martedì, 28 settembre 2004

Sul tavolo troneggia il vasetto di nutella delle grandi occasioni, quello extra large.
Riunite intorno al feticcio, quattro donne in vena di chiacchiere.
E’ una di quelle serate che sembra di essere tornate ai vecchi tempi. Che i vecchi tempi però, sono tanto lontani.
E allora cominciano a venire fuori i ricordi, mescolati al presente e a un pizzico di futuro.
- quella volta al primo anno di università che, la prima sera che dovevano venire i quattro fighi a casa per il dopo cena, abbiamo comprato due bottiglie di coca cola senza poi avere il coraggio di tirarle fuori dal frigo visto che loro avevano portato il vino
- se Lò si comporta così è solo perché ha paura di prenderci un’altra inculata, ma in realtà lui ti ama ancora
- ti ricordi di quando abbiamo conosciuto Polifemo che poi citofonava tutte le notti e se non gli aprivamo urlava “me lo fate sto ciobar?”
- e se mio fratello venisse a vivere con noi?
- che bello vedere elis che rompe di nuovo le palle mentre mangiamo
- quella festa in cui Piero ha bevuto un bicchiere pieno di cicche di sigarette e rifiuti liquidi vari convinto che fosse cuba libre e si rimaneva attaccati con le scarpe al pavimento e io e ex anima gemella siamo caduti in bagno portandoci via la tenda della doccia e distruggendo il mobile con le rotelle
- io che mi sa che mi compro una bicicletta
- Titti che tra un annetto magari si sposa
- il capodanno del duemila che è esplosa la bomba di maradona sul balcone di Anna e un ignoto ha svuotato il cassetto delle posate fuori dalla finestra
- il viaggio in treno con tre damigiane di vino e la chitarra
- quando io e la donna di ghiaccio abbiamo spaccato il vetro della porta della mia stanza e siamo crollate per terra a ridere in mezzo ai vetri e io ho dovuto dormire per quattro giorni con il plaid che faceva da separatore col corridoio
- le cene a casa dei vicini che siamo rimaste coi gomiti appiccicati sul tavolo e poi abbiamo visto un preservativo usato che spuntava dai cuscini del divano
- quanto ci mancherai, Nicegirl? Tanto, e anche di più.

















sincerely yours, reme alle 23:27 | commenti (30)
domenica, 26 settembre 2004

Canticchiando canzoncine sciocche e divertenti, ascoltando racconti di viaggi in posti lontani, sentendo il freddo che arriva, stringendomi nella giacca e tirando giù le maniche del mio amato maglioncino verde fino a coprire le mani, guardando il nuovo cellulare che sta in carica e domani al risveglio sarà pronto per essere usato - come un regalo di un natale fuori stagione che aspetta di essere scartato*, leggendo e rileggendo (sorridendo e ri-sorridendo), sbadigliando un pò, sporcandomi il mento di frappè al cioccolato, ridendo, facendo battute stupide in un cinema stracolmo, camminando, tornando a casa.
Un sabato sera autunnale, leggero e amabile come piace a me.

Ci tengo a dire anche che magari L'amore ritorna, ma secondo me era molto ma molto meglio se rimaneva lì dov'era.

* qui dovrei citare il vero autore di questa frase che è anche una splendida idea (e a mio parere anche una filosofia di vita), ma sono vergognosa e non lo faccio. però grazie


sincerely yours, reme alle 02:35 | commenti (38)
venerdì, 24 settembre 2004

Io oggi volevo essere una di quelli che il venerdì vanno al lavoro con la valigia perchè devono partire per il week end.
Io però oggi volevo pure essere una di quelle che vanno dal parrucchiere. Ma mica per tagliare i capelli o cambiare il colore. Così.
Io oggi al limite volevo essere una che a un certo punto esce e va a fare shopping e si compra un sacco di cose belle, tipo per esempio le scarpe e una sciarpa colorata e un cappello buffo. O magari un telefonino cicciottello.
Io oggi invece mica lo so che cosa sono. Di sicuro non parto, probabilmente non compro, di certo non trucco e non parrucco.
Però più tardi rivedo una persona dopo tanto tanto tempo, e prima ho trovato lavoro a un mio amico. Qui da me. E gli ho detto "sei sicuro di voler lavorare con me? cioè, pure con me?". lui "si", ha detto. Ed era felice. E io pure.

