mercoledì, 27 aprile 2005

anforghettabòl
ovvero: l'ultima ruota del carro è quella a destra

se qualcuno vi propone di passare una serata indimenticabile, miei cari lettori, vi do un consiglio spassionato: scappate.
inventate una scusa, prendete il primo volo per timbuctù, fatevi ricoverare d'urgenza per un caso sospetto di peste bubbonica, prenotate un posto dal parrucchiere per taglio, colore, colpi di sole, trapianto e piega a schiaffo di vento, chiudetevi in bagno e manomettete la serratura, consegnatevi alle autorità autoaccusandovi di aver scippato tre vecchiette e sequestrato un autobus all'ora di punta, nascondetevi in uno dei tunnel della metro A (la più puzzolente) fino a chiusura.
insomma, fatevi venire in mente qualcosa, qualsiasi cosa, basta che ri-fiu-ta-te: quella che vi era stata descritta come una serata romatica diventerà sì un'esperienza indimenticabile. ma per altri motivi.
vi ritroverete infatti seduti a un tavolo con altre dieci persone. al novanta per cento saranno completi sconosciuti per voi, ovviamente legati tra loro da rapporti strettissimi, preferibilmente risalenti all'epoca delle scuole superiori.
di partenza, quindi, vi ritroverete irrimediabilmente tagliati fuori da ogni possibile partecipazione all'amarcord che prende avvio appena uno dei commensali pronucia la frase standard - che, per chi non lo sapesse, è ammazza che fico quando eravamo ggiovani e facevamo le occupazioni e tu ti trombavi la bertini e la marinucci e pure quella racchia del terzo banco che manco mi ricordo come si chiama.
solo se siete veramente fortunati, però, avrete diritto al bonus e tutti i partecipanti alla serata dimostreranno di non accorgersi della vostra presenza, ignorandovi platealmente e protestando con sdegno se dimostrate di avere addirittura la sfacciataggine di pretendere di mangiare un supplì.
ma, come dice il corvo (figura alla quale vi sarete tra l'altro ispirati per adottare una postura dignitosa e composta) non può piovere per sempre, e la serata vi regalerà la soddisfazione di essere abbordati da un viandante che, con la scusa di scroccarvi una sigaretta, passerà un buon quarto d'ora a rimirare le vostre cosce esposte al suo sguardo lussurioso mentre voi vi affannate a trovare uno spunto di conversazione almeno con lui.
no, per dire che per una come me, egocentrica come un pezzo di merda spalmato sull'asfalto - che se non lo vedi minimo minimo lo calpesti - è stato un duro colpo.

sincerely yours, reme alle 14:55 | commenti (46)
giovedì, 21 aprile 2005

ingannevole è il sole più di ogni cosa

un cielo sfacciatamente terso, di un azzurro che acceca. il sole che illumina ogni angolo del giardino che l'inverno ha fatto diventare una selva impraticabile.
temperatura apparente di quaranta gradi, temperatura reale meno quindici ma io, furba e scaltra come una faina, non mi faccio fregare e mi bardo come se dovessi affrontare la scalata di un ghiacciaio imbiancato dalla neve perenne. non neve per emme, neve per enne. mica scherzi*.
il mio ego, ieri sera, ha registrato un'impennata clamorosa: tutto merito della racchiona che ha spezzato il cuore di ex anima gemella, manifestatasi a sorpresa in un tranquillo dopo cena. era un anno e mezzo che non la vedevo, e questo incontro ha confermato la teoria secondo la quale nei ricordi le persone risultano sempre migliori di quanto in realtà siano.
il mio cane è prepotente, scaina a tutto andare, interagisce con i suoi simili esibendo una dose di spocchia da far impallidire un barboncino coi bigodini. si dice che l'animale assomiglia al padrone, ma io negherò fino alla morte la veridicità di questa stupida credenza.
ancora non ho deciso dove appendere il disegno che mi è stato amorevolmente donato dal mio fidanzato settenne. è un robot con le ciglia lunghe, sei tentacoli calamitati, un'enorme elica rotante e delle fiamme arancioni che si propagano dalla testa e dal sedere. pare che il bambino, per la creazione dell'opera, si sia liberamente ispirato alla mia persona, e onestamente questa cosa del posteriore infiammato mi preoccupa un pò.
avere vicino qualcuno che riesce a placare gli istinti distruttivi che ogni tanto mi assalgono è cosa buona e giusta, oltre che necessaria condizione di sopravvivenza. mi cospargo il capo di cenere e accetto il tenero nomignolo di iena come segno di una ferma volontà di espiazione dei miei peccati.
oggi è il ventuno aprile, cammino per le strade e sorrido.
se anche ti avessi conosciuto duemilasettecentocinquantasette anni fa, so che sarei innamorata di te come il primo giorno che ti ho vista. buon compleanno, roma.


