lunedì, 30 gennaio 2006

week end con il morto

il fine settimana inizia con le paturnie da ormoni impazziti, e ovviamente a farne le spese è chi ha l’ardire di cercare la mia compagnia anche in quei giorni lì.
ex anima gemella e ingegner neurone si prodigano per preparare una cenetta succulenta e coreografica che dia inizio a un week end con tutti i crismi mentre io cerco  di far precipitare la situazione in un pozzo nero di disperazione e malmostosità.
il piano diabolico prevede che prima di uscire di casa io intrattenga una lamentosa conversazione telefonica con un ex anima gemella insolitamente paziente
[“dal tuo tono si capisce che non te ne frega niente se vengo”
“è da oggi pomeriggio che ci sbattiamo per preparare questa cena per farti contenta, se vuoi ti vengo pure a prendere”
“ecco vedi, vuoi litigare e io stasera di litigare proprio non me la sento”]
per poi lasciarmi convincere a partecipare, sedermi a tavola con aria di sufficienza e, al momento del dessert, infilzare con lo stuzzicadenti uno spicchio di arancia imbevuto nel cioccolato fuso e minacciare di morte ingegner neurone brandendolo a mo’ di scimitarra. il tutto ovviamente urlando “mi odiate, vorreste vedermi morta e il vostro unico scopo nella vita è quello  di farmi ingrassare a dismisura”, per poi crollare sbronza e mettermi a dormire appoggiata a un termosifone.
il diavolo della tazmania mi fa una pippa.
viste le premesse sabato mattina non posso fare altro che decidere di concorrere al premio gesto più stupido del primo trimestre duemilasei: seduta sul divano a fumare guardando nel vuoto decido di convincere la mia coscienza, con un discorso pregno di motivazioni, che telefonare all’uomo che ha tentato in tutti i modi di rovinarmi la vita è un’ideona veramente geniale.
la mia coscienza non ci mette molto a realizzare che quello può essere davvero il modo giusto di iniziare la giornata (devo ricordarmi di farla rottamare in cambio di un usato garantito), e così ho modo di essere la co protagonista di una delle telefonate più squallide avvenute dall’avvento di quello strumento diabolico.
estraggo un frammento
a caso dai due minuti netti di durata (squilli a vuoto compresi):
“ti ho vista l’altro giorno al parco con amicocane”
“non è possibile, non vado al parco con amicocane da mesi”
“ti dico che ti ho vista”
“ti dico che non è possibile”
“ah, allora era una che ti somigliava”
come dire, ti riconoscerei tra mille e mille e più.
il sabato sera convinco ex anima gemella, ancora traumatizzato dal nefasto venerdì, ad accompagnarmi alla cena di compleanno di una collega nel centro più centro che c’è.
ecco come si svolge la brillante serata: dopo due ore e mezzo alla ricerca di un parcheggio decidiamo che l’umore è andato a farsi fottere e forse è il caso di desistere; abbandoniamo la macchina in un posto a caso troviamo rifugio in un take away mediorientale dove un uomo di buon cuore ci sfama; recuperate le forze decidiamo che lanciarsi pieni di entusiasmo nella movida capitolina è cosa buona e giusta; rimaniamo intrappolati in un locale super affollato la cui temperatura interna tocca punte da sesto girone dell’inferno; faccio la pipì in un bagno turco macchiando irrimediabilmente lo stivale scamosciato nuova icona del mio look; decidiamo che odiare il mondo ci salverà.
nonostante la tranquilla domenica di decompressione, per il momento ritengo che la decisione è ancora valida.
sincerely yours, reme alle 14:08 | commenti (34)
mercoledì, 25 gennaio 2006

(tanti) pensieri e (poche) parole

la maggior parte di voi rimarrà stupita, ma ogni tanto anche nel mio cervellino balena (nel senso di passa sporadico, non nel senso di cetaceo) qualche pensiero con un briciolo di dignità speculativa.
ieri sera sono andata in motorino (in motorino?! sì, in motorino, me tapina. con questo freddo porco? sì, con questo freddo porco, me reietta) a vedere un documentario, ultima fatica lavorativa dell’uomo con troppi capelli.
insomma, io non sono brava a scrivere recensioni, e neanche misurarmi con i grandi temi che riguardano la condizione umana.
sarà un po’ perché la condizione umana mi ripugna, sarà perché sono un’inguaribile idealista con spiccate tendenze polemiche, preferisco discutere di cose rilevanti ad personam, con la possibilità – che nella maggior parte delle occasioni diventa certezza – di poter litigare furiosamente, infervorarmi, dare appassionate pacche sulle spalle a chi sostiene le mie tesi e sputacchiare urlando in faccia a chi la pensa diversamente da me.
e poi, diciamola tutta, la vena che mi spunta al centro della fronte quando mi innervosisco è uno spettacolo al quale tutti meriterebbero di assistere almeno una volta nella vita. e io non dispongo di web cam, purtroppo per voi.
insomma, credo di essere l’ospite perfetto di un qualsiasi programma televisivo, ma quando scrivo preferisco descrivere minuziosamente le vaccate senza senso che pullulano nella mia testolina.
a questo punto vi risparmio la minuziosa descrizione della quantità di lacrime sfuggite al mio controllo, dell’ampiezza dei sorrisi e del fiume di considerazioni scaturito dalla visione del documentario.
dico soltanto che si chiama “via dell’esquilino 31”. se ne avete la possibilità, non perdetelo.
sincerely yours, reme alle 18:31 | commenti (15)
martedì, 24 gennaio 2006

me and my monkey

capita che i minuti diventino ore, le ore giorni e i giorni mesi. uno e mezzo, o quasi.
in questi minuti che diventano ore e poi giorni e poi mesi non è che succeda chissà che. o meglio, il chissà che stava per succedere, e forse non è così detto che poi alla fine da queste parti non si decida che.
il duemilaessei si è presentato con la cafonaggine di un ospite invadente: considerato che al duemilaeccinque gli si è dato un bel calcio in culo allo scoccare della mezzanotte e visto che l’anno nuovo ha già stufato, le prospettive non sono poi così rosee come ci meriteremmo.
ma non sia mai detto che la signorina qui presente molli la presa, e così curo molto il mio look, medito tagli di capelli e colpi di sole, ostento la solita sicurezza sfacciata che mi contraddistingue.
è un periodo di concerti ggiovani, di cinema ggiovane, di feste ggiovani, di tonnellate di dvd di friends, di tentativi di dieta miei e di amico cane falliti miseramente, di sms gratis e inutili, delle telefonate che arrivano e anche di quelle che non arrivano, di aperitivi che poi diventano cena e dopocena, di vagonate di regali: scimmie di mare, elvis col pube snodato, alieni da crescere in provetta, mr grass head e tutta una serie di ammennicoli come se piovesse.
è che a me piace fare i regali, e piace pure riceverne (chiunque fosse interessato a conoscere i mille modi per farmi felice può contattarmi via mail),  e questo natale mi sono letteralmente sbizzarrita nel far definitivamente colare a picco il mio conto corrente. sono soddisfazioni.
insomma, a chiunque fosse curioso come una scimmia (di mare e non) vorrei poter dire di essere sparita perché coinvolta in una storia d’amore travolgente e peccaminosa, ma purtroppo non è così. ma voi, miei prodi lettori, siete invitati a non smettere di credere nelle mie potenzialità inespresse.
un giorno o l’altro vi stupirò.
sincerely yours, reme alle 18:15 | commenti (12)