(oggi, mi dicono, assomiglio a Penelope Cruz. Mica vero, secondo me chi me l'ha detto non ci vede tanto bene. Però è meglio di quando dicono la bionda di paolaechiara)

sincerely yours, reme alle 13:23 | commenti (29)
martedì, 21 settembre 2004

reme: pronto? ciao, ex anima gemella!
ex anima gemella: dimmi
reme: mavaffanculovà
ex anima gemella: hai chiamato solo per mandarmi affanculo o devi dirmi altro?
reme: ma scusa, ti chiamo e mi rispondi con un “dimmi”?
ex anima gemella: che palle che sei
click

reme: pronto? ciao, ex anima gemella!
ex anima gemella: oh, ciao reme! da quanto tempo! come va?
reme: bene grazie. tu?
e.a.g.: ora che mi hai chiamato meglio!
reme: grazie, sei sempre molto affettuoso. senti, devo dirti una cosa
e.a.g.: dimmi
reme: …
e.a.g.: madò che palle
reme: hai sempre avuto poco senso dell’umorismo
e.a.g.: se chiudi di nuovo non rispondo
reme: no dai, senti. devo dirti una cosa
e.a.g.: non vedo l’ora di ascoltarti
reme: hi hi hi
click

reme: stronzo
e.a.g.: sbrigati
reme: stanotte ho sognato che mi dicevi di venire a correre con te
e.a.g.: io non ho mai detto a nessuno di venire a correre con me
reme: infatti mi è sembrato strano
e.a.g.: bello però. forse significa qualcosa
reme: sei ancora innamorato di me?
e.a.g.: …
reme: no, che poi riflettevo
e.a.g.: sei ancora innamorata di me?
reme: no. però pensavo
e.a.g.: davvero?
reme: …
e.a.g.: hi hi hi
reme: magari l’anima gemella esiste davvero
e.a.g.: beh, si, può essere
reme: magari tu sei davvero la mia anima gemella
e.a.g.: eh
reme: pensa un pò che inculata
click







































sincerely yours, reme alle 21:18 | commenti (52)
domenica, 19 settembre 2004

Avvertenza: questo post farà ridere solo me e un ridottissimo numero di persone. E probabilmente nemmeno quelle

La Notte Bianca è stata:

- la notte bianca prima della Notte Bianca, che se qualcuno mi chiedesse “come sei stata?” risponderei con decisione“bene. Carmelo Bene”
- la decisione idiota di uscire con la macchina, arrivare a metà strada e tornare indietro a parcheggiarla per poi riuscire prendendo i mezzi pubblici
- un viaggio in autobus passato a chiedermi come mai le bambine di dodici anni sono tutte più alte e formose di me
- la performance del maleducato, evento fuori programma e ripetuto circa ogni dieci metri per permettere a tutta la gente accorsa di assistervi senza problemi
- sette Biancaneve con delle parrucche bellissime rinchiuse nelle vetrine della Rinascente
- affermare con una certa sicurezza che la frase più famosa di Arnaldo Pomodoro è “Cosa cavolo stai dicendo, Joe?”
- le luci e i colori del Ghetto con il karaoke in yiddish
- un pezzo dei miei pantaloni strappato senza pietà con la convinzione che dopo sarebbe andato tutto bene
- ore passate a ripetere con aria sconsolata “che sfortuna”
- scoprire che da un annaffiatoio può piovere fuoco
- lo spettacolo del Cirque du Soleil: bellissimo, emozionante e soprattutto condito da battute gratuite e volgari tipo “la tardona t’ha guardato e ha detto aspettame che mò che torno te faccio un culo così”
- un panino animato di vita propria che ha deciso di vivere nel mio stomaco per i prossimi cinque anni senza pagare l’affitto
- le maledizioni contro chi ha impaginato quella merda di programma
- chilometri, chilometri e ancora chilometri
- l’alba al policlinico
- un sospiro mentre penso “ma che bellezza”
















