piove sempre sul bagnato (e io non ho un ombrello)
sono la fiera proprietaria, oltre che di un cane, di un animo romantico.
l'animo romantico è molto impegnativo da gestire - sicuramente più del cane, che quantomeno le sue crisi emotive se le risolve da solo.
l'animo romantico deve uscire almeno una volta al giorno, altrimenti non si trattiene e fa i bisognini sulle pareti cerebrali; i pasti quotidiani sono abbondanti e in tempi di magra si nutre di avanzi, arrivando persino a rosicchiare i ricordi appollaiati nel subconscio; deve essere sorvegliato attentamente quando si aggira nei pressi di un telefono, perchè si diverte a inoltrare chiamate a numeri sepolti nella memoria; è delicatissimo, basta lasciare socchiusa la porta e quello con un colpo d'aria si ammala; gli piace un sacco cavalcare l'onda del sentimento, anche quando sventola bandiera rossa.
in fondo in fondo, però, io al mio animo romantico gli voglio un sacco di bene e ogni tanto cerco di assecondarlo, che mi dispiacerebbe se un giorno decidesse di cercarsi un altro padrone. l'altra sera, quindi, ho deciso di fare una passeggiata con lui e il cane a villa torlonia, anche se pioveva e stava facendo buio e mancava mezz'ora alla chiusura dei cancelli.
inutile dire che sono rimasta imprigionata nel parco, con somma gioia del cane - che ha colto l'occasione per intraprendere una feroce battaglia con i milioni di gatti spuntati all'improvviso da ogni dove - dell'animo romantico - che trovava deliziosa l'immagine della principessa sperduta nel bosco, e aspettava l'arrivo di un prestante guardacaccia per passare il testimone all'animo perverso - e mia, che nel profondo del mio cuore avevo sempre sognato di sperimentare l'emozione di girovagare in solitudine nella villa, ed erano secoli che mi chiedevo se sarei mai stata capace di farmi la pipì addosso dalla paura.