quando la mattina, appena sveglia, ti accorgi che la luce del sole non basta a rendere la tua giornata colorata;
quando ti basta aprire gli occhi per capire che tutto andrà storto, perchè siamo anime incomprese che combattono contro una vita dura e impietosa;
quando lo specchio ingrato restituisce l'immagine del tuo volto segnato da occhiaie profonde, e il brufolo sulla fronte ti sembra più evidente del tuo naso;
quando sai che qualsiasi vestito tu scelga di indossare servirà solo a sottolineare la presenza di cuscinetti di cellulite sempre più cicciuti e di una pancia che starebbe bene addosso a un energumeno tedesco alcolizzato;
quando percepisci con certezza che la quantità delle lacrime che verserai nelle prossime ore potrebbe essere sufficente a risolvere il problema della siccità nel mondo;
quando tutti questi eventi si sommano non ti rimane altro che alzarti dal letto, andare in cucina e compilare con dovizia un annuncio da mostrare alla persona che ha la sfortuna di svegliarsi con te:
A.A.A. govane donna in piena sindrome premestruale cerca lui comprensivo, max 27enne, disposto a sopportare lamenti e piagnistei con coraggio e spirito di sacrificio e a portarle a letto una magnifica colazione. astenersi insensibili e poco inclini al complimento spudoratamente falso. sappi che ogni parola da te pronunciata ti si ritorcerà contro insindacabilmente
io adoro i processi mentali degli uomini.
tipo che mi barderei da inviata del national geographic, piazzerei una telecamera vicino alla loro tana e rimarrei lì a osservare i loro rituali di comportamento per intere stagioni, sfidando leintemperie e i rischi con coraggio e determinazione.
mi affascina guardarli quando stendono i panni riuscendo a creare artistiche stropicciature anche su una semplice federa, mi commuovo di fronte all'assoluta incapacità di organizzazione domestica, rimango estasiata nel rimirare le loro poetiche movenze durante la pulizia del bagno.
le perle di saggezza da loro sfoderate segnano il mio cammino interiore facendomi crescere munita di nuova consapevolezza e di certezze incrollabili.
ad esempio, da ieri sera sono venuta a conoscenza di questo affascinante teorema: l'intensità dell'amore provato da un uomo nei confronti di una donna si misura attraverso la sua costanza nell'abbassare la tavoletta del cesso dopo aver dato sfogo ai propri bisogni corporali.
donzelle di ogni età, effettuate rilevazioni e prendete appunti ogni volta che il vostro uomo esce dalla toilette: solo così saprete se i vostri sentimenti sono effettivamente ricambiati.
altro che diamanti.
la risposta a tutto sta nelle caramelle gommose alla liquirizia, dovevo immaginarlo.
che siano tonde, quadrate, a bastoncino o ricoperte di zucchero non ha importanza:
la verità è che, masticandole, si è obbligati a soffermarsi a riflettere ponderando
con dovizia i perchè e i percome della propria esistenza, almeno fino al momento
in cui l'unghia del mignolo destro sarà cresciuta abbastanza da permettere di staccare
un residuo del succitato dulciume, che ha trovato il suo habitat ideale nel pertugio tra
l'incisivo e il premolare superiori.
per il momento io sono giunta alle seguenti conclusioni:
- il nuovo must in fatto di cibo è il risotto alla fragola, che d'ora in poi inizierò a proporre
a chiunque abbia il coraggio di accettare un mio invito a cena
- se lo schifoso mi guarda il culo per più di tre secondi gli tiro un calcio nelle palle
- tra cinque minuti chiamo l'estetista e prenoto un appuntamento
- domani mattina mi rotolerò sui residui di neve presenti nelle aiuole del parco
- mai più senza cappello
"sono appena tornata dal ristorante macrobiotico" mi sembrava un buon inizio per un post.
solo che al ristorante macrobiotico ci sono andata con un individuo che non merita nessuna stima,
e quindi adesso mi ritrovo del tutto priva di sensazioni struggenti da descrivere tramite metafore
ardite e poco comprensibili ai più.
tra l'altro oggi i miei capelli hanno deciso di farmi piombare in una rivisitazione degli anni ottanta,
assumendo con decisione una posa tipo ciuffo fonato e inondato da litri di lacca che tredici o quattordici
anni fa avrei pagato per avere e adesso non riesco ad eliminare manco con la pialla gentilmente fornita
dal prestante falegname che si aggira per lo studio.
sto ingrassando, e il buco che ho al posto del dente del giudizio in alto a destra (estirpato giusto ieri mattina
dalle sapienti mani del mio dentistamico) è stato riempito da uno champignon ammuffito.
lavoro pochissimo, faccio telefonate a scrocco e mi sto perfezionando nell'arte dell'ascolto. dispenso buoni
consigli che non seguirei nemmeno se mi pagassero oro, mi sveglio ad orari improponibili, strascico i piedi
e sono quasi riuscita a farmi convincere dalle mie coleghe a comprare il tamagoci nella speranza che crescendo
diventi un supereroe o anche un ninja.
