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ieri sera è iniziato il rituale dei saluti, e non ricordavo che fosse tutto così complicato e triste e nostalgico e fine di un'epoca e dai ma tanto torno presto.
forse perchè l'ultima volta che ho dato il via al rituale dei saluti avevo 18 anni e cambiare città aveva un altro senso, ma se ci penso bene anche quella volta lì ho detto dai ma tanto torno presto, e in effetti all'inizio tornavo prestissimo.
poi, sempre meno.
adesso torno una/due volte l'anno, e molti di quelli a cui dicevo che sarei tornata non ci sono mica più.
tristezza a palate
(no, non è che roma capitale non mi vuole più, nessuno mi caccia, vado via per amore - si sposa, dicono in giro i miei capi con aria di compassione mista a dolore)
(no, non è vero che mi sposo, non subito almeno, è che ho compiuto trent'anni e i regazzini mi chiamano signora e mi danno del lei e io non lo posso accettare, quindi faccio scelte sconsiderate per illudermi che la vita è ancora tutta da costruire)
(no, non è che penso che a trent'anni la vita sia finita, è solo che io ci ho voglia di ricominciare tutto daccapo, e ricominciare tutto daccapo con una persona come quella che ho io accanto - fidatevi - ne vale proprio la pena)
ad essere sincera © 2003