Se avessi una minima conoscenza di fotosciòp potrei scrivere sulla fotina saluti&baci, che renderebbe di più l'idea del mio stato d'animo. che è la prima volta che parto per lavoro e sai che emozione e che senso d'importanza e che figata, vista così sembra quasi che devo andà a maiemi.
che poi io non so perchè ma c'ho la convinzione che durante il decollo dell'aereo muoio d'infarto, e allora saluti&baci ci stava bene lo stesso, anzi forse di più.
sono sempre più convinta che uinnipù mi odi profondamente. dopo aver inglobato il cellulare nuovo, stamattina si è vestitoda streghetta e ha fatto esplodere un pacchetto di gomme da masticare dentro la mia borsa, appiccicando tutto ciò che conteneva. maledetto, ti sconfiggerò prima o poi.
domani a quest'ora avrò conosciuto il mio corteggiatore telefonico. sarà il prossimo uomo della mia vita? ai posteri l'ardua sentenza.
se lunedì incontro il figo col pastore tedesco al parco gli chiedo come si chiama, è deciso. dopo un anno di passeggiate insieme mi sembra che sia giunto il momento di fare questo passo.
oggi sembra una giornata calma, e non mi sembra vero. mi guardo intorno con aria spaesata attendendo che scoppi il casino giornaliero, e intanto mi prendo un pò di tempo per me e sorrido beata.
AGGIORNAMENTO: ho valutato la proposta per trenta secondi e poi ho deciso di accettare: tra breve inizierò a sfruttare la mia tesi di laurea buttandomi anima e corpo nella preparazione della campagna elettorale. fa rima e c'è (cit.)
Breaking news:
da parte dello staff di Miss Adesseresincera giunge finalmente conferma alle insistenti voci degli ultimi giorni, che davano ormai per certa la prossima convivenza della star con Fratello Figo.
Il lungo periodo delle selezioni per ottenere l’ambitissimo posto in casa con la fanciulla è dunque terminato: enorme la delusione dei bookmakers che avevano puntato tutto sulla vittoria a sorpresa dell’Ex Anima Gemella, ritiratasi però all’ultimo momento per un grave infortunio (riportato, pare, in seguito a un violentissimo scontro con Fidanzata Racchia), mentre le quotazioni del Collega Presunto Gay erano calate dopo la secca dichiarazione della giovane donna “finalmente avrei un personal shopper come ho sempre sognato (?!), ma credo che ci faremmo troppa concorrenza in campo sentimentale”.
Ecco i primi commenti a caldo raccolti per noi dall’inviato:
la madre commossa: finalmente i miei due angeli sono di nuovo riuniti sotto lo stesso tetto: sarà bellissimo immaginarli mentre si sorreggono a vicenda di fronte alle difficoltà della vita, senza contare il notevole risparmio sulla bolletta del telefono (momento emozional-venale, non dimentichiamoci che al 50% siamo marchigiani)
il padre burlone: sono molto felice al pensiero che mio figlio potrà dedicare più tempo allo studio, visto che la sorella avrà come unica missione nella vita quella di fargli trovare un pasto caldo la sera (momento comico, risate pre-registrate)
le coinquiline: ha più di diciotto anni, non è reato! (momento ammiccante)
gli amici risentiti: nei momenti di cambiamento aleggia sempre un po’ di tristezza. Soffriremo a non dover più sostituire le lampadine fulminate, a non poterci dilettare nel gioco del piccolo muratoridraulicofalegnamegiardiniere, ci mancherà il piacevole rito della spesa di sabato. I nostri bicipiti iniziavano a rafforzarsi, ora ci toccherà iscriverci in palestra. Non ce lo dovevi fare! (raptus di auto-incensamento terapeutico)
Le prime dichiarazioni della ragazza sono invece volte a rassicurare il suo folto pubblico maschile, preoccupato per i drammatici risvolti che questa convivenza potrebbe presentare: “attraverso i miei canali diplomatici sono riuscita ad ottenere il brillante risultato in cui tutti noi speravamo: la firma, da parte del mio consanguineo, del Trattato di Non Belligeranza nei confronti del genere maschile che dovesse avere l’ardire di avvicinarsi alla mia persona. Nel festeggiare questo meraviglioso successo, colgo l’occasione per invitare gli uomini in ascolto a farsi avanti senza paura, che ultimamente qui non si batte chiodo” (momento finto-allegro, che sono due giorni che piango per la partenza della mia adorata Nicegirl e tutte queste lacrime non mi fanno bene alla pelle).
