sono pienamente insoddisfatta dei miei capelli, e la questione mi tormenta.
tagliarli o non tagliarli? la soluzione non è così a portata di mano come si potrebbe credere perché ci sono molte cose da valutare, molte più di quelle che voi umani possiate immaginare.
per far sì che il dilemma sloggi dai miei pensieri, non mi rimane che tenermi impegnata in faccende ad alto potere svagante.
in particolare, il mio cervellino si è letteralmente impuntato nell’esplicazione di una mansione che non è esattamente quella che avrei scelto io avendo il fidanzato a portata di mano, ma che comunque rende molto felici le persone che mi circondano: dal primo gennaio ho iniziato a cucinare qualsiasi cosa.
per dire, il cane si sta miracolosamente salvando dalla mia follia culinaria solo perché portarlo a spasso mi aiuta a smaltire le calorie ingerite ma, quando deciderò che tutto sommato ingrassare a dismisura non è questa gran tragedia, credo sia meglio per lui iniziare a raccogliere le sue povere cose.
ieri sera, avendo provato a raccogliere i capelli in vari tipi di acconciatura senza risultati apprezzabili, ho deciso che non era proprio il caso di uscire. cuciniamo, ordunque!
i biscotti al cioccolato all’ammèrrigana sembravano la scelta migliore: gustosi, poco impegnativi, ma soprattutto ottimo sostituto dei disgustosi cereali dietetici che ogni mattina mi costringo a ingurgitare.
risultato numero 1: in circa dieci minuti, nel tentativo di sbriciolare il cioccolato con uno strumento meccanico, perché va bene cucinare ma rimango pure sempre una pigra da competizione, ho fatto fuori ben due mixer elettrici che all’inizio facevano scintille – nel senso letterario del termine - ma ad un certo punto hanno cominciato a rendere la cioccolata non “tritata in maniera finissima” come riportava la ricetta ma più simile ad una poltiglia bruciacchiata.
risultato numero 2: i miei amati coinquilini non hanno potuto usare il bagno di servizio per un’ora, e dio solo sa quanto sia importante avere due bagni agibili se abiti con tre uomini in piena salute. non riuscendo ad individuare un luogo fresco dove riporre i salsicciotti ottenuti con l’impasto, infatti, sono dovuta necessariamente ricorrere all’unico posto non a portata di fauci canine: il bagno piccolo, per l'appunto, nel quale – abbassando il coperchio del cesso - ho riposto la teglia con il suo prezioso contenuto. ora, fate lo sforzo di seguirmi: toilette + water + salsicciotti marroni. non ritengo utile riportare i commenti dei miei coabitanti.
risultato numero 3: andando a dormire mi sono resa conto di essere una specie di tavoletta al cioccolato e vaniglia con le gambe, completamente intrisa di essenze zuccherose e vomitosamente dolci, e questo ha decisamente compromesso il mio sonno. provateci voi a prendere sonno mentre vi sembra di essere chiusi in una scatola di cioccolatini.
comunque, i biscotti ammèrrigani non devono essere venuti tanto buoni, considerato che il mio amato fratello non li ha fatti fuori tutti senza dare a nessuno la possibilità di assaggiarli, come di solito fa con qualsiasi robaccia commestibile trovi in giro per casa, e proprio per questo ho generosamente portato la metà dei dolcetti in dono ai miei colleghi.
tanto io al massimo vado alla toilette del bar.
ad essere sincera © 2003