martedì, 31 agosto 2004

ma io dico.
io dico: mi pijasse un colpo, come mi è potuto venire in mente di lasciare un lavoro molto ben pagato, che non prevedeva nessun tipo di dispendio di energie cerebrali e fisiche, con orario ridotto e ferie e permessi e malattia retribuiti, tredicesima, quattordicesima e tfr.
come cazzo mi è passato per la mente, che io e i miei sogni di gloria, il mio desiderio di realizzarmi e la carriera, e il cervello che deve essere sempre in allenamento sennò si abbrutisce, io e tutte le mie seghe mentali dobbiamo solo andare a farci fottere.
cazzate.
se fossi rimasta a lavorare lì sarei in ferie da 50 giorni e ne avrei altri 12 da godermi spaparanzata da qualche parte. fanculo.

(e dire che oggi mi sento in pace con il mondo)

sincerely yours, reme alle 17:44 | commenti (32)
lunedì, 30 agosto 2004

Dal diario di bordo:
il viaggio procede ad una velocità piuttosto sostenuta. il Quadrupede ha vomitato quattro volte con grande soddisfazione dell'equipaggio. il materiale necessario alla raccolta dei suoi abbondanti riflussi gastrici è terminato alla prima sosta. un posto di blocco della guardia di finanza ha la brillante idea di fermare la nicecar, ma dopo un fugace e indagatorio sguardo nell'abitacolo la decisione di permetterci di proseguire è istantanea. fame, sete e impellenti necessità fisiologiche ci tengono compagnia insieme ad un cd dei successi di madonna. arriviamo alla meta cantando like a virgin, con il riflesso della luna piena sulla cima del gran sasso ancora negli occhi.
In soli due giorni, per la gioia dei parenti tutti, ingerisco una quantità di cibo superiore a quella degli utlimi tre mesi e dormo per i tre quarti del tempo. sabato mattina la sveglia avviene grazie alla pressione esercitata dal laccio emostatico sul mio braccio sinistro: apro gli occhi e vedo il sangue zampillare allegramente nella prima delle cinque provette sparse sul letto. immediatamente li richiudo e decido che forse è il caso di ripiombare in catalessi per altre due o tre ore.
all'ospedale rimango in stato catatonico ad ascoltare il resoconto delle vacanze del Dottore Stordito che deve esplorare il magnifico mondo sotterraneo che si nasconde sotto il mio collo. mentre lui decanta le virtù rigenerative delle stazioni termali di mezza toscana, mi diverto a immaginare a cosa potrebbe somigliare la sensazione del gel da ecografia che scivola lungo il mio collo. un lombrico gigante non è la prima cosa che mi viene in mente.
il titolo di Miss Volpona 2004 se lo accaparra senza tante storie mia madre, riuscita nella difficilissima impresa di chiudere le chiavi della macchina nel portabagagli insieme a tutte le valigie, a pochi minuti dalla partenza e naturalmente dopo essersi accertata di aver chiuso le sicure. la situazione viene risolta da Zio Meggaiver, che dimostra di avere un futuro come scassinatore di auto. applausi sentiti e ola di giubilo dagli spalti, mentre Nonna Ansia si produce in una scena madre, crollando tramortita dalla troppa emozione. lacrime a profusione.
mentre Nicegirl, Miss Volpona e Quadrupede Opportunamente Dopato raggiungono la meta comodamente trasportate dalla nicecar, io e Fratellofigo veniamo caricati sul treno della speranza. ventidue fermate in trecento chilometri, noia mortale e pile del lettore cd scariche.
meno male che c'avevo Robbie Williams seduto di fronte a me, e m'ha pure prestato il giornale.
quasi quasi il prossimo fine settimana rimango a roma.