C’erano una volta
(perché erano un po’ vecchietti e adesso non ci sono più)
Dicevo
C’erano una volta i miei due Zio Peppe.
Questi Zio Peppe avevano un aspetto molto burbero e severo, ma poi alla fine della storia si capisce che non erano così.
Uno Zio Peppe aveva le sopracciglia folte e arruffate che gli davano un’aria un po’ da Mangiafuoco senza barba anche perché fumava delle sigarette lunghissime, che sembravano ancora più lunghe perché lui le infilava dentro un bocchino nero col bordo argentato e sputava il fumo dal naso, che a noi bambini sembrava una magia che non si capiva se era una magia o un trucco. Noi stavamo lì a guardarlo con gli occhi attenti e come tutti i bambini mentre fissano una cosa per capire se è una magia o un trucco stavamo lì e non ci accorgevamo che dalla concentrazione ci usciva fuori la lingua dalla bocca e lui invece non era un bambino e se ne accorgeva e sorrideva, però con la faccia e le narici e le sopracciglia da Mangiafuoco che rimanevano sempre tutte serie. Questo Zio Peppe era un importante medico dei bambini, e quando veniva a trovarci ci chiamava col suo vocione rauco e profondo e ci faceva sedere sul tavolo alto alto della nonna e ci sentiva il battito del cuore e il respiro mentre dovevamo tossire per finta e dire trentatré senza inciampare nelle lettere, che quando sei piccolo e un po’ c’hai paura mica è facile dire trentatré senza inciampare. E allora anche lì lui sorrideva, e da quello lo capisci che non era davvero burbero e severo.
L’altro Zio Peppe invece era un po’ basso e aveva tutti i capelli bianchi e se ne stava lì serio serio con la fronte tutta piena di pieghe a guardare i campi coi girasoli da una parte e il grano dall’altra. Questo Zio Peppe era un contadino e aveva la fronte sempre aggrottata e gli occhi un po’ socchiusi e le mani da contadino che però gli manca un dito, perché una volta mentre tagliava l’erba con la falce per sbaglio la falce gli aveva tagliato il pollice quasi fino alla fine. Allora anche lì noi bambini, che mi sa che eravamo un po’ boccaloni e addormentati, stavamo con la lingua di fuori e gli occhi attenti a guardargli il pezzettino di dito che gli rimaneva, e cercavamo di capire com’era possibile che il pezzettino si muoveva normale, uguale agli altri. Poi però, soprattutto questo Zio Peppe era il nostro idolo perché aveva la vespa e d’estate ci portava un giorno si e un giorno no, a turno, sulla vespa. Noi stavamo in piedi davanti e lui guidava e ci faceva vedere il fiumiciattolo e la pista dei gocàrt e poi o ci fermavamo e rubavamo le pannocchie o ci fermavamo e lui ci dava le caramelle rossana dicendoci di stare attenti e non strozzarci se finivamo in una buca.
I miei due Zio Peppe erano buoni e ci volevano tanto bene, adesso io l’ho capito davvero. Solo che quando sei bambino e vedi la fronte aggrottata e le sopracciglia da Mangiafuoco non è che ne sei sicuro e magari pensi che quei due Zio Peppe sono severi e un po’ cattivi, e non immagini che sono solo timidi e arrossiscono se li guardi con gli occhi attenti e la lingua di fuori, e si sentono in imbarazzo e vorrebbero fare come i piccoli che nascondono la testa sotto il cuscino o se sono femmine sotto la maglietta.
Allora io c’ho pensato un po’ su e ho deciso che magari d’ora in poi, quando una persona mi fa arrabbiare perché sembra fredda e dice cose che mi fanno vergognare dopo che io gli ho parlato di farfalle e ciglia che fanno flap flap, io cercherò di pensare che quella persona lì, quando io smetto di guardarla con gli occhi attenti e la lingua di fuori, smette di arrossire, si gira e sorride.