*lo so, lo so, questa fa schifo ed è pure vecchia, ma ogni volta che penso alla neve perenne non resisto e la devo dire.
sincerely yours, reme alle 12:02 | commenti (23)
mercoledì, 20 aprile 2005

quando provi un odio innato e assoluto verso qualsiasi oggetto - animato o inanimato che sia - che ha la sfortuna di essere caplestato con noncuranza dai tuoi passi nervosi in una grigia mattina di primavera, non ti rimane da pensare altro che tu non sia affatto l'esserino dalle sembianze fatate che normalmente ti sforzi di incarnare ma un demonietto dispettoso che deve assolutamente evitare di interagire con chicchessia.
poi però ripensi alla passeggiata della sera prima, quando ti sembrava di essere una turista a spasso per vicoli sconosciuti illuminati da una luce soffusa. nell'aria i profumi delle cucine dei piccoli ristorantini schierati in file ordinate, over the rainbow suonata da fisarmonica e violino, le mani strette in una morsa serrata, il calore di un abbraccio per contrastare il venticello autunnale, il sapore dei baci ad occhi aperti.
ci vuole poco per far pace col mondo.
sincerely yours, reme alle 12:57 | commenti (16)
venerdì, 15 aprile 2005

stavo per morire affogata da un pezzo di mela rossa e succosa, novella biancaneve circondata da quattordici nane alle quali non farebbe male andare a lavorare in miniera.
che poi, nel momento in cui si tava consumando la tragedia, mica ho visto passare davanti ai miei occhi la mia vita come fosse un film. no, mi veniva da ridere, e ciò mi ha fatto considerare che a me viene spesso da ridere, anche nelle situazioni più disperate.
una risata mi seppellirà.
stamattina ho visto passare un noto politico che in questi giorni sta attraversando una crisi - se tutto va bene fatale e definitiva, ma non ci spero troppo - col suo alleato. ciò non è strano, perchè il noto politico abita vicino alla mia dimora, al posto dove lavoro e alla residenza del mio vicino sensibile. costui se ne andava a passeggio col suo cane, e io mi sono chiesta se il quattrozampe sa che quel losco figuro che lo tiene al giunzaglio è il ministro degli esteri italiano. non che la cosa sia importante ma, insomma, ho immaginato che il mio amico cane possa pensare che io sono il capo del mondo.
e non è mica male, essere il capo del mondo per qualcuno.
niente, il pezzo di mela mi è rimasto comunque incastrato in gola, sono completamente a secco di soldi, ho solo cinque sigarette e devo sfangare il pomeriggio, i capelli mi piangono in testa, le mie mutande migliori sono nel cesto della biancheria sporca.
non c'è tregua.
sincerely yours, reme alle 16:21 | commenti (31)
giovedì, 14 aprile 2005