sincerely yours, reme alle 14:24 | commenti (55)
venerdì, 17 settembre 2004

A un certo punto passi davanti ad un cancello, e dentro ci vedi una cosa bellissima.
poi quella cosa bellissima scompare, e però dentro il tuo stomaco rimane una sensazione struggente che non sai spiegarti il perchè.
e la vita, ti dici, a volte proprio non la capisci. o forse è solo che non capisci più te stessa.
vorresti essere come quel giardino nascosto, che solo chi è curioso e attento ai dettagli può vedere. che uno che passa e guarda distratto a un certo punto lo vede ed è come se gli fosse esploso davanti agli occhi, e rimane lì perplesso e non riesce a spiegarsi come sia possibile che ci sia, proprio lì, un giardino così.
in metropolitana un uomo con la fisarmonica suona my way. e di nuovo, quella sensazione che ti prende allo stomaco e non ti lascia più.
non importa il sole, non vuol dir nulla la pioggia.
sei solo tu, tu da sola.
e così vuoi rimanere, almeno per un altro pò.

sincerely yours, reme alle 18:32 | commenti (28)
giovedì, 16 settembre 2004

La tempesta perfetta si abbatte sulla città eterna, chiaramente proprio nell'esatto momento in cui la nostra eroina deve accompagnare il quattrozampe ad espletare i suoi bisogni fisiologici.
La passeggiata sotto la pioggia battente produce effetti devastanti sull'abbigliamento della giovane donna che, rientrata a casa, viene folgorata da una geniale intuizione: indossando la minigonna non sarà costretta a portare per tutto il giorno un paio di pantaloni inzuppati e infangati.
La scelta si sarebbe rivelata azzeccatissima se non fosse stato per un piccolo particolare.
La nostra beniamina aveva dimenticato che proprio oggi le sarebbe stato fatto il supremo onore di inaugurare la sua nuova linea telefonica personale, e che quindi l'elettricista avrebbe dovuto intervenire per approntare il collegamento dei fili dalla centralina.
Reme, arrivata clamorosamente in ritardo per colpa dello gnomo rubasonno (che, si sappia, ha perso clamorosamente l'ultima battaglia - evviva evviva), appena varcata la soglia dell'infausto luogo in cui si consumano le sue giornate si precipita alla scrivania, si siede in maniera scomposta come d'abitudine e inizia ad armeggiare con telefono, documenti, fax e mail arretrate.
Dopo qualche minuto, però, la donzella rischia l'infarto a causa di un deciso toc-toc.
Qualcuno ha bussato.
Qualcuno ha bussato da sotto il suo tavolo.
Reme, trattenendo il respiro, si abbassa per scoprire l'origine di quel rumore: con immensa soddisfazione vede il volto rubizzo e imperlato di sudore dell'elettricista molto vicino (come direbbe un'autrice di romanzi harmony) alla porta della sua femminilità.
elettricista: "no, io me trovo pure bene qua. magari cerca de non fà movimenti azzardati, io lo dico pe te. mì moglie nun la posso lascià, che sta al quarto mese, ma si te accavalli di nuovo le gambe a me me parte a pompa"


sincerely yours, reme alle 15:39 | commenti (45)
mercoledì, 15 settembre 2004

Dopo quattro notti insonni sono in possesso della verità assoluta.
Se stanotte non dormo, domani compio una strage. E poi collasso.