Cose da non dimenticare
I cani sono come le macchine: se per due anni riesci a non lavare il tuo quadrupede (poichè trattasi di unico esemplare autopulente) sappi che, nel momento in cui deciderai di spendere 20 euri per la simpatica operazione di tolettatura, le nubi si squarceranno e il diluvio universale vi coglierà lungo la strada del ritorno a casa, rendendo del tutto inutili lo sforzo e la spesa.
Letto su Metro:
NONNA SCACCIA COCCODRILLO
Australia: un uomo azzannato da un coccodrillo è stato salvato da una sessantenne che è balzata sul dorso dell'animale e lo ha costretto ad abbandonare la presa.
Ora, io vorrei capire com'è possibile costringere un coccodrillo ad abbandonare la presa standogli in groppa. Tipo che gli prendi la zampa e gliela giri dietro la schiena finchè lu non dice "bastabastabastabasta"? oppure gli tappi il naso o tenti di soffocarlo? Boh, vabbè.
Oltretutto, ieri sera, mi sono ritrovata su un barcone in mezzo al tevere con la pioggia e il vento a duecento nodi e con una fetta di salmone che sembrava decisa a volarmi in faccia. Come se non bastasse, due signorine mi hanno pedinata per tutta la durata del convegno tentando di convincermi che farmi sparare della tequila in gola tramite un fucile sarebbe stata un'idea fantastica.
A ben pensarci, spesso la realtà supera l'immaginazione.
Capitano di quei giorni lì che ti guardi intorno come se fossi un extraterrestre a contatto per la prima volta un universo finora sconosciuto, e ti chiedi cosa penseresti se avessi un colorito ancora più verdastro di quello che ti ritrovi solitamente, cinque braccia al posto di due, un orecchio piantato sulla cima della testa e un occhio enorme. E il becco, si, un becco viola.
Perché è così che sono gli extraterrestri, no?
No.
L’extraterrestre adesso sei tu, col tuo aspetto normalissimo da giovane essere umano piuttosto in salute che è un po’ di tempo però, che non riesce a fare a meno di camminare da solo e pensare cose spiacevoli, che si sente schifiltoso e superiore, che direbbe un sacco di cose antipatiche e allora sta zitto, che non ha nulla da dare, ma nemmeno un briciolino di un qualsiasi scarto della sua coscienza e conoscenza, peraltro già scarse, poverette.
Di cose che capitano ce ne sono, porca miseria se ce ne sono.
Però a raccontarle, a chi vuoi che interessino.
Per esempio quel signore distinto che si guardava intorno spaesato e chinava la testa, oppure quella scritta sull’autobus ciao da miky matteo e Gianni che hai pensato micky matteo e Gianni ma andatevene un po’ affanculo, idioti, e winnie the pooh sei solo un maledetto orso col culo per aria che trangugia cellulari nuovi di zecca e gli fa fare le bollicine, poi quella volta che al telefono c’avevi voglia di dire ti conosco, Mascherini e giù con le risate, il barcone che ondeggia sul tevere e dentro quegli sfigati che si muovono a ritmo dell’altrettanto sfigata musica anniottanta, che quando vai a una festa e non c’hai voglia di ballare, e quattro giorni di mal di testa ininterrotto non aiutano e cinque saridon in dieci ore non permettono quel ritorno all’alcolismo che sempre caro mi fu, allora quando sei un quelle situazioni lì ti metti in un angolo e guardi i movimenti e gli approcci e le facce, e non puoi fare a meno di pensare a quant’è stupida la gente, che quelle facce lì sono proprio tristi e sei triste pure tu quando le fai.
Però ho visto la mala educatiòn, film bellissimo, e ho sentito l’ultimo dei prodigy e merita pure quello.
Non va poi così male, in fondo.
Tra un pò posso uscire di qui e tornarmene a casa, e mi sembra quasi strano.
C'è ancora il sole, fuori, e io ormai sono abituata alla luce gialla dei lampioni e ai fari delle macchine, alle finestre illuminate e alle strade quasi deserte.
Scivolo tra i miei pensieri come sulla superfice liscia di un mare calmo, acqua tiepida scorre dentro di me. All'esterno allegria, sorrisi dispensati a piene mani.
Poco da dire, nessuna voglia di fare.
Un pò di silenzio, fin quando ce n'è.
ad essere sincera © 2003