sto accumulando debiti su debiti, devo pagare una quantità impressionante di bollette, non faccio una ceretta da
più di un mese, sto ricominciando a fumare con i soliti ritmi, manifesto un preoccupante desiderio nei riguardi di
scarpe scomodissime e a punta.
inevitabile, quindi, che sia momentaneamente sprovvista di pensieri degni di acquisire qualsivoglia tipo di consistenza.
io e il mio kilt diventeremo inseparabili, e io vorrei proprio essere una rockstar.
questo pensavo mentre, seduta in macchina in cima alla collina, guardavo il puzzle tridimensionale della città illuminato da un sole freddo e sfrontato, stringendo tra le mani un pacchetto colorato, gli occhi socchiusi per la troppa luce.
perchè certe volte faccio pensieri così, che non c'entrano molto con quello che sto facendo o sto per fare, che non c'entrano molto con quello che è sensato che io mi aspetti dalla vita, non da questa.
senza nessuno sforzo mi sono trasformata in una fidanzatina a modo, sorridente e simpatica. magari avrei detto qualche parolaccia in più, quello sì, ma in compenso ho fumato tutte le sigarette che volevo. mi sembra un giusto compromesso.
l'assolutamente inaspettato può essere commovente come la natura, come la bellezza sfrontata e superba, come un'opera d'arte che non riesci a decifrare.
ho camminato e ho riso, travolta da ondate di felicità incredula.
io certe volte penso che se vuoi far finta che una cosa brutta non esiste basta che la ignori e quella scompare,
e quando ti torna in testa chiudi gli occhi e pensi viaviaviasciòsciò.
poi però arriva il momento che con quella cosa lì, quella schifezza strisciante e subdola, si manifesta con più decisione e tu non puoi far niente.
devi farci i conti, insomma.
così oggi ho preso il coraggio e due mani e mi sono decisa ad affrontare il problema.
ho scoperto il codice, l'ho digitato, e ho guardato in faccia la realtà.
risultato: adesso sto a pezzi, nel pieno di una profonda crisi, depressione e senso di sconfitta e abbandono.
i miei sogni, i progetti dell'ultimo periodo sono sfumati, la paura di dover rinunciare a tutto è diventata una realtà alla quale non posso sfuggire.
lo sapevo, non dovevo accedere al mio conto on line.
certe volte mi stupisco per la quantità di idee geniali che mi balenano in testa nei momenti più inaspettati.
per esempio, oggi ho inventato la colazione a lume di candela.
moooolto romantico.
come premio ho ricevuto un bellissimo sms.
indirizzato a un'altra, però.
eh, son cose.
(scusate se mi eclisso un attimo, ma ho bisogno ti tirare tre-quattrocento capocciate al muro)
Quando guardi dall’alto quella città – proprio quella e nessun’altra – sembra che sia stata dipinta, impressa, fotografata e poi spiaccicata nel buco nero in mezzo agli occhi (pupilla? retina? iride?).
Sembra che un anno intero sia passato e tu non te ne sei accorta perché eri rimasto lì, tra automobili coi vetri appannati da appassionate sveltine e bocchini svogliati e seghe tirate di fretta, a guardare le strade illuminate e il fiume asciutto e ad associare aggettivi a sostantivi per dare un senso a quello che vedi e rendere il tutto denso di significato.
Guardi laggiù e pensi ad un’ipotetica casa, un appartamento economico da arredare ikea, un lavoro da giovane meridionale rampante e i pranzi a casa la domenica, la nonna che dice alle amiche che tu lavori nel catering e gli amici e le birre le strade del centro storico e i da quanto tempo come stai sei sempre uguale che dici che fai.
Guardi laggiù e pensi che quasi quasi in un impeto di autodistruzione ci rimarresti per sempre.
Guardi laggiù e pensi che dopo una cena di famiglia con tre sconosciuti ai quali la vita con i suoi simpatici scherzetti ti ha inspiegabilmente legata hai davvero bisogno di un po’ di drammaticità.
in linea con l'ultimo dell'anno scorso, ecco il primo dell'anno nuovo
io penso che non riesco a smettere di pensare che cazzo ci faccio qui il 3 gennaio
penso che i miei capelli sono diventati rosa, e questa è la prima tragedia del duemilaeccinque. con questa premessa non voglio sapere cosa mi riservano i mesi a venire
penso che dopo un pò sentirsi chiamare "belli capelli" rompe un pò i coglioni
penso che passare quaranta ore di assoluta felicità sia il modo migliore per iniziare il nuovo anno
penso che non avevo mai mangiato tanto in vita mia
penso che anche quest'anno non ho ricevuto neanche un regalo di quelli che se avessi avuto voglia avrei desiderato
penso che le mie vacanze sono dei lunghi viaggi e una valigia pesante, e un altro treno già mi aspetta
penso che aver rinunciato a bere qualsiasi cosa che non fosse alcolica potrebbe aver causato seri danni alla mia integrità morale
penso che il mare d'inverno sia troppo bello per poterci credere
ma soprattutto
penso che ho fame
ad essere sincera © 2003