martedì, 31 ottobre 2006

i fratelli so' piezz'e còre

da ieri sera vivo nell'ansia da separazione: fratellofigo, come ormai per fortuna spesso accade, ha infatti lasciato la magione romana per partire su uno sgangherato furgone alla conquista della polentonia.
chiunque tra di voi si trovasse in quel di milano e avesse voglia di ascoltare buona musica può andare al palazzo granaio - largo papagiovanniventitreesimo, settimo milanese - alle dieci e alla modica cifra di tre euri godersi un concerto divertente (fidatevi di me, che ne ho visti una ventina buona).
io, nel frattempo, mi contorcerò in preda alle convulsioni chiedendomi ossessivamente se lui starà bene, se percuotere la batteria con troppa violenza può nuocere alla sua salute, se qualcuna si innamorerà di lui e me lo porterà via.
tutto ciò viaggiando con madre, cane e ammòre alla volta della casa di famiglia dove tra giorni quattro si festeggerà la laurea di cuginofigo.
...
interessante, eh?

sincerely yours, reme alle 16:54 | commenti (3)
venerdì, 27 ottobre 2006

la danza del ventre(sca)

più femmina che mai, mi muovo con eleganza nella giungla della vita.
è così che avrei voluto inziare il post per un ritorno in grande stile.
invece, come sempre, sono costretta a dire la verità: in questo periodo non ho fatto altro che mettere su una pancia da far invidia ad un ubriacone di ritorno dall'oktoberfest.
all'inizio di questa mutazione affrontavo lo sguardo del mondo con un misto di vergogna e frustrazione, certa che l'umanità intiera stesse pensando "questa qui non la vedi due giorni e la ritrovi incinta di cinque mesi" , senza trovare le parole per spiegare che no, non sono incinta e no, non ho idea di cosa possa aver provocato questo rigonfiamento. no, non ho neanche gravi problemi intestinali.
qualche settimana fa, invece, pam! uno dei miei soliti colpi di genio si è palesato mentre mi strafogavo di tiramisù dopo una cena in un ristorante orrendo, durante la quale un losco figuro ha impegato il suo tempo leccando le vetrate del gazebo nel quale eravamo allocati*.
"iscriviamoci a danza del ventre!", ho intimato in tono imperioso alle mie amiche che, invece di scoppiarmi a ridere in faccia come immaginavo, hanno accettato la proposta con entusiasmo.
in pratica sono tre settimane che tutti i giovedì sera mi rinchiudo per un'ora e mezza in una palestra con troppi specchi, muovendo il mio culone in maniera improbabile e provando una vergogna che manco in prima elementare quando sono caduta dal palco durante il saggio di tarantella.
sapevo perfettamente che il volermi cimentare in una qualsiasi forma di danza avrebbe causato dei traumi emotivi non recuperabili, quindi ero già preparata al cazziatone fattomi dall'insegnante alla seconda lezione. il suddetto cazziatone era indirizzato solo a me e ad una signora di mezza età con evidenti problemi di peso, mentre tutte le altre allieve ci guardavano con compassione.
dopo aver esclamato "guarda che io ho un sacco di roba da far muovere e faccio più fatica delle altre", invece di scappare piangendo ho deciso di impegnarmi per diventare la peggiore del gruppo. devo primeggiare, è il mio spirito di competizione che me lo impone.
a parte queste note dolenti,  rimango comunque convinta che utilizzare sapientemente le proprie rotondità sia di fondamentale importanza: entro natale avrò un gioco di bacino che levati, e il mio amato  passerà l'inverno migliore della sua vita.


* esatto, ingegner neurone, sto parlando di te
sincerely yours, reme alle 12:28 | commenti (11)