mercoledì, 23 marzo 2005

il punk si è tagliato il pizzetto, e dopo sette anni di staticità barbuta questo gesto assume una certa rilevanza nell'ordine generale delle cose.
del tipo che mi sono sentita minata nella mia stabilità, io che in questo periodo ne ho tanto bisogno.
festa di laurea in un locale stretto e buio, ieri sera. la promessa di non fare tardi non mantenuta. lò che mi lancia sguardi d'intesa mentre balla maracaibo versione originale con fare lascivo con qualsiasi essere umano dalle sembianze femminili gli capiti a tiro. ha deciso che io e il direttore della fotografia dobbiamo accoppiarci selvaggiamente il prima possibile, chiodo schiaccia schiodo, dice, ma io mi trovo in disaccordo e gli lancio noccioline e occhiatacce a ritmo di meu amigo ciarli braun mentre penso di essere ancora in lutto stretto. strettissimo.
comunque decido di premiare gli sforzi di lò provando ad avviare un dialogo sol suo amico.
dopo circa mezz'ora di conversazione urlata bocca-orecchio per cercare di sovrastare il volume indecente della musica altrettanto indecente passata da un dee jay dodicenne panzuto e triste, io e il direttore della fotografia quasi arriviamo alle mani. decidiamo quindi che il matrimonio è da escludere, l'unica speranza per salvare il nostro rapporto consiste nel trovare un argomento sul quale essere più o meno in accordo. il dolce è troppo dolce, dice lui, sì, in effetti è stucchevole, convengo io. sguardo stupito, stretta di mano. bella lì.
oggi è una giornata uggiosa, cielo grigio e aria pesante.
niente di nuovo sotto il sole, e neanche sotto la pioggia.

sincerely yours, reme alle 11:53 | commenti (17)