E’ che oggi, come in trance, mi sono ritrovata a digitare su google la seguente frase:
“come ammorbidire le scarpe strette”.
Tristezza e sconforto, mi sono sentita come uno di quei personaggi da classifica delle chiavi di ricerca del mese: allora, astuta come una faina, ho badato bene a non cliccare sull’indirizzo di un blog per non fare la figura della sprovveduta, trovandomi così catapultata nel magico mondo dei consigli della nonna - dove peraltro non esistono soluzioni al fastidioso problema creato da scarpe bellissime che riducono i piedi ad un ammasso di pustole sanguinolente.
E’ da una settimana che vado su e giù per l’Italia, cercando di star dietro ai festeggiamenti vari che si sono raggruppati uno di seguito all’altro. Stasera si riparte, per essere di nuovo qui domenica sera.
Essendo notoriamente il mio culo più pesante della famosa montagna di maomettiana memoria, come dire, sono un po’ provata.
Come se non bastasse, ieri sera un incendio del contatore neutro posto nelle cantine del palazzo ha fatto convogliare tutta l’energia elettrica dell’universo mondo nel mio appartamento. Ad un certo punto, mentre stavo mollemente adagiata sul divano, ho iniziato a sentire una puzza infernale di plastica bruciata, seguita da esplosioni piuttosto fragorose.
Mantenendo la calma, ho ben pensato di prendere con me amico cane, chiavi di casa e cellulare d’ordinanza per scappare il più lontano possibile, lasciando la casa bruciare indisturbata.
Poi però c’ho ripensato e sono tornata indietro, affrontando il pericolo con piglio deciso.
Un’ultima cosa: alla fine la permanente l’ho fatta, ma nel giro di due settimane si è già ammosciata.
Ma tanto non demordo, state tranquilli.
ad essere sincera © 2003