(si accettano indicazioni su ogni tipo di strategia utile all'immediato raggiungimento di uno stato di catalessi notturna. sono disposta a qualsiasi tipo di pagamento, in denaro e in natura. grazie)
sincerely yours, reme alle 15:38 | commenti (38)
martedì, 14 settembre 2004

Stasera vado a cena con due uomini.
Ancora non ho deciso dove portarli, ma deve essere un posto speciale. Voglio che questa sia una serata speciale.
Penso al momento in cui tornerò a casa, ai minuti da passare davanti all'armadio nel vano tentativo di trovare qualcosa di carino da mettermi, al "giuro solennemente di andare a comprarmi vestiti decenti" che rimarrà solo una promessa da non mantenere.
Penso ai preparativi, al trucco leggero e i capelli sciolti sulle spalle.
Immagino le parole che ci diremo, i loro sguardi, la voglia di sentirmi come se tutto quello che è successo non fosse mai realmente accaduto.
Già li vedo lanciarsi le prime occhiate diffidenti, la lenta cerimonia dell'avvicinamento che negli anni non cambia mai, già mi vedo camminare in mezzo a loro tenendoli a braccetto.
Il suono della mia voce coprirà silenzi inevitabili, il mio sorriso riempirà vuoti ancora da colmare.
Stasera vado a cena con due uomini, e sarà malinconia e serenità, il senso del tempo che passa e allontana i ricordi, belli o brutti che siano.
Sarà accorgersi di nuovo che tutto passa e che i segni restano.
Stasera vado a cena con due uomini.
Sarò una sorella che ama e una figlia che perdona.

sincerely yours, reme alle 12:37 | commenti (35)
lunedì, 13 settembre 2004

Oggi potrei danneggiare la salute mia e di chi mi sta intorno.
Oggi sentenzio e sbuffo e rispondo con aria scocciata e lancio bieche occhiate di traverso, dense di disapprovazione nei confronti del mondo.
Attenzione, oggi mordo.

sincerely yours, reme alle 10:47 | commenti (47)
venerdì, 10 settembre 2004

Io e il mio cane (reloaded)

Io e il mio cane guardiamo la tv abbracciate sul letto, solo che stavolta io ho le mestruazioni e lei la gravidanza isterica. Meglio così che il contrario, non fosse altro perché se il mio cane avesse le mestruazioni per la seconda volta in due mesi la cosa sarebbe oltremdo preoccupante: già la settimana scorsa ha cercato di trombarsi con mio enorme disappunto l’oggetto delle mie mire espansionistiche, adesso ci mancherebbe solo questo.
Ad essere completamente mutate non sono solo le condizioni fisiche mie e del quadrupede. La mia attenzione, infatti, non è catalizzata da un cantante in evidente stato di declino fisico e psicologico ma da due celeberrimi esponenti della fauna maschile: Rett Butler e Ashley Wilkes.
Per tutta la durata del film non ho potuto fare a meno di chiedermi come si fa ad essere perdutamente innamorate di un uomo che ha il sex appeal di un babbuino morto mentre si ha la fortuna di avere un maschione coi baffi e la brillantina sui capelli che non desidera altro che sbatacchiarci un po’ ovunque. Ovviamente non ho trovato risposta.
Alla fine del polpettone,poi, non ho potuto resistere: dopo aver indossato la mia camicia da notte lilla con le balze fru fru sull’orlo mi sono affacciata alla finestra e, guardando i rametti rinsecchiti di quella sottospecie di essere vegetale che ho piantato l’altro giorno con tanto amore e che si rifiuta si crescere nonostante le mie cure (ingrata maledetta), ho sussurrato con enfasi la frase che chiude il film:
“Cosa indosserò per andare al lavoro se ho tutti i vestiti zozzi? Oh, non importa, ci penserò domani. Dopotutto, domani è un altro giorno”.
sincerely yours, reme alle 11:35 | commenti (32)
mercoledì, 08 settembre 2004