sincerely yours, reme alle 11:48 | commenti (38)
venerdì, 27 agosto 2004

Tra qualche ora, finalmente, parto anch'io.
Otto mesi di immobilità, le vacanze di pasqua passate da sola, due settimane di ferie trascorse senza muovermi dalla magione romana o quasi.
Mi verrebbe voglia di mettere una di quelle immagini che fanno tanto blogger in vacanza, ma la voglia di tornare a casa e preparare la valigia è più forte dell'esibizionismo e del desiderio di prendermi una rivincita sulla terribile sindrome del mi si escludeva che ha attanagliato il mio già stanco cervello per tutto questo mese.
Questi due giorni passeranno velocissimi, già lo so.
Come già so che lì mi aspettano quindici persone che hanno tanta voglia di sorridermi. Mi aspettano una cena buonissima, risate e inevitabili discussioni urlate, le domande ansiose di mia nonna, le coccole di mia madre alle quali tentare di sfuggire con ogni mezzo - anche il più spietato, lo sguardo di mio fratello, tonnellate di cugini, zii, cani e gatti, un film dopo cena e un sonno, spero, finalmente sereno.
E poi, domani, con piglio deciso -"stai dritta e pettinati", mi raccomanderà mia nonna- andrò a farmi ciucciare via un pò di sangue e a guardare da vicino quella ghiandola antipatica e fastidiosa che non vuole saperne di funzionare a dovere.
Sono emozionata come una bambina.
Ho voglia di amore sereno e disinteressato.
Orevuar.


sincerely yours, reme alle 17:09 | commenti (12)
giovedì, 26 agosto 2004

Da una mezzoretta a questa parte ho finalmente la possibilità di rilassarmi un pò.
Fumo una sigaretta, faccio una telefonata, inizio a leggere con la consueta metodicità i miei blog (in ordine rigorosamente alfabetico, sia mai che ne salti uno).
Ora: ogni tanto, attirata da un commento che trovo interessante o da un link che fino a quel momento non avevo mai notato, capita che io saltelli qua e là leggendo blog fino a quel momento sconosciuti.
Per esempio, oggi è capitato.
Non mi va di dilungarmi sulla faccenda, che non c'ho tempo e non mi interessa scendere nei dettagli, e soprattutto non credo che il mondo stia lì ad aspettare che io sveli il mio punto di vista.
Però.
Che tristezza, ecco.
sincerely yours, reme alle 16:12 | commenti (25)
mercoledì, 25 agosto 2004

Metti che una sera ti telefoni l'ex anima gemella che ha voglia di vederti e di venirsi a fumare con te la prima sigaretta dopo una settimana di astinenza. Succederà che lui deciderà di farsi solo tre tiri per poi lasciarti fumare il resto, e tu ti ritroverai con una sigaretta da spegnere e una da finire di fumare. Ma tutto sommato andrà bene così.

Metti che una sera, quando ormai inizi a pensare che è troppo tardi, arrivi una telefonata che avevi tanta voglia che arrivasse, ma le mille parole scambiate a mezza voce amplificano le distanze, che non sono solo geografiche, purtroppo. Andrà a finire che ancora una volta ti verrà in mente di mollare (ma, la mattina dopo, un messaggio romantico ti farà cambiare di nuovo idea).

Metti che una sera qualcuno decida di venire a trovarti. Se la persona in questione è lui, probabilmente riuscirai ad andare a letto solo alle due di notte. Ma altrettanto probabilmente la classica incazzatura da telefonata sarà magicamente svanita, e ti addormenterai ridacchiando e pensando al tuo nuovo mito. Conoscere un uomo chiamato Pizzolorusso Geremia, infatti, era un sogno che ora finalmente è diventato realtà.

sincerely yours, reme alle 11:44 | commenti (32)
martedì, 24 agosto 2004

Vado a prendere V. all’uscita dal lavoro. Lo decido così, senza stare a pensarci troppo, anche se sono appena rientrata a casa e mica mi sento tanto bene.
Arrivo in anticipo visto che il traffico non è ancora ritornato ai livelli di guardia: la città continua a respirare con un ritmo diverso dal solito anche se le giornate sono già diventate più brevi.
Le sigarette sono finite, l’autoradio a quanto pare ormai è andata, scendo dalla macchina e respiro profondamente.
La luce del crepuscolo disegna ombre magiche sul ponte con gli angeli di vedetta. Sullo sfondo, un po’ in controluce, la cupola è illuminata dagli ultimi raggi di sole, quelli rosa e arancione che amo di più. Sembra ancora più bella vista così. Sotto di me il fiume scorre veloce e io lo seguo incantata, mi sporgo un po’ per guardarlo meglio.
Coppie di turisti dal passo frettoloso rallentano quando mi passano accanto e mi guardano con aria preoccupata, magari pensano che voglia buttarmi giù. Mentre me ne rendo conto, sorrido.
E’strano pensare di poter sembrare attirata dal pensiero della morte, proprio adesso che mi sento indiscutibilmente viva.






