stamattina trascinavo i piedi nel parco facendomi trainare da amicocane, pensando con mestizia che tre giorni di lavoro mi hanno riportata allo stato di straccetto da spolvero che ero un mese fa.
le vacanze sono ormai un ricordo lontano, di quelli che ti fanno sospirare in memoria dei bei tempi andati.
e sospiriamo, và.
le condizioni metereologiche da autunno inoltrato sono state propizie per la realizzazione del mio progetto di passare le ferie mangiando, trombando e dormendo (non necessariamente in quest'ordine): la prima sera sono addirittura riuscita ad addormentarmi seduta a tavola, stringendo la forchetta in pugno. probabilmente il mio cervello aveva compreso che un altro boccone sarebbe stato fatale e ha preferito mandarmi in coma neurovegetativo ma io ho attribuito il crollo allo stress da lavoro, vera e propia malattia che perseguita noi giovani precari. con questa scusa sono riuscita a far passare il prematuro sopraggiungimento della vecchiaia per riposo meritato dopo un anno di fatica, facendomi così compatire, coccolare e vezzeggiare da chiunque.
il tutto ha portato semplicemente una ragguardevole trippa - tre chili in più sulla bilancia, no, dico, tre chili.
le giornate più fredde della stagione sono state invece utilizzate per andare a trovare giusy, l'amica estetista che ognuno di noi dovrebbe avere. giusy, incontrandomi un giorno al mare, ha decretato infatti che il mio fisico fa schifo e bisognava fare qualcosa. il qualcosa consisteva in sostanza nell'attaccare le mie cosce e il mio culo al macchinario, aggeggio infernale che in pratica doveva far detonare la mia cellulite a suon di scariche elettriche. sdraiata sul lettino in preda a tremori degni di una tarantolata leggevo "tu" mi chiedevo che cosa avrebbe ripagato tali sofferenze. beh, signore mie, un culo più sodo e le cosce più snelle ripagano qualsiasi cosa. qualsiasi. così, mentre giusy affermava che "l'estetica è uno stillicidio", mi sono ritrovata in mano una busta contenente una polverina grigia che a contatto con l'acqua sprigiona - oltre che un fetore mefitico - delle miracolose proprietà snellennti e drenanti. già rido al pensiero del momento in cui me ne ricoprirò, mentre piango calde lacrime all'idea di dover ripulire il bagno dall'immonda quantità di rimasugli fangosi che sicuramente adorneranno la maggior parte della superficie caplestabile. piccoli effetti collaterali se paragonati all'idea di poter deambulare per casa vestita solo di micro mutandine facendo arrapare il fidanzato oltre i limiti del consentito, ma anche al pensiero di potermene andare in giro sculettando con rinnovato ardore (sono pur sempre una schifosa narcisista).
l'idillio d'amore perfetto, le mangiate pantagrueliche e i lunghi sonni ristoratori non hanno comunque ritemprato il mio spirito, e adesso mi ritrovo qui senza motivazione, depressa e scazzata come non mai.
le buone abitudini non muoiono mai.
ad essere sincera © 2003