E' notte nel parco al centro della capitale.
E' già notte dappertutto, in realtà.
Camminiamo col passo veloce reso incerto dall'oscurità alla ricerca del teatro immerso nel verde, e quando arriviamo lì non ci metto molto ad accorgermi che quello è un posto incantato, uno di quei luoghi che non hai mai visto -anche perchè fino a poco tempo fa non c'era- e che non scorderai tanto facilmente.
Il Globe è un teatro a cielo aperto, costruito ad immagine e somiglianza dei teatri inglesi dell'epoca elisabettiana, e già questo regala alla serata un'atmosfera particolare.
Ma quello che veramente conta, quello che è rimasto impresso nella mia mente, sono i sorrisi, gli occhi, le voci di venti bambini che mi hanno aiutata a ritrovare un pezzettino di me stessa che si era nascosto tra le pieghe di una vita il cui senso, al momento, sembra sfuggirmi.
Da quel momento in poi, tante cose sono successe.
Un pezzo d'Italia attraversato in macchina, la serenità che mi trasmette avere una persona vicino. Nuovi volti che già erano stranamente familiari, risate, tante ore rubate al sonno, un nuovo odore che ancora mi sembra di sentire intorno -forse solo perchè ho voglia che possa essere davvero così.
Il pezzettino ritrovato, intanto, è rimasto qui con me. Spero solo di riuscire a non perderlo più.

sincerely yours, reme alle 14:18 | commenti (27)
venerdì, 03 settembre 2004

Oggi ho messo la gonna, le scarpe coi tacchi e la borsetta abbinata.
Desiderio di femminilità?
Rincoglionimento improvviso?
Appuntamento di lavoro che prevede un abbigliamento curato?
Niente di tutto questo.
Semplicemente, sono un genio della comunicazione.
Quando hai qualcosa da nascondere, attira l'attenzione sul dettaglio più lontano da ciò che vuoi sfugga allo sguardo altrui: se il brufolo del ventottesimo giorno ha deciso di piazzarsi proprio al centro della mia faccia - ostentando tra l'altro una certa aria di sufficienza- io reagisco spostando il centro di attrazione corporale verso le mie gambe.
Se non fosse per il dolore lancinante provocato dalla punta dell'amabile scarpetta (che mi costringe a spostare il peso del corpo in avanti e a zoppicare vistosamente quando sono convinta di non essere osservata da nessuno) e per il funesto rumore prodotto dal tacco sinistro sarei una signorina per bene. Almeno per un giorno.

sincerely yours, reme alle 11:40 | commenti (64)
mercoledì, 01 settembre 2004

L'impervio percorso dell'ammore*

La prima volta che mi sono innamorata avevo quattro anni. Lui era il mio vicino di casa, detto anche l'Uomo Che Non Deve Chiedere Mai per la sua innata capacità di far capire a suon di strilli e pianti il modo in cui voleva che le cose andassero nella sua vita. E anche nella vita degli altri. Pretendeva di vincere sempre al gioco dell'uomo nero, per esempio, oppure di far morire nel modo a lui più congeniale la mia barbie più bella. Io lo guardavo adorante e gliele davo tutte vinte senza fiatare. Una specie di geisha, insomma, fino al momento in cui, dopo mie innumerevoli richieste snobbate con aria di sufficienza, l'U.C.N.D.C.M. decise che per una volta potevo essere accontentata: mi aspettava un intero pomeriggio da passare giocando a Marito e Moglie. Mi preparai all'evento con emozione. Non sapevo bene cosa volevo che accadesse, ma di certo non mi aspettavo di rimanere per quattro ore a guardarlo mentre guidava un calesse immaginario, mentre il mio unico compito consisteva nell'ammirare il panorama.
Da quel momento in poi, l'U.C.N.D.C.M. ha smesso di essere una tipologia d'uomo capace di destare il benchè minimo interesse da parte mia.

*ovvero: non è mai troppo presto per imparare. e non è neanche mai troppo tardi, se è per questo. probabilmente, però, l'unica cosa vera è che non si impara mai abbastanza
sincerely yours, reme alle 18:05 | commenti (75)