lunedì, 29 agosto 2005

Cambio rotta, cambio stile (scopro l’anno bisestile)

Tra tre giorni è capodanno*, è tempo dunque di bilanci.
Inutile dire che i miei, almeno quelli economici, sono decisamente negativi: ancora non riesco a capire come, ma mi sono nuovamente ridotta sul lastrico. ho debiti con chiunque (anche tu, che leggi: ti devo per caso cinque euri?), sono la ricercata numero uno per la mia banca, tra un po’ mi staccheranno luce, telefono, gas e condominio, i miei amici non mi concedono più credito, mia madre piange perché ha una figlia completamente incapace di gestire il denaro. Il solito, insomma, solo che stavolta ho deciso di cambiare registro. Ho pianificato le mie spese da qui al duemiladieci, sarò oculata e parsimoniosa e riuscirò ad accumulare una fortuna che mi permetterà il riscatto morale in barba a tutti i miei delatori. Tiè.
Le vacanze sono state favolose, una roba da non credere. Io e i debosciati abbiamo vinto il premio “pensionato in vacanza 2005” riuscendo a totalizzare un monte ore di assoluta inattività da far impallidire mia nonna in cariola. I nostri programmi giornalieri avevano come unico scopo quello di mangiare, dormire, fare una nuotatina, mangiare, dormire, pronunciare oooohhhhhh e uhhhhh e ihhhhh con più acca possibili per rendere merito alla bellezza sconvolgente che ci siamo trovati davanti agli occhi, mangiare, dormire, giocare a poker, mangiare, dormire, leggere, mangiare, dormire, mangiare, mangiare. Fatto sta che ho preso almeno quattro chili tutti qui e qui, e la mia faccia si è ricoperta di brufolazzi che manco in terza media quando ero in pieno sviluppo ormonale.
Perdere peso comunque non sarà un problema, visto che non ho soldi per mangiare, e per quanto riguarda i brufoli ho deciso di sperimentare  degli impacchi mescolando il fango e le ortiche che in giardino non mancano.
Ho altresì deciso di buttarmi nella carriera: la falsa convinzione che una donna ha bisogno di un uomo al suo fianco per realizzasi in pieno è uno sporco retaggio dei tempi bui in cui l’universo femminile non godeva di nessun diritto. Una vera femmina quale io sono sa perfettamente che il campo lavorativo può permetterle di far venir fuori tutte le sue doti e di condurre una vita densa di soddisfazioni.
Ehi tu, lì nell’ultima fila, se hai il coraggio di ripetere che non mi si incula nessuno ti caccio fuori.


* chi dice che l’anno nuovo inizia il primo gennaio, mente sapendo di mentire. Il primo giorno di scuola, la ripresa del lavoro, la fine dell’estate sono date dense di significato molto più che una stupida notte di festa in cui si fanno i trenini e si sparano miccette.

sincerely yours, reme alle 10:17 | commenti (30)
giovedì, 11 agosto 2005

allons, enfants!

la casa si è svuotata, rimane da chiudere il gas e dare un ultimo controllo alle finestre.
nella mia testa scorre la lista immaginaria delle cose da portare via, troppo pigra e stanca per trovare la forza di scrivere l'elenco. il bancomat non funziona ma ho un pò di contanti, la carta d'identità valida per l'espatrio nuova fiammante è inaspettatamente nel portafogli, la macchina del caffè formato gigante è nella busta con i bicchierini (al caffè ci penserà qualcun altro, spero), i pensieri pericolosi rimangono qui.
e così tra circa sei ore io, i miei tatuaggi, le lenti a contatto, i costumi, il portacenere da viaggio, gli elastici per capelli, il repellente antizanzara, la gonna da minnie, le mutande a righe e i calzini scompagnati partiamo alla volta della corsica insieme alla solita compagnia di simpatici debosciati.
on line a fine mese le fantastiche avventure di adesseresincera alla conquista dell'oltremare.
bye bye, bombay

sincerely yours, reme alle 21:31 | commenti (7)
lunedì, 01 agosto 2005

Mamma li etruschi!

Quando uno non c’ha una vita privata e neanche le condizioni per potersela costruire, tocca lavorare di inventiva e procurarsi degli escamotage che riempiano i vuoti esistenziali e i terribili momenti bui in cui ti guardi indietro e pensi che quella proposta di matrimonio ricevuta in terza elementare in busta sigillata dall’adesivo di poochie la dovevi proprio accettare.
Essendo io il donnino fantasioso e dall’inventiva rutilante che ben conoscete, però,  ho ben pensato di sorprendere il destino che mi irride trasferendomi in toscana a lavorare da venerdì sera a tutta domenica.
Raccolto il mio povero bagaglio ho preso un regionale dell’anteguerra e alle sette e trenta spaccate sono sbarcata nella deliziosa cittadina di cortona accompagnata dal mio compagno di viaggio (un pacco cilindrico più alto di me completamente ricoperto di scotch di bassa lega  - quello che ti lascia appiccicati dovunque dei residui marroncini tanto piacevoli alla vista). Le giornate seguenti sono state segnate da numerose prime volte:
- per la prima volta sono entrata in un museo in fase di allestimento
- per la prima volta sono entrata nella vetrina di un museo cercando di mimetizzarmi con pezzi di anfora risalenti al primo secolo a.C
- per la prima volta ho ballato dentro una vetrina di un museo
- per la prima volta ho mangiato il lardo di colonnata , facendo comparire sulla mia faccia un brufolo di proporzioni ciclopiche
- per la prima volta ho bevuto un vino da sessanta euro
- per la prima volta ho mangiato la torta al cioccolato più buona del mondo, facendo comparire sulla mia faccia un secondo brufolo di dimensioni più modeste ma comunque ragguardevoli
- per la prima volta ho dormito in una stanza che sembrava copiata dalle illustrazioni del libro “ricciolidoro e i tre orsi”
- per la prima volta mi è stato regalato un vestito (grazie punk!)
- per la prima volta ho lavorato dalle sette di mattina alle nove di sera ininterrottamente
- per la prima volta (in ultima istanza, fuori contesto) ho deciso di pregare una divinità qualsiasi perché mi venga offerto un bicchiere di vino

e soprattutto, se tutto questo ancora non vi fosse bastato, mi sono procurata un semi infarto del miocardio. No, non il tuo. Proprio il mio*.

*grazie al copy per la splendida battuta e la revisione gratuita e disinteressata del testo

sincerely yours, reme alle 19:38 | commenti (18)