lunedì, 28 febbraio 2005

è un pò come quando decidi che è arrivato il momento di rivoluzionare lo spazio che ti circonda.
serve a cambiare prospettiva, a guardare le cose assaporando l'inganno di vederle diverse quando diverse non sono.
è allo stesso modo che a volte decidi di porre domande inutili anche se sai che la risposta è una ed è sempre la stessa.
perchè hai bisogno di ricordarti che il risultato non varia neanche modificando l'ordine degli addendi, o anche solo perchè in certi momenti hai voglia di farti del male, che il dolore è sempre dietro l'angolo e se ogni tanto lo senti pungere quando l'onda piena arriverà non sarà così dolorosa.
che immensa stronzata.
cercare una protezione non serve a niente, rende solo itutto più amaro, toglie il gusto di mangiarle, le cose, di afferrarle e tenersele strette addosso per il tempo che durano.
se si riuscisse sempre a pensare con lucidità sarebbe tutto più noioso.
il risultato non cambia, neanche modificando l'ordine degli addendi.

sincerely yours, reme alle 16:12 | commenti (16)
giovedì, 24 febbraio 2005

perchè diavolo ho deciso di organizzare una festa per il mio fottutissimo compleanno?
capita che spesso che, in questi ultimi giorni, mi venga in mente tale quesito, al quale però non riesco a dare una risposta plausibile.
vengo assalita da un brivido di terrore quando penso ai preparativi di domani: dare alla magione un aspetto di apparente pulizia, spostare mobili per creare spazi utili all'assembramento di un numero imprecisato di persone, preparare bevande estremamente nocive e cibarie commestibili.
da tre giorni provo a stilare una lista della spesa, rimasta però ferma alla voce "patatine". più in là non riesco ad andare, io alle feste di solito ci vado, mica le organizzo.
l'altra notte mi sono svegliata in preda a nausea e tachicardia. all'inizio ho stoltamente dato la colpa ai tre panini con salame e maionese trangugiati prima di andare a dormire ma adesso, ripensandoci, credo che si sia trattato di un vero e proprio attacco di panico.
il pensiero di dover spegnere le candeline di fronte a un gruppo di ubriaconi che intona "tanti auguri a te" mi agghiaccia, so già che ci sarà qualche simpaticone che vorrà tirarmi le orecchie e qualche altro che pretenderà un discorso. li odierò tutti, indistintamente.
aprire i regali di fronte ad occhi inquisitori, pronti a cogliere ogni cambiamento di espressione allo scopo di accusarmi di non apprezzare abbastanza lo splendido oggetto di cui mi sarà fatto dono provoca in me un'ansia da prestazione che manco ve lo sto a dire. per produrmi nei classici urletti entusiastici che accompagnano l'apertura dell'involucro farò dei gargarismi che neanche un soprano prima dell'esibizione al teatro dell'opera.
ho i sudori freddi immaginando la reazione isterica che seguirà alla decisione di cambiarmi giusto cinque minuti prima dell'arrivo degli ospiti. il ricordo dell'ultima festa organizzata a casa - occasione in cui mi sono fatta trovare in maglietta e mutande dai primi cinque invitati e ho dovuto riparare in bagno costringedo Amica del Cuore a passarmi i vestiti mentre le urlavo le istruzioni per reperirli all'interno di quel girone dell'inferno che tutti chiamano armadio - non mi ha ancora abbandonato. queste sono esperienze che segnano.
nonostante tutto, riesco a trovare dei lati positivi anche in questo marasma emotivo.
rivedrò un sacco di gente che non incontro da secoli, chè tra studio e lavoro abbiamo tutti troppo da far per continuare ad essere i cazzoni di una volta.
farò ubriacare a morte i miei amichetti, distogliendoli così dalle pene amorose che li fanno soffrire tanto.
avrò un'occasione in più per vestirmi carina e pavoneggiarmi un pò.
sarò troppo occupata a cercare di far andare tutto liscio per pensare alle cose che non vanno.
all'alba mi ritroverò sfatta e stanchissima, con una casa devastata e litri di alcool da smaltire. e invece di mettermi di buona lena a cercare di rimediare ai danni troverò che l'unica cosa sensata da fare sarà quella alla quale avrò pensato tutta la sera.
e già sorrido al pensiero.
sincerely yours, reme alle 15:23 | commenti (36)
giovedì, 17 febbraio 2005

