.
Una decina di persone sconosciute, tutti cervelloni in partenza per l’america con una borsa di studio elitaria e ambitissima.
C’è uno che studia delle cose aerospaziali, io lo soprannomino subito l’Amico Degli Astronauti, che stasera c’ho l’ironia strafottente e snob.
Evidentemente gli fa simpatia questa cosa, all’Amico degli Astronauti, perché passa tutta la sera a parlare con me, e mi racconta della sua vita ad Amsterdam e della prossima partenza per il Maryland, chissà per quanto, chissà perché (che io mica l’ho capito).
A un certo punto stiamo fumando in silenzio, lui mi guarda diventa serio
Amico degli Astronauti: ma tu sei felice?
io: eh?
A.d.A: tu sei felice?
io: …
A.d.A: …
io: eh?

Mentre torno a casa mangio un gelato e mi fermo a guardare un muro.
C’è scritto Dio c’è.
Io probabilmente no.













sincerely yours, reme alle 02:29 | commenti (49)
venerdì, 02 luglio 2004

Non sto tanto in forma.
L’acquisto ripetuto e compulsivo non ha sortito alcun effetto.
A parte il fatto che ora mi ritrovo con una borsa bellissima e sciccosa, una specie di caffettano che non copre neanche quel poco che c’è da coprire e una gonna con una strana piega che probabilmente è un difetto ma chissenefrega, l’ho comprata lo stesso.
Stasera devo uscire con gente che non ho mai visto, NiceGirl mi trascina e forse fa bene ma io non glielo voglio dire per non darle soddisfazione.
Non so cosa mettermi.
La borsa fighetta però la sfoggio, questo è sicuro.
Almeno avrò un argomento di conversazione.
Sto scrivendo di shopping e vestiti da indossare.
Non sto tanto in forma.









sincerely yours, reme alle 20:32 | commenti (10)
giovedì, 01 luglio 2004

in prima elementare la maestra, gridando davanti a tutti, mi rimproverò per un errore che avevo fatto. un'acca dimenticata da qualche parte, una cosa normale. e invece no, lei quel giorno forse era arrabbiata per altri motivi e per questa cosa fece un gran casino. disse cha da me non se l'aspettava, che era maggio e la scuola era finita e io non avevo mai fatto un errore e dovevo proprio essere diventata stupida tutta d'un botto.
ero una bambina buona e silenziosa con le treccine e il grembiulino blu scuro col colletto di pizzo bianco. mi veniva da piangere e mi trattenevo, ho ricacciato indietro le lacrime e mi sono seduta di nuovo al mio posto.
in fondo sono rimasta uguale ad allora.
sincerely yours, reme alle 12:36 | commenti (57)