Dialogo tra me ed em
credo proprio di amarti tanto
anch’io ti amo, lo sai
adoro questo magnifico cervello
e come di fa a non adorarlo?
però certe volte…
certe volte cosa?
certe volte mi stai sul cazzo
…
non fare quella faccia, su. lo sai che te lo meriti
che ho fatto stavolta?
hai pensato troppo
…
rimugini sempre su tutto. sei esasperante
….
e tra l’altro stasera non mi pareva proprio il caso
dici?
dico, dico
mmmm
secondo me potevi pure uscire. sarebbe stata una buona occasione
non mi sentivo a mio agio, e lo sai. e quando non mi sento a mio agio non sono naturale
e sentiamo un po’, perché non ti sentivi a tuo agio?
mah, non so. forse è solo che sono stanca
non fare la vaga. abbi il coraggio di dirlo
…
ammettilo
…
dai che abbiamo bisogno di dormire
è che…
avanti
è che arrossivo troppo quando mi guardava
uh uh
e smettila di ironizzare su tutto, almeno quando siamo tra noi
ih ih hi
e togliti quel sorrisino dalla faccia
ok ok. continua
stasera mi sono sentita debole. e fragile. troppo fragile. non so perché
sì che lo sai
…
ti piace, eh?
neanche più di tanto
bugiarda
sì, vabbè, mi piace. ma manco me lo spiego, che lo conosco pochissimo. magari ci esco e mi annoia. o magari quando bacia non ci mette la lingua, pensa che tragedia. come faccio a saperlo?
dai, hai solo paura che non abbia davvero voglia di uscire con te
vaffanculo
e stasera non sei uscita perché volevi dimostrare di essere più forte, di non provare un vero interesse. così è più facile eliminare un potenziale disturbatore della quiete del nostro rapporto
ho detto vaffanculo
permalosa
stronza
vieni qui scema, dammi un bacio e andiamocene a dormire
(mi sa che domani mattina mi tocca di pulire lo specchio. però alla fine è vero che ‘sto rossetto dura più di dodici ore. sò soddisfazioni)
Una domenica che poi a un certo punto mi arriva una telefonata che mi ricorda che nella mia città per una serata in discoteca ci si può morire.
Io continuo a chiedermi perchè, e se la pace arriverà mai nella casa di chi piange un figlio, un fratello, un amico morto così. Senza senso.
Come se un'altra morte, una qualsiasi, potesse averne uno, poi.
E comunque no, non sono contenta di essermene andata. Quello non succederà mai.
Day of Tentacle
Alle otto suona la sveglia.
Alle dieci entro in agenzia.
Adesso è già domani, e sono appena tornata a casa.
In mezzo c’è stato di tutto.
Tipo che mi sono vestita che sembravo Mary Poppins però senza ombrello volante.
Senza ombrello del tutto, cioè.
Oppure che ho ricevuto un invito a bere qualcosa dopo il lavoro dal Biondino.
E dopo due telefonate per rimandare l’appuntamento di mezz’oretta ho dovuto rinunciare, anche perchè l’unica cosa che mi andrebbe di bere adesso è un mezzo litro di cianuro. Va bene quello della casa, grazie.
Ma almeno sono stata folgorata da un’idea strepitosa:sulla strada del ritorno, tra fulmini, saette, un vento a duecento nodi e pioggia scrosciante, ho pensato di strappare un manifesto dei simpatici amici del Beneamato, tirare fuori la mia penna da donnina seria e usarla per trasformarlo in un cartello con su scritte tre parole. Semplici ma efficaci.
Qualcuno – mi - aiuti.
Ma anche che mi son dovuta portare a casa il lavoro per poi scoprire che il mio computer non ne vuole sapere di leggere la pen drive, e allora sono dovuta uscire di nuovo e andare a casa dell’ex anima gemella che per una volta si è dimostrata pure un’anima pia , visto che dopo essersi beccato una serie infinita di maledizioni biascicate tra i denti mi ha pure accompagnata a casa in macchina. Percorso stimato: 500 metri, circa 3 minuti di tragitto.
Io in quell’intervallo di tempo sono stata capace di addormentarmi.
Non c’è che dire, oggi mi sono superata.
E non posso nemmeno sperare che, come dicevano i lunapop, domani sarà un giorno migliore vedrai.
Perché, come dicevo prima, adesso è già domani.
Io stasera ero ispiratissima e volevo scrivere una roba potente su un argomento che però non dico sennò me lo brucio e non va bene.
