ultimamente, quando qualcuno (strano ma vero, è successo abbastanza spesso) mi chiedeva perchè non scrivo più, cercavo di buttarla in caciara: è colpa del caldo, non ho il computer a casa e oddio quanto lavoro, a proposito ma hai mai assaggiato i tortelloni quattrosaltiinpadella? a me risolvono un sacco di serate, troppo buoni davvero, giuro.
risposte sbagliate, comunque: ad essere sincera non avevo voglia, il tempo scarseggiava e in finale sticazzi del blog.
inceve poi succede che da ieri sera sono pervasa da una gioia che sfiora l'estesi mistica anche perchè, dopo aver rischiato un coccolone per aver esultato con troppa foga di fronte alla disperazione dei francesi, la vita si colora di prospettive insperate.
fonti attendibili giurano di avermi vista inveire davanti al televisore mentre agitavo le braccia a mulinello prodigandomi in gesti dell'ombrello corredato da dito medio, e c'è chi dice di avermi avvistata nella notte mentre giravo per le strade con gli occhi iniettati di sangue sussurrando "datemi barthez".
la verità è che, da vera donna antisportiva quale sono, ho esultato più per la sconfitta dei francesi che per la vittoria degli italiani.
se in questo momento sono qui, comunque, non è tanto per un'improvvisa voglia di descrivere poeticamente il mio stato d'animo - che da qualche mese a questa parte si è trasformato in un universo popolato da cuoricini e orsetti di peluche - nè per fare due battute sulla mia spregevole condizione di giovane donna lavoratrice, coabitante e padrona di cane maleducato.
parliamoci chiaro: chi avrebbe resistito alla tentazione di sfoggiare il logo più bello del mondo?
perciò, grazie mio adorato
volk.
e tante care cose a tutti voi.