il glicine fiorisce su tutte le pareti esposte al sole, si arrampica sui balconi, si intreccia sui cancelli.
solo le mie piante muoiono, eppure io sono buona con loro.
da piccola, all'asilo, le altre bambine mi picchiavano e io non capivo perchè. ero buona anche con loro.
le mie compagne dell'asilo erano quello che sono adesso le mie piante. stronze.
le persone possono ferirti in mille modi, a volte non serve neanche mostrare il proprio punto debole. pare che la gente abbia una mira infallibile quando decide di far male, ti lascia lì a terra agonizzante a cercare di capire perchè a te, perchè proprio in quel punto, perchè la scelta di quel momento.
non ha senso stare a piangere sulle proprie disgrazie, bisogna agire.
il dolore non mi spaventa, non voglio una bacchetta magica per risolvere i problemi, per fargli fare puff e vederli scomparire in una nuvola di fumo.
voglio affrontarli, scavare a fondo, veder quanto resistono, se sono più forte io o se alla fine vinceranno loro.
certe volte li sento prendere il sopravvento, per un pò li lascio fare ma poi mi viene da ridere e scuoto la testa. loro indietreggiano, un pò scoraggiati ma decisi a ritornare.
ognuno di noi ha dei bisogni da non tralasciare. bisogna raccontarli, i propri desideri, urlando pure se è necessario, farli presenti e non sottovalutarli mai. che quelli forse possono essere pure più pericolosi dei problemi, perchè ti crescono dentro finchè non li realizzi, possono anche dar fuoco a tutto pur di averla vinta.
io ho voglia di parlare, di ascoltare tutto il male e il bene che c'è, sentirmelo dire, ripetere e sottolineare. voglio che le cose mi vengano spiegate, quello che è successo, quello che vorrei e non vorrei sapere, quello che so già.
come la fiamma riscaldo e distruggo.
io adesso brucio.
sincerely yours, reme alle 18:22 | commenti (13)
mercoledì, 13 aprile 2005

a volte una giovane fanciulla in età da marito si sente molto più simile a un mostro marino che a un fiorellino di campo in attesa di essere colto (siccome non sono capace di mettere gli accenti, spiego: colto nel senso di estirpato dal manto erboso, non colto come culturalmente praparato - che a me, si sappia, l'istruzione non manca).
per fortuna, però, esistono gli amici che fanno i dentisti e che, mentre ravanano nella tua bocca con strumenti di tortura, credono che sia cosa buona e giusta:
- dirti che sei una gran topa
- cantare il notissimo motivo che diego abatantuono ha interpretato con indiscusso successo in fantozzi contro tutti (chi non ricorda con malinconia la performance nei panni dell'orrendo butterato di 26 anni con il culo molto basso e un alito tipo fogna di calcutta?), sottolineando la potenza comunicativa della strofa che dice "e se trovo la donna giusta me la ciuccio come un'aragosta"
- ripetere gli apprezzamenti sul tuo aspetto fisico, sostituendo "gran topa" con "gnocca incredibile"
- chiederti con insistenza quando deciderai di congiungere carnalmente le tue appetibili carni con le sue, visto che sono pure tredici anni che te lo chiede.
detto questo, passiamo alle cose serie.
oggi sento di essere stata abbandonata dal mio cervello, e la cosa influisce sul mio stato d'animo provocando uno stato di enorme nervosimo e irritabilità.
attenzione, potrei mordere.
sincerely yours, reme alle 15:00 | commenti (19)
venerdì, 08 aprile 2005

tira un vento freddo, nelle strade completamente deserte della città.
fogli di giornale vengono spinti di qua e di là, senza un direzione precisa. si lasciano trasportare senza opporre resistenza, penso che il loro sia un buon modo per affrontare il vento. se solo anche noi si riuscisse ad essere così leggeri, a dimenticare il peso del corpo e della mente, ci si potrebbe staccare lievi e ondeggiare sospesi a mezz'aria. chissà quante cose belle ci perdiamo, per la nostra smania di restare ancorati alla terra.
ci si sente dei visionari a pensare che roma oggi non è un posto deserto come sembra; che a pochi chilometri da qui è riunita una massa di gente difficile da immaginare; che ci si trova nel luogo in cui si sta consumando un evento epocale che avrà conseguenze inimmaginabili, forse. forse no.
in questi giorni ho evitato di avvicinarmi a san pietro. sono rimasta a guardare da lontano, ad immaginare soltanto come ci si potesse sentire trovandosi lì. le cose che mi emozionano preferisco vivermele da sola, in disparte: mi avrebbe offeso vedere come la gente consideri ormai tutto, anche la morte, un'immagine da inviare via mms, un oggetto di consumo.
ognuno fa i conti con la propria sensibilità, da un certo punto di vista - il mio- va bene anche così.
e fa un certo effetto pensare a come le cose, nella vita, si muovano ciascuna secondo la propria velocità: alcune passano senza lasciare traccia, altre rimangono ferme per un pò e poi tutto d'un tratto prendono una direzione improvvisa, altre ancora vanno avanti nonostante il resto, anche a dispetto della nostra volontà.
se devo pensare a me stessa, adesso, mi vedo come un treno con i vagoni staccati l'uno dall'altro che percorrono binari diversi. nessuna intenzione di fermarmi, la locomotiva è sempre lì, ad aprire la strada.
sincerely yours, reme alle 14:17 | commenti (21)
giovedì, 07 aprile 2005