potrei scrivere.
potrei elaborare un decalogo delle cose da fare nel caso in cui il tuo cane cerchi di sotterrarti dopo aver fatto i bisogni, per esempio.
oppure potrei raccontare di come un mazzo di margherite lilla possano farti sorridere anche nel momento in cui ti senti un rifiuto della società.
magari sarebbe divertente raccontare di quella volta che, da bambina, ho preso a mattonate un uccello. ma mica per cattiveria, eh. una volta lo racconto.
certo, ci sarebbe da dire tanto su come ti possa far sentire un gesto sleale, ma anche di come i piani astrali sorprendentemente positici diano una botta di buon umore anche a chi non ci crede poi tanto.
matte risate nel caso in cui scegliessi di rivelare che mi son fatta mettere da parte dal mio dentista i punti di sutura che hanno albergato nella mia bocca per una settimana. erano un regalo, ma la persona che con tanta insistenza me li aveva chiesti alla fine si è rifiutata di conservarli nel portafogli come reliquia e io me li sono ripresi. è stato un vero e proprio affronto, sono molto delusa.
ho tante parole dentro di me, alcune da scandire ad alta voce e altre da sussurrare piano. per dirne qualcuna basterà uno sguardo, che tengo pronto in attesa della rivincita.
adesso bisogna solo aspettare che il tempo naturale delle cose faccia il suo corso.
io, per una volta, non ho fretta.
sincerely yours, reme alle 12:37 | commenti (28)
mercoledì, 09 febbraio 2005

convivere con un corpo estraneo presente nella propria bocca non è bello.
cioè, almeno non per tutto questo tempo: sono già tre giorni che sta lì, e fino a lunedì non potrò liberarmene.
che poi non l'avevo previsto, non pensavo che la cosa sarebbe stata così seria, le altre volte erano stati sufficienti cinque minuti. così diventa impegnativo, ecchediamine, decisamente al di sopra delle mie possibilità.
ah, ma stavolta prima di rifarlo aspetto almeno due settimane, mica mi faccio fregare da lui, che crede basti la sua voce suadente per convincermi a vederci tutti i lunedì, anche perchè sto filo nero che stringe la gengiva cercando di rimarginare il cratere formatosi è decisamente antiestetico, e ingoiare sangue a litri non mi facilita la digestione.
però quanto mi piace lamentarmi.
trovo che la condizione di reduce dalla terza e penultima estrazione del dente del giudizio con ben tre punti incorporati possa essere redditizia, se ben sfruttata.
per esempio, durante la cena assumo un'espressione sofferente ad ogni boccone, in modo da far impietosire i commensali e indurli a rinunciare alla malsana idea di farmi lavare i piatti.
e poi riesco a rimediare un sacco di attenzioni esalando ogni due ore circa quello che sembra essere l'ultimo respiro. robe piccole, eh, tipo una carezza sui capelli o un messaggino tenero, qualche coccola extra insomma, ma comunque è sempre meglio di niente.
c'è anche da dire che scoprire questa età che il topino dei denti non esiste è una delusione senza pari.
ma coltivo ancora qualche speranza: se, al quarto dente lasciato sotto il bicchiere, la pantegana danarosa decide finalmente di passare giuro che pago da bere a tutti.

sincerely yours, reme alle 18:28 | commenti (12)
venerdì, 04 febbraio 2005

solo una vera pirlona con addosso un paio di jeans più pirloni di lei può decidere di raggiungere l'altro capo della città usufruendo dei mezzi pubblici in una gelida sera di febbraio (sia ben inteso che l'autrice del testo non intende dare all'aggettivo "gelida" una connotazione negativa, essendo l'autrice stessa una fervente ammiratrice dell'inverno e di tutti i disagi che tale stagione porta con sè).
la vera pirlona, poi, diventa una gran pirlona se- e solo se- ha passato le quattro ore precedenti l'eroica impresa contorcendosi in preda ad atroci dolori riconducibili alla categoria "essere donna oggi" (ma anche ieri e domani) e decide di muoversi nell'orario di punta, quello cioè in cui tutti gli abitanti della metropoli decidono che l'attività più trendy del momento consiste nel dar vita all'human tetris contest. la location prescelta è chiaramente l'autobus sul quale l'essere inutile deve salire, pena l'esclusione dai prossimi campionati mondiali della famigerata disciplina.
sia detto però che la gran pirlona, dopo aver compiuto tutti questi sforzi, verrà premiata con una cena con tutti i crismi, della musica bellissima e altre robe che non starà a raccontare a voi, massa di pervertiti guardoni che non siete altro.
ora non mi rimane altro che cercare di assurgere allo stato di superpirlonadell'anno, cercando di compiere un'operazione che in anni e anni di duro allenamento non mi è mai riuscita.
vado a leccare l'uovo di zucchero cercando di arrivare al cioccolato senza morderlo neanche una volta.
a bientò.


sincerely yours, reme alle 16:04 | commenti (23)
giovedì, 03 febbraio 2005

Lo sapevate?

