a mia mamma piaccio così
stamattina ho la prestanza fisica di una liceale unita all'insufficienza respiratoria di un'ottantenne asmatica. la mia voce tocca dei picchi di sensualità inaspettati, tanto che qui in agenzia qualcuno inizia a chiamarmi patrizia (adesseresincera:sempre sulla notizia).
in compenso sto sfoggiando una discretissima maglietta verde fosforescente col faccione di bambi in rosa shocking, acquistata in un momento di entusiasmo adolescenziale durante il concerto degli stereo total che, come dice lò, incarnano la filosofia punk: due inetti completi che stanno su un palco ostentando spocchia e suonando canzoni poco credibili e divertentissime, di quelle che il piedino ti parte tipo riflesso incondizionato.
io e il mio catarro abbiamo ballicchiato senza troppa convinzione, convinti che prima di mezzanotte uno dei due avrebbe fatto soccombere l'altro: grazie al mix micidiale composto da tachipirina più benagol al miele più due sigarette quasi letali più pasta al burro più due kinderpinguì al cocco ho vinto io, ma lui stamattina è resuscitato ed è più in forma che mai.
la mamma, sentendomi conciata così, ha deciso di venire su a passare il fine settimana con la sua povera figliola malata.
no, non è vero.
ieri sera ho chiamato la mia mamma e, con voce piagnucolante, l'ho implorata di venire su a trovarmi che sto malemalemalemalemale: lei ha cercato di addurre scuse poco plausibili, ma è bastato un rantolo per farla capitolare. amico cane, appena ricevuta la notizia, ha iniziato a dimenarsi e contorcersi come in preda al ballo di san vito. visto che ultimamente il simpatico quadrupede apprezza molto di più la compagnia di chiunque non sia io, mi sta venendo un leggerissimo dubbio: niente niente che il nostro rapporto sia entrato in crisi? cosa ho che non va? dove sto sbagliando? e via con tutte le domande che ogni femmina che si rispetti si pone appena nota nel partner un calo di interesse. sì, il cane per me è il surrogato di un partner, embè? non ci trovo niente da ridere.
mentre tutte queste sciagure si abbattevano su di me ho comunque trovato il tempo di studiare il definitivo posizionamento del mio ciuffo, visto che ho notato che ogni volta che qualcuno mi guardava i capelli veniva assalito dall'immediato bisogno di aggiustarmi la riga sbilenca. ieri sera mi sono armata di forbicine da unghie e con gli occhi che si strorcevano per la concentrazione (è strabismo di venere, maleducati) ho tagliato e suddiviso i capelli a uno a uno - tu di qua, tu di là, ehi stronzetto mettiti in fila dietro agli altri - e loro per adesso sembrano aver obbedito.
sono molto molto soddisfatta.
la mia vita si sta avviando a grandi passi verso il caos assoluto. due giorni fa, durante una delle mie solite camminate riflessive, ho capito che un ciclo è finito e ne è iniziato uno nuovo; se mi conosco bene, la mia parte caotica, irrazionale, egoista e stronzissima si prepara a comparire sulla scena con un ingresso trionfale.
buio in sala.