Io e lui appoggiati al bancone del bar, occhi incatenati, mani che si sfiorano, labbra che mormorano e accennano sorrisi, ogni intromissione è una sofferenza.
Io, e lui che mi guarda da lontano e capisce, vorrebbe odiarmi ma non può, il suo sguardo è una carezza disperata.
Io, lui e la nostra complicità , lui sa tutto e non sa niente, il suo sorriso mi chiede che cosa succede, i miei occhi rispondono che ci sarà tempo per parlare e forse ne servirà molto per capire.
Lei mi dice che stamattina ho uno sguardo più umano.
E’ la consapevolezza della rinuncia imminente, amica mia, la sofferenza di una resa già dichiarata.