sincerely yours, reme alle 00:29 | commenti (41)
lunedì, 23 agosto 2004

La giornata inizia con un presagio di sventura: ore 04:37 a.m., il cane decide di svegliarmi per fare una passeggiatina fuori programma. Non potendo opporre resistenza, infilo i jeans e una felpa sul pigiama e mi trascino per una ventina di minuti lungo le strade buie e deserte, con la netta percezione che il mio cervello sia stato invaso da un vuoto cosmico dalle pareti di gomma. Il rientro a casa non coincide col ritorno del sonno, e non rimane altro che rimanere sdraiati sul letto ad aspettare il suono della sveglia controllando l'orario ogni quindici minuti spaccati.
E' cosi che si ricomincia, a quanto pare.
A questo punto posso solo chiedermi come riuscirò a sfangare questa prima giornata di lavoro senza provocare la morte istantanea tramite sguardo fulminante di chiunque si azzardi a chiedermi in tono allegro "allora, come sono andate le tue vacanze?"







sincerely yours, reme alle 11:51 | commenti (25)
venerdì, 20 agosto 2004

Passo le notti nere cristallo
a sceglier le carte che giocherei
a maledire certe domande
che forse era meglio non farsi mai
voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida
a salvarmi, vieni a salvarmi, salvami
bacia il colpevole se dice la verità

(Afterhours - Voglio una pelle splendida)







sincerely yours, reme alle 17:21 | commenti (12)
martedì, 17 agosto 2004

Giro per casa scalza e in mutande.
Tengo la televisione e due stereo accesi, sintonizzati su stazioni diverse. Contemporaneamente. Non guardo l’una e non ascolto le altre, perché preferisco la mia personalissima playlist attivata in modalità random.
Non mi lavo finchè la possibilità che qualcuno si palesi nelle immediate vicinanze non diventa una certezza.
Mangio rimasugli in evidente stato di decomposizione. Oggi ho deciso che usare i piatti è un inutile spreco di tempo (cioè, lo è il doverli lavare dopo), e ho riscaldato la pasta avanzata dalla cena con l’amico premuroso utilizzando mezzo panetto di burro. Se riesco a raschiare bene il fondo probabilmente non sarò neanche costretta a lavarla. Una volta ho letto che il fondo delle padelle è cancerogeno, ma visto che la mia media di sigarette giornaliere si aggira intorno alle trenta, mi sembra scorretto stare a pensare a cose del genere.
Il tempo di permanenza sul letto (rigorosamente sfatto) si sta stabilizzando sulle otto ore consecutive e sulle venti totali.
Non compro giornali, non mi informo su quello che succede nel mondo a parte le olimpiadi che seguo in maniera incostante e non riuscendo a capire una cippa della maggior parte degli sport praticati. Però ritengo che alcuni atleti meritino tutta la mia attenzione. Ieri ho rischiato uno svenimento guardando il palio di Siena.
Mi rifiuto di pulire qualsiasi cosa. Però annaffio costantemente le piante e porto il cane a fare i bisogni.
Immagino di scrivere messaggi lunghissimi e densi di significato, mentre rimango trincerata dietro un silenzio che mi dà tanto l’impressione di essere una sfigata in preda alla sofferenza e alla disperazione.
Penso con terrore che mentre io mi annoio i giorni passano. E oggi è già martedì.









sincerely yours, reme alle 16:28 | commenti (41)
domenica, 15 agosto 2004

E’ Ferragosto.
Una giornata azzurra che somiglia ad uno specchio appena andato in frantumi, la superficie crepata deforma le immagini e in controluce sembra che il pulviscolo stia già formando in superficie un velo leggero che appanna la vista.
Il giorno di festa impone un arresto della quotidianità che adesso mi manca come l’aria, cammino in apnea e aspiro nicotina per spezzare l’affanno, riempio il silenzio d’inutilità per non sentirlo urlare dentro le mie orecchie, trattengo lacrime azzurre e ingoio l’amarezza della fine dei giochi, un’altra partita persa.
Ricordi che sembrano già lontani, il vento li porterà via come le piccole nubi che ogni tanto sfiorano il cielo.
Faccio spazio ad un altro vuoto, e ricordo.
Ricordo le mie parole che si assottigliano mentre ti guardo.






