martedì, 30 novembre 2004

che poi, pensavo, come fare a debellare tutto questo romanticismo che mi circonda?
no, perchè mentre la mattina mi lavo i denti mi vengono in mente un sacco di cose di cui vergognarmi che mi sono capitate negli ultimi giorni. è che ho delle grosse difficoltà a scrivere.
che forse quando tutto è calmo e non succede nulla che dia una scossa all'ordine apparente, nulla che che riempia i pensieri, allora ci si può concentrare sul resto, affinare, provare a raccontare il semi-vuoto cercando di dargli un senso. ma quando il senso le cose ce l'hanno già, cosa rimane da dire?
a me per esempio venerdì mi si è spatasciato un raviolo al sugo sul pavimento della villona in cui si teneva il buffet per l'inaugurazione della mostra fichetta e impegnata, mica scherzi.
oppure mi sono lanciata fuori dalla sala dove proiettavano le performancevideoistallazioni del pallone nucleare per andarmi ad ubriacare di rosso d'avola in mezzo a critici d'arte tedeschi.
poi ho semidistrutto la cucina, ho divelto dal muro il nastro della serranda di camera di mio fratello, ho scordato il cellulare dove non dovevo scordarlo (tutto questo di fronte agli occhi allibiti di qualcuno che adesso mi chiama affettuosamente l'animale).
ma è anche capitato che ho sbattuto la testa contro la porta perchè lui si è presentato all'appuntamento con venti minuti di anticipo e io ero ancora in accappatoio e con i capelli bagnati, o che solo stando ferma e buona sul divano ieri sono riuscita a non far danni a casa sua (a parte un'altra testata, stavolta contro una finestra).
io di queste cose ci rido anche se i giorni passano veloci, e me le conservo gelosamente come farei con le mie caramelle preferite, per gustarmele una ad una la sera quando sono a casa da sola e fuori fa freddo.
ma, dicevo, come fare a liberarmi di tutto questo romanticismo che mi attanaglia?
se non mi passa non scrivo più, ecco.
sincerely yours, reme alle 17:39 | commenti (32)

immersa in una nube di fumo, scaldata dal tepore di un pensiero.
eccomi, sono io.
che ripenso a ieri, alle luci calde e ai tetti con le mille antenne come insetti immersi nel buio di una notte piovosa.
che ricordo i giorni passati, il freddo e mani che accarezzano e occhi che guardano.
che mi domando se un futuro c'è, o è solo un'idea inconsistente destinata a scomparire al ritorno del sole.
che sospiro mentre la mente si perde cercando di rivivere una notte in cui il tempo si è fermato.

sincerely yours, reme alle 16:22 | commenti (6)
lunedì, 22 novembre 2004

"non so come spiegarti.
il fatto che io e te adesso siamo qui era come se l'aspettassi da quando ci siamo incontrati la prima volta.
è capitato in un modo strano, tipo quando sei per strada e cammini distratto e a un certo punto i tuoi occhi registrano qualcosa che il cervello non ha messo bene a fuoco.
e allora non hai neanche fatto dieci metri che sei costretto- da te stesso, dalle tue gambe, dai tuoi occhi- a tornare indietro a guardare meglio.
a capire se avevi visto bene.
ecco, dopo la prima volta che ci siamo visti io ho sentito il bisogno di tornare indietro.
e dopo averlo fatto ho capito che ne valeva la pena,
perchè mi capita di pensarti.
e quando ti penso sorrido."

Ecchissenefrega se stanotte ho dormito due ore. Che mi passi pure una betoniera sulla pancia, che un elefante mi cammini sulla schiena, se lo desidera. Oggi io sto bene così

sincerely yours, reme alle 12:30 | commenti (25)
giovedì, 18 novembre 2004

Dialogo tra me ed em

credo proprio di amarti tanto
anch’io ti amo, lo sai
adoro questo magnifico cervello
e come di fa a non adorarlo?
però certe volte…
certe volte cosa?
certe volte mi stai sul cazzo

non fare quella faccia, su. lo sai che te lo meriti
che ho fatto stavolta?
hai pensato troppo

rimugini sempre su tutto. sei esasperante
….
e tra l’altro stasera non mi pareva proprio il caso
dici?
dico, dico
mmmm
secondo me potevi pure uscire. sarebbe stata una buona occasione
non mi sentivo a mio agio, e lo sai. e quando non mi sento a mio agio non sono naturale
e sentiamo un po’, perché non ti sentivi a tuo agio?
mah, non so. forse è solo che sono stanca
non fare la vaga. abbi il coraggio di dirlo

ammettilo

dai che abbiamo bisogno di dormire
è che…
avanti
è che arrossivo troppo quando mi guardava
uh uh
e smettila di ironizzare su tutto, almeno quando siamo tra noi
ih ih hi
e togliti quel sorrisino dalla faccia
ok ok. continua
stasera mi sono sentita debole. e fragile. troppo fragile. non so perché
sì che lo sai