- ormai è assodato: le pubblicità degli elettrodomestici mi affascinano. anzi, gli elettrodomestici mi affascinano. tipo che se avessi i soldi passerei il mio tempo ad acquistare lavatrici di ultima generazione, frigoriferi parlanti e aspirapolveri in grado di risucchiare quintali di materiale di qualsiasi genere (tipo quello che ricopre qualsiasi superfice orizzontale della magione)
- alle medie una mia compagna di classe ha operato una truffa colossale ai miei danni facendomi credere che il mio oggetto del desiderio avesse intenzione di chiedermi di mettersi con lui, e nel giro di tre ore mi sono ritrovata fidanzata con uno che nemmeno avevo mai visto. questo evento ha segnato irrimediabilmente la mia vita sentimentale
- sempre alle medie ho dato vita ad una srl specializzata nella fornitura delle merendine per la ricreazione. il pasto consisteva in: a) fogli di carta a righe con scritto "mortadella" "nutella" o "salamino" da inserire in panini al latte vuoti; b) gomma per cancellare grattugiata in porzioni singole avvolte in carta stagnola; c) polverina composta da mine di matite colorate temperate pronta da spolverizzare su crackers doria. l'attività lucratoria è proseguita per tutto il secondo quadrimestre, finchè un compagno che pretendeva il pizzo non ha minacciato di denunciarmi alla professoressa di tecnica tramite lettere anonime
- a dodici anni ho appiccicato con l'attack un'unghia finta fuxia con la stellina blu sul mio pollice destro. per staccarla mio padre ha tenuto il suddetto pollice sotto l'acqua bollente per 15 minuti, finchè con un atto di coraggio non ho provveduto da sola asportandomi, insieme all'unghia finta, un pezzo di unghia vera
- ho fatto il mio primo succhiotto a otto anni (sulla guancia sinistra di mio fratello)
- sono assolutamente incapace di suonare qualsiasi tipo di strumento musicale per mancanza di coordinazione tra la mano destra e la sinistra
- dopo essermi soffiata il naso guardo sempre cosa c'è nel fazzoletto
- quasi tutte le notti mi addormento solo dopo aver guardato almeno mezz'ora di quell'ignobile trasmissione "the club" e aver scoperto chi è l'ospite di marzullo
- non riesco a uscire da un parcheggio in retromarcia senza aver provocato all'automobile (una qualsiasi, non solo la mia) almeno 500 euro di danni iva esclusa
- martedì sera ho guardato per la terza volta "love actually" versando fiumi di lacime
- quando vedo un paio di mutande e di calze a righe perdo la testa e vengo assalita dall'irresistibile impulso di comprarle
- passare ore e ore seduta a tavola con uno o più commensali è una delle mie attività preferite
- non stiro niente, neanche le camicie, perchè negli anni ho adottato una tecnica infallibile per stenderle senza spiegazzarle
- dopo cena devo mangiare un dolce, va bene anche una briciola di cioccolato, ma ci deve essere
- odio il caffè senza almeno una goccia latte
- esterno molto raramente i miei sentimenti, e quando lo faccio provo un senso di vergogna
- non ho mai fatto una dieta in vita mia e mai la farò
- odio tutti i superalcolici a parte la vodka e il liquorizia. l'odore della tequila mi provoca conati di vomito istantaei
- posso recitare a memoria praticamente tutti i dialoghi dei primi quattro fantozzi
- da due settimane non faccio altro che ascoltare in loop l'ultimo disco di john frusciante
sincerely yours, reme alle 12:52 | commenti (41)
mercoledì, 02 febbraio 2005

l'uomo della tavola calda ha capito tutto della vita: si muove con lentezza e guarda il mondo con distacco, calato nel suo maglione di pile con le renne e i fiocchi di neve.
io certe volte vorrei essere come lui, lenta e imperturbabile di fronte a tutto ciò che si muove fuori e dentro di me, e invece finisce che faccio volare il caffè sul muro e sullo schermo del computer e dentro il mouse e persino tra i tasti della tastiera e sull'agenda nuova.
finisce che mi lascio divorare dalla velocità con cui succedono le cose, mi affanno per cercare di seguirle e mentre corro magari mi perdo certi dettagli, gli unici ai quali forse varrebbe davvero la pena di prestare attenzione.

sincerely yours, reme alle 15:03 | commenti (10)