sincerely yours, reme alle 13:57 | commenti (22)
lunedì, 09 agosto 2004

Beccarsi un febbrone clamoroso al secondo giorno di vacanza ha un sapore di, come dire, un sapore tutto suo. Sfiga, ecco, credo che questa sia la definizione adatta.
Lo spirito si mantiene comunque ben saldo e orientato a un sano ottimismo, pur non essendo per nulla accompagnato dal corpo: proprio per questo l’idea di rinunciare a passare una serata che sapevo sarebbe stata piacevolissima non mi sfiora nemmeno.
Le mie aspettative non vengono minimamente tradite, anche se quando torno a casa la febbre è di nuovo tornata a livelli allarmanti.
L’assunzione di farmaci ottiene però l’effetto sperato.
Stamattina scopro che l’espressione “sudare l’anima” può avere un’accezione molto concreta: tossine e pensieri pericolosamente irrazionali e destabilizzanti mi hanno abbandonata.
Eccomi qua, armata di una consapevolezza un po’ triste e tanto necessaria.
Che le mie ferie abbiano finalmente inizio.







sincerely yours, reme alle 13:32 | commenti (17)
domenica, 08 agosto 2004

E’ vero, si, sembra come di trovarsi in un film.
Sarebbe interessante, però, sapere che cosa ha in mente lo sceneggiatore.
Perché io, io proprio non lo so.



sincerely yours, reme alle 02:40 | commenti (9)
venerdì, 06 agosto 2004

Parte prima: gli sms

reme: oh, io ho dato bidone al quel coglimod del concubino, e pure all'ingegnere. stasera il fortunato sei tu
: che culo. meno male che sono salito a casa (?) e mi sono fatto la doccia
reme: vabbè, ci mettiamo d'accordo più tardi
....
: Adesso ti faccio una proposta. E' triste, ti avverto. però te la faccio. Te la faccio?
reme: Ho già capito. vuoi farmi fare la gattara a casa di tuo fratello
: Minciga, si! però prima andiamo a mangiare qualcosa, non è poi così triste
reme: Non cercare di rimediare. accetto solo se giochiamo alla pleistescion e andiamo a magnà in un posto buono. e poi bisogna aspettare che finisce il mio telefilm
: e a che ora finisce sto don matteo che te stai a vedè?
reme: alle nove. passa alle nove e un quarto sennò è escluso che io decida di venire
: passerò alle nove e dieci solo per il gusto di chiamarti e non ottenere risposta, come quei citrulli degli amici tuoi
reme: l'hai voluto tu, amico.

parte seconda: l'arrivo al ristorante

la macchina viene parcheggiata di fronte ad un negozio fichetto; in vetrina sono esposti abiti che reme apprezza molto ma che, conscia delle sue possibilità, non indosserebbe mai (pantalone bianco, camicia nera e sandalo con tacco vertiginoso). la vanità femminile ha comunque la meglio e la donzella incautamente pone una domanda al suo accompagnatore, essendo ingnara della sua approfondita conoscenza della moda femminile.

reme: jù, aspetta un attimo che devo vedere sta vetrina. Secondo te come starei vestita così?
: beh, dipende. i pantaloni bianchi sò difficili da portare
reme: eh, lo so. comunque dipende da come cascano
: ma più che da come cascano è il taglio che conta. i pataloni bianchi accentuano tutti i difetti
reme: e che difetti accentuerebbero nella mia figura?
: mah, io dicevo in generale
reme: no no, tu ti riferivi a me.
: vabbè, i difetti. ce l'avrai pure tu un difetto, no?
reme: quale?
: eh, quale
reme: dimmelo
: ma smettila
reme: dimmelo
: lo sai, no?
reme: dillo tu se hai il coraggio
: che palle
reme: dillo!
: sei una culona!

parte terza: l'epilogo

reme, indecisa se lasciarsi morire sul marciapiede, decide di tacere.
Dopo una breve riflessione, giungerà alla conclusione che la decisione più saggia è quella di entrare nel ristorante e magnasse pure i tavoli.










































sincerely yours, reme alle 12:29 | commenti (43)
giovedì, 05 agosto 2004

Mi sono resa conto di essere sentimentalmente regredita a un livello tardo-adolescenziale.
E' divertentissimo tutto ciò