ti piace, eh?
neanche più di tanto
bugiarda
sì, vabbè, mi piace. ma manco me lo spiego, che lo conosco pochissimo. magari ci esco e mi annoia. o magari quando bacia non ci mette la lingua, pensa che tragedia. come faccio a saperlo? 
dai, hai solo paura che non abbia davvero voglia di uscire con te
vaffanculo
e stasera non sei uscita perché volevi dimostrare di essere più forte, di non provare un vero interesse. così è più facile eliminare un potenziale disturbatore della quiete del nostro rapporto
ho detto vaffanculo
permalosa
stronza
vieni qui scema, dammi un bacio e andiamocene a dormire

(mi sa che domani mattina mi tocca di pulire lo specchio. però alla fine è vero che ‘sto rossetto dura più di dodici ore. sò soddisfazioni)

















































sincerely yours, reme alle 01:52 | commenti (27)
martedì, 16 novembre 2004

Ripromettersi di smettere di fumare ogni mattina ha un che di confortante. La sicurezza che deriva dalle piccole abitudini non va sottovalutata, ed è proprio per non rimanerne priva che adesso sto qui con la sigaretta in mano.

Ieri sera una conversazione telefonica con il pànk mi ha chiarito le idee su un argomento che mi sta molto a cuore. Lui, da vero maschio, ha asserito con fermezza di essere innamorato di una tipa, ma di non aver nessuna intenzione di rendere concreto questo sentimento. La motivazione?
non si può stare con una che sta tutto il giorno a lavorare e la sera arriva distrutta a casa. sarebbe un rapporto sterile. Ecco finalmente spiegato il motivo della mia zitellaggine. E pensare che, stoltamente, stavo iniziando a preoccuparmi.

Il mio cane è un buffone.

Ieri sera ho visto su raitre una pornostar molto carina, e mi piaceva un sacco com'era vestita. Oggi mi sono messa d'impegno e ho ricopiato il suo look solo che mi mancano le scarpe coi tacchi a spillo. E un gran paio di tette, of course.

sincerely yours, reme alle 11:06 | commenti (28)
lunedì, 15 novembre 2004

Una domenica che poi a un certo punto mi arriva una telefonata che mi ricorda che nella mia città per una serata in discoteca ci si può morire.
Io continuo a chiedermi perchè, e se la pace arriverà mai nella casa di chi piange un figlio, un fratello, un amico morto così. Senza senso.
Come se un'altra morte, una qualsiasi, potesse averne uno, poi.
E comunque no, non sono contenta di essermene andata. Quello non succederà mai.




sincerely yours, reme alle 00:36 | commenti (8)
mercoledì, 10 novembre 2004

Day of Tentacle

Alle otto suona la sveglia.
Alle dieci entro in agenzia.
Adesso è già domani, e sono appena tornata a casa.
In mezzo c’è stato di tutto.
Tipo che mi sono vestita che sembravo Mary Poppins però senza ombrello volante.
Senza ombrello del tutto, cioè.
Oppure che ho ricevuto un invito a bere qualcosa dopo il lavoro dal Biondino.
E dopo due telefonate per rimandare l’appuntamento di mezz’oretta ho dovuto rinunciare, anche perchè l’unica cosa che mi andrebbe di bere adesso è un mezzo litro di cianuro. Va bene quello della casa, grazie.
Ma almeno sono stata folgorata da un’idea strepitosa:sulla strada del ritorno, tra fulmini, saette, un vento a duecento nodi e pioggia scrosciante, ho pensato di strappare un manifesto dei simpatici amici del Beneamato, tirare fuori la mia penna da donnina seria e usarla per trasformarlo in un cartello con su scritte tre parole. Semplici ma efficaci.
Qualcuno – mi - aiuti.
Ma anche che mi son dovuta portare a casa il lavoro per poi scoprire che il mio computer non ne vuole sapere di leggere la pen drive, e allora sono dovuta uscire di nuovo e andare a casa dell’ex anima gemella che per una volta si è dimostrata pure un’anima pia , visto che dopo essersi beccato una serie infinita di maledizioni biascicate tra i denti mi ha pure accompagnata a casa in macchina. Percorso stimato: 500 metri, circa 3 minuti di tragitto.
Io in quell’intervallo di tempo sono stata capace di addormentarmi.
Non c’è che dire, oggi mi sono superata.
E non posso nemmeno sperare che, come dicevano i lunapop, domani sarà un giorno migliore vedrai.
Perché, come dicevo prima, adesso è già domani.