Insomma, mi siedo qui, sfiancata da una giornata massacrante e da una doccia decisamente troppo bollente e prima di iniziare a scrivere vengo presa dall’insano raptus della visione delle chiavi di ricerca.
Adesso sono commossa, e mi sembra giusto scrivere il post che tutti i blogger scrivono, anche perché è passato il compleanno del mio piccolo e inutile posticino sulla rete e nessuno se n’è accorto. Nessuno compresa me, e questa è la vera tragedia.
E allora andiamo con alcuni tra i simpatici modi tramite i quali qualcuno è arrivato qui da me in otto mesi di account shynistat, rigorosamente in ordine sparso:
come distruggere una persona: stavi pensando di fargli leggere questa roba qui?
camminare sull’acqua foto: per i miracoli ci stiamo attrezzando
famiglia fusco: ben sei volte. magari siete miei parenti che non vedo da cinquant’anni. Contattatemi, avrei finalmente una scusa per chiamare la Carrà
minigonna e calze per lui: Collega Presunto Gay mi ha scoperta
scarica di adrenalina blog: grazie gugòl, onorata
voglio falsificare i certificati: è una bellissima esperienza, te la consiglio
dove vive l’otaria: se l’hai scoperto dimmelo, che adesso son curiosa
impiccarmi blog: ci mancava pure il morto sulla coscienza
film porno mister 28 centimetri
: se ci sei batti un colpo. Ma anche due vàin amore quando il narcisista egoista viene lasciato: anche noi soffriamo, che ti credi?
ingestione+bagnoschiuma: se sei ancora vivo fammelo sapere che quando sto a corto di cibo ci faccio un pensierino pure io
tecniche amatorie cinesi: mai provate, ma sono sempre disponibile alle nuove esperienze
sputare nel cesso: hai bisogno di istruzioni o credi di farcela da solo?
fidanzato tirchio: questo mi manca
Grignani moglie che oltretutto aspetta un bambino: quell’oltretutto mi piace da morire. Era proprio indignato questo qui
inquilini rompipalle cosa fare? : non lo so, dimmelo tu che c’ho bisogno
blog orgasmo vicini casa notte rumori
: opscome accorgersi del disinnamoramento: se vuoi ti dò il numero di ex anima gemella, l'esperto è lui
cosa regalare ad un invito a cena: fiori?
arte dell’inculata: eccomi!
spalle larghe fianchi stretti: amico, sei nel posto sbagliato
racchia: specchio riflesso senza ritorno
modelle dalla taglia 46 in poi: non mi hai fatto niente faccia di serpente
te pijasse un colpo: a soreta
Miss cellulite concorso: ormai è chiaro. qui c’è qualcuno che mi odia
si sfiora, si tocca, si tasta, si morde, si nasconde, si accarezza, si strofina, si graffia, si stringe, si afferra, si taglia, si lecca, si annusa, si accappona, si copre, si scopre
LA PELLE
E' LA COSA
PIU' PROFONDA
CHE ABBIAMO
(la frase non è mia. grazie e chi l'ha scritta)
Per la sala affollata di gente si aggira guardandosi intorno con aria soddisfatta una nonna con in braccio un bambino molto piccolo che sbava e si guarda intorno con aria stupefatta (i neonati sembrano delle tartarughe ultracentenarie, tutti rugosi e con quel collo che si allunga e gli occhi sempre un po’ gonfi e mani e piedi dai movimenti lenti e legnosi), spesso qualcuno si ferma a toccarlo e a fargli moine parlandogli con quella voce stridula e cantilenante che l’essere umano adulto tende a modulare quando si trova di fronte a un cucciolo di qualsiasi specie, e quando le sue mani entrano in contatto con una superficie di qualsiasi genere lo sguardo di questo minuscolo essere assume un tono molto serio e concentrato. Il neonato sorride.
E allora io ho pensato che l’uomo a un certo punto inizia a sorridere in automatico, o magari piano piano smette del tutto, e che crescendo si perde forse anche la capacità di capire che quello che stiamo incontrando è qualcosa di completamente nuovo, anche se l’abbiamo visto milioni di volte. Perché magari cambia il taglio di luce, perché l’altra volta c’era vento e stavolta no, o forse solo perché sono i nostri occhi a non vederlo uguale a prima. Che invece, se volessimo, tutti noi potremmo avere la possibilità di scoprire dei nuovi universi ogni giorno, che a volte basta solo guardare dentro di sé.
Bisognerebbe recuperare un po’ di stupore, provare tutti ad essere di nuovo delle tartarughe ultracentenarie che si guardano intorno incredule. Ci si divertirebbe parecchio di più.