(Without you I'm nothing è un disco bellissimo. l'ho sempre sostenuto, ma ora sentivo il bisogno di dirlo)


sincerely yours, reme alle 12:48 | commenti (85)
mercoledì, 04 agosto 2004

Sul tram un suonatore ambulante mi ha dedicato un'appassionata canzone d'amore . Lusingata da tanta attenzione e cura nel descrivere la bellezza del mio sorriso e dei miei occhi, inorridisco nonappena mi rendo conto che il rifiuto di pagare il cantautore per il disturbo, fa in modo che l'elenco delle mie bellezze si trasformi in un simpatico stornello sulla sfortuna delle donne con la cellulite che quando vanno a ostia je se vede e nun se le pija più nessuno. Ho cercato di far notare all'artista che io a Ostia non ci vado, ma credo di aver ottenuto scarsi risultati.

Al ritorno dalla miscion impossibol, una delle mie colleghe si siede accato a me con aria desolata.
ho un problema
che è successo?
sono tre giorni che ho in mente una canzone e non riesco a togliermela dalla testa. non so come fare
che canzone?
il mio amico Charlie Brown
...
guarda che è un problema serio, ho addirittura difficoltà a concentrarmi
facciamo un trenino e passa la paura?

In tutto questo, la presenza del riparatore di computer mi sta causando notevoli turbe ormonali. Devo trovare il modo di costringerlo a estorcermi il numero di telefono.
Riusciranno i nostri eroi?




sincerely yours, reme alle 15:31 | commenti (68)
martedì, 03 agosto 2004

Quattro donne, cinque compresa me.
Con due di loro ho passato tre ore o giù di lì. Esperienza da ripetere, almeno dal mio punto di vista: centottantaminuti abbondanti non capita spesso che ti volino via così che manco te ne accorgi.
Con le altre due è bastato il tempo di una cena per farmi scazzare prepotentemente.
Si attende il ritorno di un buonumore frivolo e inconsistente.
Bisogna ammetterlo, è uno status mentale che quando si presenta fa sempre la sua porca figura.





sincerely yours, reme alle 01:07 | commenti (90)
lunedì, 02 agosto 2004

Che io, per esempio, aspetto per cinque giorni di fila che arrivi il fine settimana e decido a priori che sarà riposante e all’insegna dell’ozio più completo, il modo migliore per ricaricare le energie. E poi invece capita che faccio tutt’altro e mi ritrovo la domenica sera con lo stomaco a pezzi e la testa ciondolante a maledire la mia poca coerenza.
Ma sono felice e tutto sommato la stanchezza accumulata prima o poi riuscirò a smaltirla in qualche modo. O magari spero proprio di no.
La notte di sabato è stata una di quelle che la magia la senti nell’aria, rimbalza insieme alla musica tra i monumenti di una Roma affollata e festosa, piena di luci e colori soffusi, calda e viva come solo la città che amo di più al mondo sa essere.
Circondata da chi conosce ogni mio intimo pensiero rido e chiacchiero e cammino e accenno passi di danza sotto la luna piena, e quando alla fine è già giorno e il quarto treno arriva mi dispiace vederli salire e mando baci e sorrido, pensando che sono stata fortunata a incontrare persone così. La mattina ormai è tardi, la stanchezza non lascia il passo al sonno che non arriva, e quattro ore di dormiveglia non sembrano abbastanza per fare nulla che non sia ciondolare per casa trascinando i piedi e bere caffè in giardino con gli occhiali da sole e le sigarette a portata di mano.
Ma poi arriva un messaggio, vieni al mare con me, e non è una domanda e non c’è che una risposta, anche se smadonno per trovare un costume che non sia quello che fa tanto pornostar polacca, e scrivo solo mentre penso io mi sa che con te verrei in capo al mondo, e mentre rifletto non riesco a capire perché sia così, quello che conta è che sia successo e malgrado tutto continui a succedere.
E allora sono onde sabbia sale e vento, la mia prima giornata di mare, asciugamani uniti, e parole e sguardi, carezze distratte e un abbraccio in controluce occhi negli occhi, un sorriso luminoso e speranza e paura e un senso di pace che pace non è.
Il battito del mio cuore si ferma e trattiene tutte le emozioni del mondo, questo mi sembra, quando un bacio leggero si posa sui miei capelli schiariti dal sole.
E allora, che sia.
Che sia una buona notte, di sogni felici profumati di mare.
Che sia una buona notte, questa notte in cui io non penso ad altro che a te.










sincerely yours, reme alle 00:52 | commenti (28)