sincerely yours, reme alle 00:31 | commenti (33)
lunedì, 08 novembre 2004

Io stasera ero ispiratissima e volevo scrivere una roba potente su un argomento che però non dico sennò me lo brucio e non va bene.
Insomma, mi siedo qui, sfiancata da una giornata massacrante e da una doccia decisamente troppo bollente e prima di iniziare a scrivere vengo presa dall’insano raptus della visione delle chiavi di ricerca.
Adesso sono commossa, e mi sembra giusto scrivere il post che tutti i blogger scrivono, anche perché è passato il compleanno del mio piccolo e inutile posticino sulla rete e nessuno se n’è accorto. Nessuno compresa me, e questa è la vera tragedia.
E allora andiamo con alcuni tra i simpatici modi tramite i quali qualcuno è arrivato qui da me in otto mesi di account shynistat, rigorosamente in ordine sparso:

come distruggere una persona: stavi pensando di fargli leggere questa roba qui?

camminare sull’acqua foto: per i miracoli ci stiamo attrezzando

famiglia fusco: ben sei volte. magari siete miei parenti che non vedo da cinquant’anni. Contattatemi, avrei finalmente una scusa per chiamare la Carrà

minigonna e calze per lui: Collega Presunto Gay mi ha scoperta

scarica di adrenalina blog: grazie gugòl, onorata

voglio falsificare i certificati: è una bellissima esperienza, te la consiglio

dove vive l’otaria: se l’hai scoperto dimmelo, che adesso son curiosa

impiccarmi blog: ci mancava pure il morto sulla coscienza

film porno mister 28 centimetri: se ci sei batti un colpo. Ma anche due và

in amore quando il narcisista egoista viene lasciato: anche noi soffriamo, che ti credi?

ingestione+bagnoschiuma: se sei ancora vivo fammelo sapere che quando sto a corto di cibo ci faccio un pensierino pure io

tecniche amatorie cinesi: mai provate, ma sono sempre disponibile alle nuove esperienze

sputare nel cesso: hai bisogno di istruzioni o credi di farcela da solo?

fidanzato tirchio: questo mi manca

Grignani moglie che oltretutto aspetta un bambino: quell’oltretutto mi piace da morire. Era proprio indignato questo qui

inquilini rompipalle cosa fare? : non lo so, dimmelo tu che c’ho bisogno

blog orgasmo vicini casa notte rumori: ops

come accorgersi del disinnamoramento: se vuoi ti dò il numero di ex anima gemella, l'esperto è lui

cosa regalare ad un invito a cena: fiori?

arte dell’inculata: eccomi!

spalle larghe fianchi stretti: amico, sei nel posto sbagliato

racchia: specchio riflesso senza ritorno

modelle dalla taglia 46 in poi: non mi hai fatto niente faccia di serpente

te pijasse un colpo: a soreta

Miss cellulite concorso: ormai è chiaro. qui c’è qualcuno che mi odia




sincerely yours, reme alle 23:21 | commenti (32)
domenica, 07 novembre 2004

si sfiora, si tocca, si tasta, si morde, si nasconde, si accarezza, si strofina, si graffia, si stringe, si afferra, si taglia, si lecca, si annusa, si accappona, si copre, si scopre

LA PELLE

E' LA COSA

PIU' PROFONDA

CHE ABBIAMO

 

(la frase non è mia. grazie e chi l'ha scritta)

sincerely yours, reme alle 20:27 | commenti (21)
sabato, 06 novembre 2004

Per la sala affollata di gente si aggira guardandosi intorno con aria soddisfatta una nonna con in braccio un bambino molto piccolo che sbava e si guarda intorno con aria stupefatta (i neonati sembrano delle tartarughe ultracentenarie, tutti rugosi e con quel collo che si allunga e gli occhi sempre un po’ gonfi e mani e piedi dai movimenti lenti e legnosi), spesso qualcuno si ferma a toccarlo e a fargli moine parlandogli con quella voce stridula e cantilenante che l’essere umano adulto tende a modulare quando si trova di fronte a un cucciolo di qualsiasi specie, e quando le sue mani entrano in contatto con una superficie di qualsiasi genere lo sguardo di questo minuscolo essere assume un tono molto serio e concentrato. Il neonato sorride.

E allora io ho pensato che l’uomo a un certo punto inizia a sorridere in automatico, o magari piano piano smette del tutto, e che crescendo si perde forse anche la capacità di capire che quello che stiamo incontrando è qualcosa di completamente nuovo, anche se l’abbiamo visto milioni di volte. Perché magari cambia il taglio di luce, perché l’altra volta c’era vento e stavolta no, o forse solo perché sono i nostri occhi a non vederlo uguale a prima. Che invece, se volessimo, tutti noi potremmo avere la possibilità di scoprire dei nuovi universi ogni giorno, che a volte basta solo guardare dentro di sé.
Bisognerebbe recuperare un po’ di stupore, provare tutti ad essere di nuovo delle tartarughe ultracentenarie che si guardano intorno incredule. Ci si divertirebbe parecchio di più.


sincerely yours, reme alle 00:32 | commenti (12)