mangio le unghie invece che tagliarmele, e sputacchio i pezzetti dove capita perchè ingoiarli fa venire l'appendicite come le scorze dei semi di zucca.
i semini dei cocomeri, è risaputo, fanno crescere l'albero dei cocomeri nella pancia, ma io li mando giù con noncuranza.
le cose inutili mi scivolano addosso, decido io quali sono e non cambio mai idea.
in un film una tipa diceva che la sua unità di misura temporale preferita era "a volte", e io ho pensato che era una cosa veramente fichissima da dire e che prima o poi l'avrei usata. fatto.
qui tutte strillano, si accapigliano, piangono. che perdita di tempo incredibile. ieri mi hanno vista sorridere di nuovo, e mi hanno detto "è tornato il nostro sole". mi sono commossa un pò, molto di più di quanto ho dato a vedere.
una volta ho raccontato a una persona che, correndo sulla spiaggia, stavo per morire affogata dai miei capelli.
quella persona ha riso tanto, ha scosso la testa e ha detto che sono matta.
sincerely yours, reme alle 18:02 | commenti (19)
mercoledì, 06 aprile 2005

avendo notato con immenso rammarico che le mie richieste d'aiuto non vengono minimamente prese in considerazione, ho pensato di escogitare un piano d'azione per la pronta risoluzione del mio crack finanziario.
dopo una profonda riflessione sulle possibili strategie da attuare ho quindi deciso di mettere all'asta tutti i miei averi. riporto qui la descrizione dei primi articoli: visto che la mano sul cuore non ve la mettete, tirate fuori almeno il portafoglio.
- avete sempre sognato di farvi le extension ma non vi va di appiccicarvi in testa un gatto morto? solo per voi, in super offerta, è disponibile una treccia di capelli veri biondo-rame con sfumature di castano e residui di rosa pimpa al modico prezzo di 350,00 euro (iva esclusa). lunghezza della treccia cm 30 circa, doppie punte in omaggio!
- cane bianco di 30 kg con simpaticissimi pois neri sulle orecchie, tre anni, affettuosissimo, possibile utilizzo per protezione della quiete domestica, 3.000 euro. il cane è di compagnia, si ciba anche solo dei rifiuti organici di suoi simili e di fazzoletti di carta usati. la cifra è trattabile, sono disponibile a cederlo per 2.800 compresi tre divertenti gadget (palla rimbalzina blu, osso con sonaglio, copertina muccata che fa chic e non impegna).
- scultura porta cd in legno altezza cm 50 vendesi solo veri appassionati. l'omino dalle fattezze incas che regge il ripiano superiore può risolvere una serata dalla conversazione fiacca spingendo voi e i vostri amici ad interrogarvi su cosa è celato al di sotto del suo gonnellino di paglia (ve lo dico subito, l'omino è come big jim. piatto). prezzo da stabilire, chiamare ore pasti.
- collezione di 20 videocassette del corriere della sera anno 2000 cedesi in cambio di una ricarica vodafone non utilizzata da 50 euro.
- lucine a forma di stellina, tutte le lampadine fulminate, 100 euro. molto scenografiche, utilizzabili sia come decorazione dell'albero di natale sia come orpello da fissare intorno alla testiera del letto, con la loro luce soft creano un'atmosfera sexy e patinata che darà un tocco di trasgressione alle calde notti con il vostro partner! con un aumento di soli 70 euro avrete direttamente a casa vostra anche la testiera del letto in legno e stoffa blu costruita con incredibili sforzi da me medesima. offerta imperdibile!
- cellulare nokia 3100, come nuovo, mai usato, praticamente in regalo a soli 40 euro (ha solo un piccolo difetto di ricezione che però crea un divertente effetto tipo sciabordio delle onde del mare in tempesta).
- mazzo di tulipani arancioni finti provenienti direttamente da amsterdam, stagione 1999, strato di polvere di cm 1,5 incluso, 10 euro e non se ne parli più.

