giovedì, 16 novembre 2006

cittàeterna, ore  diciannove e trenta circa di un mercoledì sera freddo e umido.

io e amicocane torniamo verso casa dopo una di quelle classiche passeggiate in cui lei mi strattona e mi sbatacchia e mi rivolta come un calzino e io inciampo e impreco e mi trascino attaccata al suo guinzaglio.
è sera, fa freddo, e l’umidità si condensa in una specie di nebbia appiccicaticcia, caratteristica poco piacevole della zona in cui è ubicata la magione: in pratica io, che già di mio ho la vista di una talpa in letargo, non vedo praticamente una ceppa.
imboccando a fatica il vialetto col cane imbizzarrito – perché l’ultimo tratto da compiere prima di far ritorno al focolare domestico è anche il rifugio di migliaia di gatti malefici – mi accorgo di una figura massiccia stagliata in controluce proprio di fronte al cancello di casa.
per nulla impaurita perché so di avere amicocane accanto a me, procedo spedita verso il traguardo.
più mi avvicino alla figura più mi accorgo che trattasi di un figuro.
nello specifico di un gran bel pezzo di figuro.
quando mi rendo conto che sorridendo egli si appropinqua alla mia persona, ricordo con orrore di trovarmi nella classica condizione in cui tutte le ragazze si trovano quando incontrano un piacente esemplare di sesso maschile: sono un inchiavabile cesso.
lo gnoccolone è dotato anche di voce melliflua e sorriso smagliante e, come se non bastasse, mi chiede se per caso sono al corrente di una mostra d’arte moderna da queste parti.
no, dico.
una mostra d’arte moderna in una specie di comprensorio per anziani con vista sul parco.
come resistere alla tentazione di dire “sì certo, è proprio a casa mia” sbattendo le ciglia dietro le lenti spesse un centimetro?
ve lo dico io come: nel momento esatto in cui la ma mente lussuriosa produceva tale pensiero ho avuto la percezione che il mio amato mi stesse appioppando un dolorosissimo schiaffone alla base del collo.
potenza della telepatia.

sincerely yours, reme alle 16:19 | commenti (15)