per invogliarvi all'acquisto sottolineo che due ambitissimi articoli sono già stati prenotati in esclusiva: un disco volante giallo e rosso di diametro 15 cm in cambio di n.2 pacchetti di benson blu e la mia consulenza su film drammaticissimi inneggianti al suicidio per trasformare le noiose serate casalinghe in interminabili sedute di psicoanalisi. 10 sigarette a film, pagamento successivo alla visione, soddisfatti o rimborsati.
nei prossimi giorni la descrizione di altri fantastici articoli! ve lo dico in tutta onestà: fossi in voi non mi farei sfuggire simili offerte.


sincerely yours, reme alle 13:02 | commenti (39)
martedì, 05 aprile 2005

quando passo vicino al suo ufficio, e capita spesso, penso che silvia non la chiamo mai.
cammino sempre in fretta, quando sono da quelle parti, e il pensiero di fermarmi un minuto per prendere un caffè o anche solo fumare una sigaretta sembra un lusso che non posso concedermi.
le mie gambe accelerano il passo, mi sposto veloce mentre penso lentamente.
sento qualcosa che preme alla bocca dello stomaco, non è ansia, nulla che faccia male, è solo un piccolo nodo che non va nè su nè giù.
rifletto sulle parole ascoltate. per adesso sono ferma alla prima, e ogni volta che ci penso è come se iniziasse un rituale: inizio a guardarla da lontano, quando ancora i contorni sembrano sfuocati, mi avvicino lentamente, la prendo in mano per sentire che consistenza ha, la pronuncio sotto voce, la ripeto al contrario, cerco i significati più nascosti e i sinomini improbabili, la canticchio, scandisco ogni sillba e poi la lascio stare ferma lì, come fosse un codice segreto.
mentre torno al lavoro immagino una fuga improvvisa verso strade assolate, verso un letto dove riposare, verso una stanza vuota dalle pareti bianche.
vorrei la sua mano stretta nella mia e silenzio intorno, la calma per ascoltare il respiro, avvicinarsi di nuovo adesso che si parte da un punto diverso.
mi sento invasa da una forza che non credevo di avere, la mia mente è lucida mentre sorrido e mentre sento le lacrime bagnarmi gli occhi.
anche in un giorno così, nel quale l'attesa è un'incognita mentre il tempo si allunga, quando passo vicino al suo ufficio penso che silvia non la chiamo mai.
sincerely yours, reme alle 14:18 | commenti (9)
lunedì, 04 aprile 2005

ho riso un sacco in questi giorni.
ho riso mentre ero seduta a una tavola apparecchiata per cinque, con una fila di lucine sulla testa e volti nuovi da guardare. occhi e sorrisi come fari. per avere certi incontri bisogna essere davvero fortunati.
ho riso fino a farmi venire le convulsioni, vestita da minnie in un locale pieno di divani di velluto. vestita da minnie, sia detto, faccio la mia porca figura.
ho riso in un momento in cui pensavo che non ci sarebbe stato niente da ridere. è solo che non mi aspettavo di ritrovare quel gioiello prezioso, ieri. non che credessi di averlo perso, ma a forza di cercarlo senza risultati me ne stavo quasi convincendo.
ho riso quando, con uno sforzo bestiale, ho girato le spalle e me ne sono andata. ho riso perchè non ho ubbidito all'ordine di non voltarmi, e perchè in quel momento drammatico l'unica cosa che il mio cervello è stato in grado di fare è stato farmi venire in mente una canzone di massimo di cataldo.
no, dico, massimo di cataldo.
si preparano tempi duri. meno male che sono armata fino ai denti.

si ringraziano: il signore della prima panchina a sinistra per la colonna sonora (l'inno inglese versione monofonica), la città di roma per la splendida coreografia, i gelsomini immaginari per aver sparso nell'ara il loro profumo, il mio gioiello per aver deciso di farsi ritrovare.

update: ho riso anche adesso, mentre parlavo al telefono con la signorina rasbank. lei dice, molto gentilmente, che trovandomi in debito di novecentosettanta euro dovrei evitare di prelevare altri soldi dal mio conto. io vi invito, altrettanto gentilmente, a mettervi una mano sul cuore ed effettuare donazioni a mio favore. ora, subito, non c'è tempo da perdere. grazie.

sincerely yours, reme alle 15:25 | commenti (17)